La ricetta del mercoledì

 

 

Il figlio ha appena il tempo di appoggiare il borsone che il padre lo chiama giù dal piano terra per portarlo a pesca. Alessandro non ha assolutamente voglia di stressarsi le vacanze con le manie di suo padre. A cui ha detto di si sin dall’età di quattordici anni solo perché non voleva ripercussioni simili a quando papà gli propose di fare jogging insieme a lui e gli rispose che preferiva fare calcetto come i suoi amici e compagni di classe.
Ci vollero sei mesi prima che ci fosse un dialogo più profondo di un si o un no accennati praticamente perché obbligato. Da quel momento, oltre dipendentemente dal fatto che la paghetta in quei mesi fu praticamente dimenticata, Alessandro diceva di si a suo padre. Ma la sua voglia era praticamente a zero.
Si rifugiò nei compiti estivi come ripiego. Glielo disse dalle scale e il padre rispose che li avrebbe potuti fare più tardi. Aggiunse che se pasturava una volta era una economia per entrambi. Alessandro si trincerò dietro i suoi doveri di studente. La madre, sapendo tutto, volle dare man forte al figlio e allora il padre, due contro uno, si arrese.
Alessandro aprì libro alla pagina di esercizi e ci rimase mezz’ora. Il tempo sufficiente a far allontanare il padre con la barca e se ne sarebbe andato a zonzo per l’isola. La mamma intanto preparava la cena.
Si accorse che per la panzanella il pane non sarebbe stato abbastanza e decise di mandare Alessandro a comprarlo. Sarebbe stata la scusante per mandare il figlio in paese e così il padre non avrebbe fatto storie e non si sarebbe offeso.
Cammina che ti cammina, Alessandro vede sugli scogli una ragazza più o meno della sua età. Si avvicina e la saluta. I due vanno in paese, lui per un motivo, lei per un altro. La mano di lui slitta in quella di lei. Un leggero bacio dopo qualche centinaio di metri. Un abbraccio profondo e tante parole dolci dopo.
Se non è stato amore a prima vista questo, si disse lui tra se e se, molto ci si avvicina.

E’ stato davvero un affare non andare a pescare!

 

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