La ricorrenza del venerdì

 

Oggi una persona sola a cui fare gli auguri di buon compleanno, e di cui parlare per te che magari ne sai fino ad un certo punto, è poco. Oggi una donna e due uomini sono stati regalati al mondo. Perché non fare gli auguri a tutti e tre?

_________________________

 

Un giornalista battagliero. Dalla schierata appartenenza a destra. Ha cominciato dal basso. Dal personaggio di Carlo Collodi tanto caro all’informazione della Rai in tempi passati.
La sua fama è dovuta, oltre ai libri che ha scritto, all’essere un direttore di successo. Oltre all’aver creato un magazine televisivo che ha fatto la storia del gossip: una voce narrante che intrattiene il pubblico tra un servizio giornalistico ed un altro.
Ha fatto tante esperienze giornalistiche. Sarebbe stato strano il contrario? E’ pesante stare sempre a fare la stessa cosa.
Oggi dirige ancora un telegiornale. Vale poco, visto che è sotto le dipendenze della super-organizzazione dell’informazione del network per cui lavora. Ma non vuol dir nulla: se sai fare il tuo lavoro, prima o poi te lo riconosce qualcuno.
Buon compleanno direttore Giordano.
Al prossimo successo…

 

Mario Giordano su Wikipedia

Mario Giordano su Youtube

Mario Giordano su Google

___________________________

 

 

Dalle pagine de “La Stampa” viene il suo lavoro di giornalista. E’ stata una persona precoce nella professione che ha scelto.
E poi? Poi la televisione, accanto a Gabriella Carlucci prima, Ellen Hidding poi, con il programma delle reti Mediaset “Mela Verde”.

E poi? E poi si potrebbe tranquillamente dirgli buon compleanno e basta, tanto non si dovrebbe offendere se non vengono messi in piazza gli affaracci suoi…

Gradirà?

 

Edoardo Raspelli su Wikipedia

Edoardo Raspelli su Youtube

Edoardo Raspelli su Google

_______________________

 

 

E’ un personaggio importante. Più che un personaggio come lo può essere una ragazza da rotocalco è una personalità. Ha saputo lottare per il proprio paese e non si è mai arresa.
Dopo essere stata liberata da una lunga prigionia si è fatta portavoce di una battaglia per tutta quella gente che è vittima, come lei lo è stata, dell’oppressione di un governo ingiusto.
Oltre a dei normalissimi auguri di compleanno si vuole dire di essere cauti nel combattere. Perché il proprio nemico può covare sotto la cenere della fine della fiamma, e può risorgere come l’araba fenice dalle proprie ceneri.
Nessuno vuole perderla. Proprio per questo si consiglia attenzione. Sana attenzione…

Buon compleanno Signora Aung San Suu Kyi!

 

 

Aung San Suu Kyi su Wikipedia

Aung San Suu Kyi su Youtube

Aung San Suu Kyi su Google

La ricorrenza del giovedì

 

 

Tu hai raccontato storie. Tu hai dato la possibilità a qualcuno di conoscere. Lo fanno tutti gli scrittori, non c’è da scordarsene. Uno scrittore racconta la sua storia, talvolta privata talvolta inventata, e tutto finisce li. Ma allora perché tra tutti gli scrittori che Wikipedia raccoglie e che sono morti questo giorno spicchi abbondantemente? Dovrai aver fatto qualcosa di particolare per essere ricordato.
Hai due onorificenze al tuo petto, come certifica la pagina Wikipedia a te dedicata. Hai scritto e scritto. Qualcosa ci devi aver lasciato per essere un nome che ha un significato…
Di quel qualcosa lasciatoci ti meriti un grazie.
Delle storie che chi legge questo testo magari conosce a tuo nome tu sei il padre e la madre. I tuoi figli sono arrivati anche qui, nello stivale. E hanno creato una rete di cui tu sei il primo filo.
Peccato che cinque anni fa ti è stato detto di lasciare il posto a qualcun’altro, che facesse sognare come hai fatto tu.
La speranza è che chi ti studierà non faccia scempio del tuo lavoro, dei tuoi figli. E gli porti il rispetto che i tuoi lettori hanno avuto per te in tutto il mondo

 

José Saramago su Wikipedia
José Saramago su Youtube-italiano
José Saramago su Youtube
José Saramago su Google

 

La ricetta del mercoledì

 

 

Il fiume scorre placido dentro il suo letto. Il sole splende. Io sono appena tornato dal supermercato dove ho speso le ultime venti euro rimastemi.
E’ tutto quello che rimane di mia mamma, che non ho mai ascoltato abbastanza. Lei mi diceva sempre che la vecchiaia è una malattia che si debella avendo cura di se stessi. Già da ragazzo mi spingeva a fare del moto. Io lo facevo ma controvoglia. Il mio fare era il flipper e il calcio balilla al bar sotto casa. Tutte le volte che potevo mollavo la squadra di pallacanestro e mi rintanavo in quel bar. Se poi ci aggiungevo un buon bicchiere di vino era anche meglio.
Mia mamma mi diceva sempre che si può si essere allegri, ma che l’allegria è qualcosa che bisogna dosare. Che la parola sacrificio bisogna in un modo o nell’altro conoscerla. Continuava dicendo che se non fai in modo di frenare con la tua opera lo scorrere inesorabile della vita la vita ti travolgerà.
Mai parole furono più sagge. Sono riuscito a mala pena a pagare le bollette questo mese. Il colesterolo è arrivato a livelli fuori guardia e andare in bicicletta al supermercato, dopo aver venduto la macchina per ovvie ragioni, è un peso grandissimo.
Dovrei mettermi a piangere. Poco ma sicuro. Ma c’è un’altra cosa che mia mamma mi ha insegnato: la perseveranza. Che se hai un obiettivo puoi riuscirci con l’impegno. E io voglio a tutti i costi aprire un negozio di musica con i miei amici.
Vorrei fare un negozio online e annesso giornale per tutti gli appassionati.
Patrizio ci metterà la sua opera di scrittore. Fabio la sua metodicità e la sua organizzazione dell’agire. E io cosa ci metto? Ci metto la casa, su cui non ho ancora messo nessuna ipoteca. Ci metto i computer, che mi sono messo a costruire con le mie mani e che mi permettono di guadagnare qualche soldo come riparatore.
Ma adesso basta pensare a questo. Devo preparare da mangiare per tutti.
Ho farfalle, mozzarella, pomodoro, olive, capperi e basilico. Quasi quasi pasta fredda per tutti, che è anche estate…

 

Il monologo del martedì

 

 

 

Quel biglietto sul mobile del salotto avrebbe dovuto farmi pensare. In fondo lui con i suoi convegni è sempre stato una trottola tra alberghi e sale convegni. Come sarebbe stato possibile un convegno alle isole Baleari in pieno luglio?
Non capisco dove ho sbagliato come moglie. Ho sempre fatto gli interessi della famiglia. Mi sono messa a disposizione di mio marito e dei suoi bisogni. Quelle camicie cambiate continuamente e da stirare ogni volta mi hanno fatto impazzire. Gli ho lavato le mutande a getto continuo. Mi sono sentita dire un grazie qualche volta talmente sporadica, e soprattutto quando lo chiedevo praticamente obbligandolo, per quello che ho sempre fatto. Mi sono messa a fare lavori part time come l’artigianato e altre cazzate, dove non trovi una carriera e un sostentamento nemmeno se tu fossi un manager a gestirti il lavoro.
Avrei dovuto ascoltare mia madre e lasciarlo stare. Lui non mi ha mai fatto mancare nulla. E si può dire che anche io non gli ho mai fatto mancare nulla. Ma vederlo in foto baciare quella sgualdrina alta un metro e ottanta e con una vita da mignolo è troppo.
Dovrei prendermi anche io qualcuno da cui ricevere quelle attenzioni che lui da a quella ragazza in foto. Ma passerei da quella che nella ragione finisce nel torto. E non voglio. Non voglio dargliela vinta.
In fondo io ho una certa età. Se lascio lui, cosa faccio? Potrei cercarmi un altro uomo. Ma sarebbe meglio o peggio di lui?

Credo che mi metterò in dieta. Cosi assomiglierò a una di quelle donne che fanno impazzire gli uomini.

 

Il dialogo del lunedì

 

 

 

“Mi servono solo un paio di bermuda da spiaggia e poi ho finito gli acquisti. Adesso Pamela sarà tutta per me. Io e lei sulle spiagge dei Tropici. In fondo sono un buon compagno. Non gli ho mai dato da pensare che sarei stato un uomo che deve sempre dipendere da una donna per tutto e in tutto. Ho sviluppato la mia indipendenza e ne sono anche leggermente fiero. Non ho mai sentito lamentarsi la mia compagna del fatto che avessi bisogno di una camicia stirata o il water raschiato dal calcare che io lascio senza ripararlo.”

 

“Caro Franco,
ti scrivo questa lettera perché sono arrivata ad una conclusione: tu sei gay. Non ti ho mai sentito chiedermi di fare una di quelle cose da donna. Le fai tutte tu. Vuol dire che tu nel tuo intimo ti senti una donna. E allora non hai bisogno di una donna accanto a te. Ti ci vuole un uomo di cui prenderti cura, così come curi tanto bene le tue cose e il tuo appartamento.
Il mio biglietto per la vacanza l’ho girato ad un mio amico che ti vorrebbe tanto conoscere. Spero non ne avrai a male.
Pamela”.

 

“Spero ci sia un divano nella matrimoniale che ho prenotato…”

Il racconto di giugno

IL FUNERALE FELICE

I° PUNTATA

 

Io sono un bambino. E’ giusto precisarlo. Ho dieci anni e la casa è piena di gente. Tra parenti e conoscenti dei miei genitori saranno una settantina, divisi tra chi sta in salotto a parlare e chi in cucina che si rifocilla grazie alla nonna Ada che ha fatto di fretta e furia i suoi dolcetti al miele, le frittelle di riso e altri salatini con la pasta sfoglia. Un bel vassoio di salumi troneggia sopra la cucina economica da cui un poco tutti si servono abbondantemente. Il vino della cantina si vede qua e là nei bicchieri disseminati in giro. Può sembrare una festa dove la gente si diverte. Invece siamo ad un funerale. Un mezzo funerale, visto che i miei genitori non sono morti e anzi sono vivi e vegeti. Magari un poco affranti.

Sono l’unico bambino tranne mio cugino più grande che tutti dicono essere un genio, anche se non fa altro che giocare con il suo telefono cellulare ogni volta che te lo trovi davanti. Mi ha detto il mio papà che frequenta una cosa chiamata ‘università’, e che è un posto dove la gente intelligente va a conoscere le cose del mondo. Una volta gli ho chiesto, dopo averlo visto alla televisione, se sapesse che paese fosse l’Argentina. E lui mi rispose che non lo sapeva. Mi disse che lui studiava matematica. Allora gli chiesi che cosa fosse la matematica, e lui mi rispose che era la scienza dei numeri. Che chi studiava matematica imparava a calcolare. Gli replicai che anche io studiavo a scuola come calcolare. Lui sorrise e mi disse che il suo calcolare era diverso dal mio. Mi carezzò la testa e riprese a giocare con il suo telefono.

Io e mio cugino eravamo gli unici sotto i trent’anni di tutto il gruppo di gente radunato in casa mia. Per il resto non si poteva vedere un adulto meno vecchio di quarant’anni. C’erano i fratelli di mia mamma, due gemelli più piccoli di lei di qualche anno con le rispettive mogli. Sempre da parte di mamma i miei nonni, tra cui nonna Ada, e i cugini venuti dalla campagna. C’era la sorella di papà, con il marito, e i cugini di papà. I miei nonni paterni non erano potuti venire a causa di un incidente con la macchina pochi giorni prima, che aveva distrutto la macchina oltre ad aver lasciato lividi e botte a più non posso. A parte i parenti, colleghi di lavoro e vicini di casa affollavano la casa. Tutti con un bicchiere in mano pieno di qualcosa da bere o con un piatto di plastica sporco o in procinto di essere svuotato del suo contenuto.

Birillo non aveva mai dato segni di debolezza. Era sempre stato un cane vivace, affettuoso. Non mancava mai di dimostrare una forma di educazione con tutti i visitatori. E questo suo modo di comportarsi gli aveva valso tanto affetto oggi dimostrato da tutti quelli in casa. Tutti mangiavano e bevevano, ma non come ad una festa qualsiasi, dove si festeggia una ricorrenza o un festeggiato. Insomma, una cosa positiva. Questa volta era il povero Birillo ad essere festeggiato, ma per la sua mancanza.

Birillo se n’è andato. Dopo tanti giorni passati nella sua cuccia a guaire e a scottare di calore mio papà lo ha preso e lo ha portato dal dottore dei cani, mi ha

La ricorrenza del venerdì

 

 

Si potrebbe dire per incominciare un “Buon Compleanno” visto che oggi è la sua data di nascita. Ma prima forse ci sono da fare dei ringraziamenti. Uno fra tutti a Gigi Proietti che gli ha fatto da maestro. Poi ad una rete televisiva locale che trasmetteva uno storico show di comici chiamato “Seven Show”, presentato da Alessandro Greco. Che ha tenuto a battesimo, oltre al nostro festeggiato, anche altri comici più o meno duraturi sulle scene televisive. Dopo un grazie sentito a Gino e Michele, i due pilastri del programma “Zelig” che lo hanno tenuto con loro. E poi tanti altri grazie piccoli e grandi, che chi sa riceve.

 

Chi è lui? Piuttosto bisognerebbe dire: Chi è Tatiana???

 

 

Gabriele Cirilli su Youtube

Gabriele Cirilli su Google

Gabriele Cirilli su Wikipedia

La ricorrenza del Giovedì

 

 

Fiumi di gente, alla tua morte, ti hanno dato il rispetto che ti sei guadagnato. Hai fatto la storia di una realtà che è sempre stata qualcosa di anomalo nella generalità del mondo. Il partito non ti dimentica dopo più di dieci anni di reggenza nella crescita di un paese giovane tanto da monarchia quanto in democrazia.
Oggi sono più di trent’anni che il mondo vede di te foto e interviste. Oggi tua figlia Bianca dirige egregiamente un organo di stampa che è un riferimento per tanta gente. Non è il TG1, ma ci si può lavorare.
E il resto? Oggi l’erede Matteo Renzi lavora, a quanto dice lui, per la rinascita del paese. Che cosa penseresti di lui? Ne saresti contento oppure vorresti sentire una volta di più uno dei canti che hanno echeggiato e fatto capire chi cantava sopra quelle musiche?
Chi scrive vuole semplicemente, oggi, non far dimenticare un uomo che ha fatto la differenza. E se si fa la differenza ci vuole un briciolo di spazio che ricordi, visto che digitare la data dell’11 giugno su Google non ha tra i suoi link una pagina storica che ne parli di lui.
Un saluto al grande segretario, il cui ricordo non muore ancora (la pagina Ansa).

 

 

Enrico Berlinguer su Google

Enrico Berlinguer su Youtube

Enrico Berlinguer su Wikipedia

Il testo del mercoledì

 

 

Mi aggiro per il mercato solo, pur se fra tanta gente. Un passo dopo l’altro il tempo scorre, inesorabile. E con lui una speranza di riuscire.
Sono stati categorici quelli della commissione: siamo in estate e vogliamo sentire odore di estate. Un profumo di freschezza e di leggerezza che altrimenti non si sentirebbe altrove.
Io continuo ad aggirarmi per i banchi del mercato generale della città guardando cassette di verdura e banchi dove trionfi di pesce fanno bella mostra di se stessi. Un branzino alla griglia magari accompagnato da una insalatina olio e limone? Potrebbe andare. Mi dirigo verso il banco del pesce dove ho visto quel bell’esemplare da dorare alla griglia ma mi devo rintanare dietro una colonna: quel farabutto del mio sfidante sta comprando proprio quel pesce. Non ho idea se lo farà anche lui, ma l’idea può finire direttamente nel cassonetto dei ricordi lontani.
Sto girando a più non posso. Non riesco a pensare. Essere semplice o essere complicato? Sapori forti o sapori semplici? Alla fine taglio corto.
Mi sarei ritirato.
Esco dal recinto del mercato e mi avvicino alla fermata dell’autobus. Una signora è accanto a me e vedo nella sua sporta una mozzarella e dei pomodori pizza.
Gli chiedo se non ha dimenticato la pasta per la pizza. Lei mi guarda e dice se non ho mai saputo quanto possono essere buoni i pomodori accompagnati alla mozzarella.
Come ho fatto ad essere tanto cretino?
Ringrazio la signora e cerco di sbrigarmi prima che chiudano i banchi al mercato.
Prendo pomodori cuore di bue, mozzarella di bufala, acciughe, origano, olio, sale, pepe e del pane da bruschetta.
Sminuzzo pomodori e mozzarella davanti ai giurati, mentre il mio sfidante si armeggia alla griglia. Io ho riservato una cantuccino per il mio pane, che non ho voluto insaporire con aglio per non falsare il sapore del piatto.
Con le acciughe e l’olio faccio una salsina da guarnizione. Pepe e sale in scarsità visti i tanti sapori.
Il pane in trionfo e l’origano a spolverare.

Avrò vinto?