Chiusura (momentanea) del blog

Cari lettori,

il blog ha fatto del suo meglio per intrattenervi durante questi mesi estivi. Necessita del dovuto riposo di chi ha lavorato per rendere ogni giorno pieno di spensieratezza e con meno fatica e svogliataggine per assaporare un contenuto di internet.

Oggi è sancita tanto la chiusura di questo spazio quanto la riapertura della blogosfera di www.matteobaudone.com, che dopo consiglio di alcuni lettori diminuirà la sua dimensione fino ad essere a misura d’uomo internettiano, cioè veloce e necessario di non appesantimento.

Grazie a tutti per i like messi alle pagine tanto qui quanto su Facebook e i social network.

All’estate 2016.

Matteo Baudone

Il racconto di agosto

Il gruppo

V puntata

 

Dove lavoravo io avevo una collega che non riusciva mai ad andare avanti dopo il primo appuntamento, dove l’uomo inzuppava il biscotto e poi non si faceva più vedere. Mi dissi che poteva essere una candidata. Anche perché venivo stressato da lei per un appuntamento, quando io non volevo semplicemente perché lei non mi piaceva.

Poteva essere una candidata accettabile. E la presentai a Stefano.

Tra i due scoccò la scintilla. E io fui il salvatore, visto che Stefano la smise di lamentarsi nelle nostre riunioni.

Quello che non avevo calcolato è che dopo un periodo in cui tra i piccioncini c’era l’assoluto idillio, che fece sparire Stefano dalle riunioni, i due avrebbero preso a frequentare le riunioni insieme quando nessuno degli altri membri aveva mai portato qualcuno.

La conseguenza di questo arricchimento numerico fu accolta dagli altri membri come il permesso a portare i rispettivi consorti o accompagnatori. E la conseguenza successiva fu la baraonda più totale.

Una sera una delle ragazze sbatté la porta con la sua compagna perché la sua consorte fu molestata dal compagno bisex di uno degli uomini del gruppo.

Le uscite di scena si susseguirono parallelamente ai tentativi di riappacificazione. Il flusso fu maggiore per le uscite di scena che portò, la sera in cui ero io a ricevere il gruppo nel mio appartamento, a ricevere solo degli sms in cui si diceva che non sarebbe venuto nessuno.

Ho provato a contattare singolarmente i membri. Ma erano tutti irreperibili.

A volte si passa per quello che non si è.

Dopo un mese di solitudine post lavoro trovai in una prostituta un poco di sollievo.

Entrammo in confidenza dopo diverse “sedute”, e lei mi disse che dovevo concentrarmi su di me stesso.

La prima cosa che feci fu smettere con la prostituta. E poi mi dissi che dovevo volermi bene. Che tutto l’affetto che prima trovavo nel gruppo avrei dovuto trovarlo in qualcos’altro.

Un giorno, al lavoro, presi il pomeriggio libero, sicuro che non ci sarebbero state pratiche da evadere. Mi misi a camminare per le strade sotto un cielo nuvoloso. Non sapevo cosa fare della mia vita.

Fino a che non vidi da una vetrina due occhi dolci che mi guardavano. Un cucciolo di cane grattava sul vetro quasi volesse venirmi in braccio.

Non so cosa mi prese ma entrai nel negozio di animali. Uscì con quel batuffolo che mi riconobbe anche quando entrai.

Lo chiamai Gruppo. E da quel giorno lui fu il mio confidente. A lui chiedevo dei dubbi della mia vita. Lui fu il guardiano dei miei figli dopo la morte per parto di mia moglie.

Gruppo viene sulla mia tomba, assieme ai miei figli. Il mio gruppo mi vuole bene

La ricetta del mercoledì

 

Se solo avessi preso la decisione di non continuare gli studi dopo i sedici anni a quest’ora non sarei qui a farmi il mazzo davanti a questo romanzo per il riassunto e la scheda bibliografica. Gli esercizi di chimica andrebbero a farsi benedire e il romanzo in inglese per la prof Sarchiapone, anche se questo soprannome verrà scoperto il prossimo anno e saranno dolori, lo avrei lasciato nello scaffale.

Magari dopo una dolcezza al bar le cose potranno apparire migliori…

Il monologo del martedì

Non ho più un soldo. Appena appena pagata l’acqua per il prossimo bimestre. Se avessi dato retta a mio padre prima che mi lasciasse a inizio estate adesso non avrei dilapidato tutto quello che ho per quella sgualdrina in Costa Smeralda. Mi ha risucchiato completamente tutto il conto in banca. E me ne rendo conto solo adesso che lei mi ha perfino spillato diecimila euro per stare zitta a causa di una gravidanza tra noi due. Mi hanno detto sul traghetto del ritorno che è la mossa che fa da ripulitura al pollo della situazione. Mi hanno descritto per filo e per segno come si comportano queste ragazze. Ed è pari pari quello che ho fatto con lei. Locali scelti da lei e pagati con conti astronomici. Tanto lei si faceva dare la percentuale.

Spero al lavoro mi facciano credito. E non solo li…

Il dialogo del lunedì

“Mi dispiace che questa è l’ultima sera che i vediamo. È stata una bella estate, non trovi? Io non mi posso lamentare del tempo passato insieme a te. Ti ho chiesto di venire in giardino per parlare perché ho una proposta da farti. Possiamo tenerlo o tenerla? A me fare il padre potrebbe essere una cosa che mi piace. Io sono dispostissimo a tenerlo…”

“Il casino non sei tu, ma il mio ex marito. Mi chiederebbe indietro casa nostra visto che ho violato il contratto matrimoniale: niente figli entro un anno dalla separazione. Non lo so il motivo di questa scelta. La pillola non ha certamente funzionato.”

“In casa con mia mamma non ti posso far stare. Ma fare la nonna potrebbe piacergli…”

Il racconto di agosto

Il Gruppo

IV puntata

 

mendicare per vivere. Non volevo ridurmi in quello stato. Ma non si vedevano alternative.

Un giorno passai davanti ad una agenzia interinale, a trent’anni suonati, e lessi la mia salvezza. Stavano cercando uno con le credenziali che avevo io. Stessa esperienza. Stessa formazione. Entrai e mi candidai. Mi spiegarono come dovevo comportarmi. Mi dissero che c’era un altro candidato con le mie stesse caratteristiche e che la selezione sarebbe stata la settimana successiva alla sede di lavoro.

Mi presentai, sotto consiglio dei miei amici, con mezz’ora di anticipo. Mi dissero che dovevo intercettare l’altro concorrente e depistarlo in qualche modo. Io non avevo mai fatto una cosa del genere. Ma mi potevo fidare del mio gruppo e così feci.

Non avevo minimamente idea di come fosse fatto l’altro candidato. Sapevo che era un maschio. Ma di maschi in una strada di transito come quella, in pieno centro città, ne passavano una marea. Uno in particolare mi colpì. Era in giacca e cravatta, molto teso e sudante. Anche io ero in giacca e cravatta, ma preparato adeguatamente da Stefano a non farmi prendere dal panico. Io ero quello giusto e dovevo farlo trasparire da ogni poro della mia pelle.

Quel ragazzo se ne stava sulla strada a fumare. Io ero sotto la guardiola dell’usciere, il quale era tranquillizzato dal fatto che avevo un appuntamento.

Non so come mi venne, ma lo feci. Chiesi all’usciere se mi faceva da complice, dietro lauta mancia, per fare uno scherzo a quel ragazzo. Finsi di essere incazzato per qualcosa, e quel ragazzo mi si avvicinò. Gli dissi che l’appuntamento per il colloquio non era più li ma alla sede dell’agenzia interinale. L’usciere avvalorò la mia informazione e quel ragazzo si mise a correre a più non posso per raggiungere la sede dell’agenzia. Io entrai nel palazzo pochi minuti dopo e feci il colloquio. Quel ragazzo tornò quattro ore dopo, visibilmente in disordine. Disse all’usciere del colloquio e lui volle sapere se lo scherzo era riuscito.

Quel ragazzo mi sta ancora cercando.

Con il lavoro e l’appartamento di mia proprietà la vita andava avanti. A turno ci si ospitava tra noi del gruppo. Ognuno con i suoi problemi.

Un giorno Stefano, che passava da una donna ad un’altra con rapidità fulminea, disse a tutti che voleva una donna fissa. Tutti ci guardammo e ci chiedemmo: ma delle sue donne nessuna vuole fare famiglia? Se ne parlò tra capannelli privati, prima della riunione generale.

Non si decise nulla di preciso. Si disse a Stefano che se voleva una donna doveva fare la lista della spesa di quello che voleva e quello che non voleva da questa fantomatica donna. Lui disse che lo avrebbe fatto e la seduta venne aggiornata.