La ricorrenza del giovedì

 

Il tuo eroe è storico. Un marinaio che affronta il mare come se fosse casa sua. Perfino Umberto Eco si è messo a parlare di lui.

Grazie per tutte le emozioni dai tuoi fumetti…

 

Hugo Pratt su Wikipedia

Hugo Pratt su Youtube

Hugo Pratt su Google

La ricetta del mercoledì

Tutto intorno c’era classe e nobiltà. Si respirava l’aria di un tempo che fu, quando l’esilio era difficile da sopportare e la vita riservava sempre una festa a cui poter mangiare senza pagare. Tanto è il titolo che conta. Nulla più…

La marchesa stava davanti al buffet dell’antipasto che presagiva un lauto banchetto. La sorella della marchesa la seguiva dando prova del suo eloquio agli ospiti, che gradivano la sua compagnia.

Fu grande la delusione quando le due donne si videro portare davanti, quando sedute, un solo piatto di pasta ben decorata. Si dissero che avrebbero visto altre portate. Ma il caffè servito dalle caraffe fumanti non lasciò dubbio di sorta.

A casa di quella avara della moglie del cavaliere non ci sarebbero più andate a cena…

Il monologo del martedì

 

Dimmi che mi ami. Non vogliono sentire altro tutti i miei demoni. Quelli che mi guidano nella mia vita da quando io sono un bambino. Hanno voluto che io diventassi un dottore rinomato. Hanno voluto che non facessi problemi ai miei genitori. Hanno detto di no a tante donne della mia vita. Dimmi che mi ami e facciamola finita, visto che ti ho corteggiata regolarmente.

I demoni mi stanno lasciando. La mia vita tanto adesso è loro.

Il dialogo del lunedì

 

“Ma tu sei sicuro che questa è la strada giusta? Io non vedo un cartello da mezz’ora di cammino. Mi sto preoccupando… Prima di continuare a camminare possiamo interrogare il GPS? Solo per avere una indicazione, una strada…”

“Ma ti pare che un delinquente come te può mettersi a fare tante domande? Meglio che nessuno sappia dove sei. Il GPS ci farebbe localizzare subito. Adesso ti calmi e tanto il paese lo troviamo visto che questa strada è fatta da uomo vivente…”

“Ci siamo persi. Non è vero?”

Il racconto di agosto

Il Gruppo

III puntata

 

andarla a trovare a casa sua che era sempre in giro. Le raccontava dei suoi viaggi. Delle sue escursioni in giro per l’Italia.
Quello che non raccontava mai a nessuno, ma che mi venne a dire l’amministratore del condominio, è che non pagava l’affitto da un anno. Me lo disse per sapere se fosse ancora viva e quando avrei provveduto a saldare l’ammanco. Io dissi che di lei non avevo più notizia da tanti anni. Dissi che non avevo la minima idea di dove fosse. Anche la vicina venne in mio soccorso avvalorando la mia versione dei fatti.

Tornato a casa da quella visita, trovai nella cassetta delle lettere la conferma della morte di mia zia. Era la lettera del notaio da cui si serviva mio padre. Mi certificava che un comando dei Carabinieri di un paesino nelle Marche aveva trovato mia zia a letto con uno gigolo. Solo che lui era rimasto vivo, durante il coito. Mia zia era stata presa da un infarto fulminante.

Non potei fare altro che spendere i pochi soldi rimastimi per pagare il funerale e tutte le altre spese. Per quello che non riuscii a pagare misi in vendita l’appartamento e promisi che avrei pagato. Tra tutti i debitori di mia zia, che non erano altro che il droghiere e il banco dei pegni, fu l’amministratore del condominio dove abitava che faceva l’incazzoso. Molto probabilmente mia zia gli aveva fatto qualcosa e il sentire una rassomiglianza caratteriale con me lo rese incazzoso alla pari.

Fu triste dire al mio gruppo di autoaiuto, se cosi lo si può chiamare, che non ci saremmo più potuti incontrare a casa mia. Non mi posso lamentare di nessuno di loro, visto che quando venivano non stavano con le mani in mano e mi davano, chi più chi meno, una mano in casa con lavoretti e altro. La casa infatti, alla visita dell’agente immobiliare che doveva venderla, risultò molto ben tenuta. Le imbiancature periodiche e tutti gli atri particolari in buono stato di funzionamento non facevano pensare ad un ragazzo solo. La Lella e la Francesca, anche se due maschiacci nell’anima, mi spingevano a comprare cose che altrimenti non avrei mai preso e che davano alla casa un aspetto accogliente. Dario, a cui piacevano tanto i fili elettrici, mi teneva l’impianto elettrico e telefonico un gioiello. Mi comprava tutti i componenti e me li montava senza che volesse qualcosa. Non si direbbe per un laureato in lettere moderne…

Venduta la casa, ad un prezzo molto vantaggioso per me, mi presi un appartamento dove abitava Alessio, soprannominato il direttore del traffico perché non faceva in modo che nella nostre discussioni una voce coprisse le altre. Dapprima abitai in affitto in una delle sue camere. Ma quando si liberò un bilocale, praticamente regalato in un quartiere con tutti i negozi ed un centro commerciale a venti minuti di bicicletta, nel palazzo presi al volo l’occasione.

Continuavo lo stesso con i Co.co.pro. Non se ne vedeva la fine. Mi ritrovavo nei miei sogni, chiamabili tranquillamente incubi, a dormire sotto i ponti e a…