Apprendo con stupore…

… ma in senso positivo che alla Rai stanno tornando dei cavalli di razza del calibro di Lerner e Ferrara.
In effetti più che per la corsa sono più adatti al carrozzino del centro storico, ma si può forse negare che anche loro sono un pezzo del servizio pubblico? Si può forse dire che loro non sono capaci di fare la loro parte per la guerra degli ascolti?
Certo. A patto che non si riproponga la minestra riscaldata del talk show, dove La 7 fa e farebbe da padrone.
Da parte di Campo dall’Orto, un validissimo soggetto dell’establishment informativo del paese – e non lo dico per arruffianamento, perché basta aver visto la sua conduzione del canale MTV per capire che si tratta di qualcuno che ne capisce – ci si sarebbe aspettata una maggiore valorizzazione delle nuove leve tra le migliaia di giornalisti professionisti e non che camminano per i corridoi della Rai. Però magari è una cosa graduale, perché prima di tutto, malgrado per gli spettatori, ci sono gli ascolti. E i personaggi segnalati sui giornali online sono una abbondante e sufficientemente potente calamita per il pubblico. Poi ci sono le nuove generazioni, anche se non si capisce quando mai potranno saltare fuori…

Chissà se si potrà mai vedere un Paolo Celata su Raidue o qualche bel colpo dalle reti private a vantaggio dei palinsesti da settembre in poi…

Molto probabilmente…

… questo Europeo di calcio spiritosamente verrà ricordato per la macchietta di Cristiano Ronaldo, il famoso CR7, sulla sua divisa simile a quella delle hostess Alitalia e sull’episodio del capitano dell’Islanda che lo rincorre per avere la maglia di ricordo.
Invece non spiritosamente ma molto seriamente e assai tristemente verrà segnato nei libri di storia per i morti e i numerosissimi feriti che la polizia in Francia ha dovuto gestire per mantenere l’ordine.
A memoria di chi vi sta scrivendo, non si ricorda una situazione di torneo calcistico dove la violenza nelle strade fuori dagli stadi ha imperversato tanto violentemente, mi si scusi il gioco di parole.
La domanda di ieri rimarca molto quello che sto per dirvi. Perché chiunque sia il vincitore, e di correlato non si può che diffondere un “Che vinca il migliore!”, dovrà portare il peso di aver sbaragliato gli avversari europei sopra uno strato di tifosi violenti e di attentatori, con la speranza che questi ultimi non si attivino assolutamente, che imperversano in tutta la Francia.
Naturalmente non si può fare di tutta l’erba un fascio. Perché sicuramente esistono tifosi che fanno solo il tifo e non hanno nessuna intenzione violenta. Solo che come tutte le volte si paga per il discolo del gruppo tutti quanti.
E’ brutto, ma è cosi.

A parte tutto l’Italia, nelle sapienti mani dello stregone Antonio Conte, continua a far sognare e sperare nella vittoria. E questo è davvero bello. Perché tutto un paese vive l’emozione di una scalata verso le vette della vittoria, assolutamente non scontata e tutta da faticare, grazie ad un uomo che ha dovuto raccattare, è proprio il caso di dirlo, un gruppo completamente disorganizzato e ridargli tono e nervo.
Credo di poter affermare, a nome di molti italiani, che si può ringraziare Antonio Conte di starci facendo sognare. Di averci ridato una squadra italiana degna di essere guardata, di essere tifata. In una parola: di essere amata.
Grazie Antonio…

La partita di ieri sera…

… confessando di averla mancata, è stata recensita molto bene. Sembrerebbe che Antonio Conte ha fatto resuscitare una squadra che era praticamente decotta. Ma basterà a far vincere gli italiani? O per lo meno: una vittoria italiana sarebbe una vittoria di cui potersi ricordare, o saranno più marcati nelle cronache e nella storia la violenza che in tutta la Francia spopola letteralmente?
Un piccolo ringraziamento va alle forze di polizia che stanno facendo il possibile per garantire l’ordine non soltanto della gente comune, ma anche dei tifosi e degli ospiti nella nazione per disputare le partite.
Calciatori soprattutto, visto che un attentato proprio a loro sarebbe davvero la miccia che farebbe brillare la carica della violenza in tutta l’Europa, sperando che non si scateni in tutto il mondo.

L’Isis, pur se guerrafondaia e molto violenta, sa bene che un colpo tanto pesante per la sua situazione comporterebbe come minimo una sana bomba atomica entro 24 ore. E non soltanto da una direzione sola, ma da tante parti.
Se mi fosse possibile parlare con l’Isis mi piacerebbe dire molto volentieri una frase tratta dal film “Il malato immaginario” con Alberto Sordi: il mondo lo si cambia non con le bombe – che inevitabilmente ti cascano addosso se a tua volta te le vai a cercare – ma con le idee.
Se voi dell’Isis avete una idea di mondo che può essere rivoluzionaria, bussate alle porte del mondo e guadagnatevi uomo dopo uomo la vostra influenza. Scatenare il terrore è troppo facile: conquistatevi il vostro posto al sole come fanno tutti, cioè faticando. E non distruggendo.