Come per Nizza, i legami…

… con l’Isis in Germania sono incerti. Ma anche fosse, si tratta di una strategia che l’Isis ha pianificato attentamente? Nel senso: dopo i veri attentati ci si affida alla palude della Rete per scatenare panico tra la gente sfruttando persone il cui unico difetto è magari di sentirsi sole e senza una appartenenza?
L’Isis in questo caso può essere quell’ombrello sotto cui ripararsi quando la pioggia della solitudine e dell’incomprensione cade implacabile sopra la propria persona. Naturalmente annessi e connessi che un poveraccio, mi si passi il termine, non guarderebbe nemmeno, con la speranza di diventare qualcuno di famoso per la battaglia che lo Stato Islamico sta portando avanti.
Di chi la colpa di tutto questo? Dei governi? Forse, ma sempre e comunque c’è in corso la battaglia per estirpare il male della “povertà” a 360 gradi dai propri stati. Della gente? Di certo lei non si sentirebbe la colpa di non fare beneficenza, perché quando può cerca di fare qualcosa per i propri vicini di casa disadattati, mi si passi il termine, o porta un pacco di farina, o quant’altro, ad una persona che non ce la fa ad arrivare a fine mese.
Si potrebbe ipotizzare anche una colpa di Internet stessa perché non “bonifica” certe zone grigie dove prolifera tanta povertà mentale e tanta solitudine. Ma sempre e comunque bisogna stare attenti che la paura dell’Isis non dilaghi a macchia d’olio quando c’è soltanto l’azione di una disperato che cerca il famoso quarto d’ora di Andy Wahrol.

Non ci si meravigli se una suora si è messa a fare il suo “lavoro” di religiosa portando conforto a chi ne ha bisogno all’interno di Facebook e dei social…

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E’ arrivato il momento…

… di un riconoscimento?
Sfortunatamente no. Gli omosessuali continuano ad essere discriminati. E Sua Santità Francesco non ci guadagna a fare quello che sta facendo, cioè aiutarci. La gente comune, quella che puoi incontrare al supermercato o per la strada, di noi persone deformi e senza giudizio ha solo e avrà sempre pietà. Perché non possiamo avere una vita normale.
Molte persone leggendo queste righe staranno pensando che sono su una posizione vecchia di decenni. Che nell’epoca della battaglia del divorzio si pensava in questo modo. Ma come mai non sono spariti dei servizi di aiuto per persone di genere omosessuale? Perché non ci può essere una apertura dei locali omosessuali a non tesserati, visto che se ci si documenta superficialmente si può scoprire che i club omosessuali si chiamano tali perché c’è bisogno di un tesseramento non rivolto a tutti quanti?
Mi basterebbe una voce qualsiasi che mi dica che veramente la cerchia di quelli ‘di categoria’ è accettata come tutti gli altri cittadini, che mi dimostri la neutralità dei datori di lavoro e in primis dei colleghi e allora sarò ben felice di fare una piena rettifica. Ma purtroppo ci sono ancora realtà di isolamento e abbandono di figli e parenti. E su queste l’opinione pubblica dovrebbe discutere.
O magari ci vorrebbe sensibilizzazione per quei tanti figli che si ritrovano in mezzo alla strada dopo che i genitori gli hanno detto ‘levati di torno checca! Non ti vogliamo più!’.

Basta anche solo un commento qui sotto…