Tempo d’estate e tempo di…

…caldo. Tutti sono felici. Perfino i piromani che sotto sotto godono nel vedere le loro fiamme divampare in boschi e foreste. Oggi scrivo a loro.

Cari piromani,
io non voglio negarvi la possibilità di fare quello che volete come fanno quello che vogliono quei guidatori che si immettono nella corsia uscendo da un parcheggio e non hanno la minima attenzione per chi sta guidando e percorrendo correttamente, quasi al 100% con ragione, la strada in marcia in quel momento. Ma la cosa è una e una soltanto: siete un problema. Perché fate tribolare vigili del fuoco, polizia, vigili, turisti, ecc…
Io se mi permettete avrei una proposta di lavoro da farvi: perché non andate a lavorare per il Diavolo e si potrebbe anche levare la parte “lavorare per” dalla frase? Io sono sicuro che quei quattro soldi che vi pagano per appiccare incendi non sono niente rispetto ai poteri che il Demonio, lavorando all’Inferno per lui, potrebbe concedervi.
Potete pensarci…
Con calore,
Matteo

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Non vorrei scrivere…

… il suo nome direttamente nel titolo di questo post, per rispetto e stima. E quindi annacquo la scrittura e lo metto un pochino più in basso…
C’è una star di quelle a 360°, tanto televisivamente quanto mediaticamente quanto internettianamente, che si è messa a dare la sua versione dei fatti. In un certo senso remando contro quello che è il suo ambiente di riferimento, cioè il mondo dello spettacolo. E ha detto semplicemente una parola, per riassumere al massimo: attenzione.
Lui, perché si tratta di un uomo, dice di aver ricevuto diversi inviti a manifestazioni per beneficenza pro terremotati del centro Italia. Ma sapendo più o meno come funzionano certe macchine dello spettacolo non se l’è sentita di avallare la cosa e farsi trasportare. E ha preferito dire chiaramente che piuttosto di mettersi di fronte ad un palco e dire di donare a terze persone indirette, meglio donare con il numero unico che sta girando per tutte le televisioni e le radio e i siti internet: 45500.
Oppure fare beneficenza privatamente, come meglio è nelle singole possibilità.
Di chi sto parlando? Del grande Fiorello. Che in un video sul sito di Repubblica e di tanti altri giornali online ha detto tutta la sua. Ascoltatelo anche voi…

IL VIDEO

Adesso perfino la gente…

… comune dovrà stare attenta ai propri bagagli. Perché laddove il terrorismo ha creato la malapianta del sospetto e della paura la polizia vieterà l’utilizzo delle borse e degli zaini fino ad ottobre in Francia.
Già c’era il fatto dei bagagli incustoditi da far controllare alla polizia. Adesso si aggiunge l’aggravante che il bagaglio sarà vietato assolutamente. La domanda è: come farà la gente a portarsi dietro le cose più importanti durante la propria giornata?
Si potrebbe fare in modo che la gente abbia di contraccambio dei bagagli trasparenti quando è impossibile avere il proprio bagaglio quotidiano. Ma ci vorrebbe una unità di polizia per ogni luogo e far cambiare a tutti quanti dal coperto al trasparente. Adesso la domanda è un’altra: chi le paga le borse trasparenti?

Io non potrei mai andare in Francia…

Poteva il Papa essere…

… meno chiaro? No.
Questa guerra in corso non ha nulla a che fare con le religioni. L’islam è un ostaggio, se cosi lo si può chiamare, di tutto l’Isis. E molti islamici di certo sentono la vergogna di dover essere emarginati per colpa di tutti quelli che in nome del loro dio fanno quello che stanno facendo.
A loro, a tutti quei musulmani che cercano semplicemente un angolo di sole in cui essere se stessi e rifuggono tutto questo schifo messo in piedi nel nome del loro dio va la personalissima comprensione.

Anche il Califfato cerca il suo posto al sole. E sembrerebbe puntare tutto su attentati più o meno diretti di provenienza. E li sta scatenando in tutto il mondo. Ma non hanno fatto i conti con il semplice particolare che nella vita ci si abitua a tutto. Perfino alle bombe. E siccome credo di non essere l’unico che guarda i telegiornali, a forza di fare attentati non si può che relegarli nella cronaca spicciola. E non più nella più potente e strillata prima pagina. L’Isis non ha fatto i conti che la gente oramai è assuefatta a tutti gli attentati che succedono. E fatto importante non ha più paura, ma al massimo fastidio e giusto cordoglio per tutti i collaterali colpiti dall’attentato di turno.
Brutto da dire, o forse bello, ma l’Isis sta facendo la sua più lenta e totale scomparsa dall’attenzione principale della gente.

Bisogna stare molto…

… attenti stavolta: non si sa se il camion di Nizza sia terrorismo o altro.
E l’attenzione parte soprattutto da quelli che chiamo colleghi ma che in realtà sono i veri professionisti dell’informazione (non di certo io…): c’è inequivocabilmente la volontà di fare bene il proprio lavoro, ma una virgola di troppo nell’ignaro spettatore può fare da scintilla nella pozzanghera di benzina della paura di un altro attentato terrorista.
Non c’è intenzione alcuna di dire che non viene fatto bene il proprio lavoro, ma solo un indirizzo alla più assoluta prudenza…

Sarebbe bello essere nella testa dell’attentatore e sapere se questa STR****TA del camion e della pistola che spara da dentro la guida fosse solo una psicosi da curare o solo un tentativo di far più paura in una popolazione, quella francese, che tanto tranquilla nel proprio animo non deve essere, dopo tutti gli attentati…

I “Segni di Gusto”…

(vedi video) sono una simpatica invenzione di Chef Rubio (all’Anagrafe Gabriele Rubini scheda Wikipedia), cuoco – con la speranza che questa nomea non lo offenda – che è famoso alle cronache televisive per aver fatto parte del programma “Unti e bisunti” sul canale DMax.
In pratica si tratta di una serie di ricette della cucina italiana in cui il nostro chef dialoga con il pubblico. Ma non un pubblico qualsiasi e non nella lingua italiana corrente: sono ricette per sordomuti in linguaggio dei segni.
Si può non essere riconoscenti per questo progetto? Naturalmente non c’è da credere al fatto che si tratti di una novità, perché allora bisognerebbe gridare allo scandalo di non dare una attenzione culinaria a delle persone che fanno parte della società come tutti gli altri. E come tutti gli altri, già il tg lo possono seguire, hanno il diritto di poter godere della loro ricetta del giorno in televisione.

Chissà se si vedrà mai una rubrica a “La Prova del Cuoco” interamente per sordomuti, non soltanto con i sottotitoli…

Il Bangladesh adesso…

… ha calamitato l’attenzione mondiale. Il terrorismo sta colpendo ancora e non si riesce a vedere la fine di tutto quanto questo ammazzare gente e far esplodere bombe.
Con la strana sensazione che il terrorismo abbia perso il suo smalto e la gente sempre più se ne frega di un gruppetto di persone che fanno cose abominevoli in giro per il mondo, l’argomento di oggi non è il terrorismo.
Oggi molto più semplicemente si mette in circolo un consiglio: pensate.
Anche solo al libro che state leggendo o a quello che dovete fare, ma pensateci.
Datevi da fare con la vostra testa. E se fosse necessario assimilate più informazioni che potete.
Ma pensate.
E se ci riflettete – mi veniva da scrivere “pensate” ma ho deviato su un sinonimo – il pensiero non fa cadere dentro la spirale del terrore in cui si vorrebbe farci cascare.
Il pensiero volendo aiuta se stessi e gli altri più di quanto non ci si immagini.
Quindi provate a pensare.
Magari non subito, magari non finito di leggere questo. Ma pensate anche solo un pensiero.
Credo ne trarrete giovamento…

Forse in questo post a tutto non ho pensato…