Sinceramente non so…

… cosa scrivere.
L’Europeo è talmente capillare che si dovrebbe parlare di quello. Ma non credo sia la cosa migliore. C’è già una abbondante produzione giornalistica.
Si potrebbe parlare della Brexit, o di un’altra votazione in corso in Italia, le comunali. Ma forse in questo momento si darebbe troppa influenza. E soprattutto, se non mi sbaglio, siamo per lo meno per le comunali in Par Condicio. Per la Brexit dubito possano sentirmi fino nel Regno Unito.
Magari si può sguazzare nella cronaca giudiziaria. Ma è un poco come mettersi contro un gigante, o i giganti, visto che esiste una fiorente – buon per loro – produzione televisiva e giornalistica a riguardo.
L’unica cosa è parlare del tempo, visto che è l’argomento prediletto da quelli che non hanno nulla da dire…

Domani è un altro giorno, come diceva Rossella O’Hara in “Via col vento”.
Oggi non si può far diverso: qualcosa di cui parlare ci sarà.

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La domanda di oggi…

Ce la facciamo a vincere contro la Svezia?

La partita di ieri sera…

… confessando di averla mancata, è stata recensita molto bene. Sembrerebbe che Antonio Conte ha fatto resuscitare una squadra che era praticamente decotta. Ma basterà a far vincere gli italiani? O per lo meno: una vittoria italiana sarebbe una vittoria di cui potersi ricordare, o saranno più marcati nelle cronache e nella storia la violenza che in tutta la Francia spopola letteralmente?
Un piccolo ringraziamento va alle forze di polizia che stanno facendo il possibile per garantire l’ordine non soltanto della gente comune, ma anche dei tifosi e degli ospiti nella nazione per disputare le partite.
Calciatori soprattutto, visto che un attentato proprio a loro sarebbe davvero la miccia che farebbe brillare la carica della violenza in tutta l’Europa, sperando che non si scateni in tutto il mondo.

L’Isis, pur se guerrafondaia e molto violenta, sa bene che un colpo tanto pesante per la sua situazione comporterebbe come minimo una sana bomba atomica entro 24 ore. E non soltanto da una direzione sola, ma da tante parti.
Se mi fosse possibile parlare con l’Isis mi piacerebbe dire molto volentieri una frase tratta dal film “Il malato immaginario” con Alberto Sordi: il mondo lo si cambia non con le bombe – che inevitabilmente ti cascano addosso se a tua volta te le vai a cercare – ma con le idee.
Se voi dell’Isis avete una idea di mondo che può essere rivoluzionaria, bussate alle porte del mondo e guadagnatevi uomo dopo uomo la vostra influenza. Scatenare il terrore è troppo facile: conquistatevi il vostro posto al sole come fanno tutti, cioè faticando. E non distruggendo.