Tempo d’estate e tempo di…

…caldo. Tutti sono felici. Perfino i piromani che sotto sotto godono nel vedere le loro fiamme divampare in boschi e foreste. Oggi scrivo a loro.

Cari piromani,
io non voglio negarvi la possibilità di fare quello che volete come fanno quello che vogliono quei guidatori che si immettono nella corsia uscendo da un parcheggio e non hanno la minima attenzione per chi sta guidando e percorrendo correttamente, quasi al 100% con ragione, la strada in marcia in quel momento. Ma la cosa è una e una soltanto: siete un problema. Perché fate tribolare vigili del fuoco, polizia, vigili, turisti, ecc…
Io se mi permettete avrei una proposta di lavoro da farvi: perché non andate a lavorare per il Diavolo e si potrebbe anche levare la parte “lavorare per” dalla frase? Io sono sicuro che quei quattro soldi che vi pagano per appiccare incendi non sono niente rispetto ai poteri che il Demonio, lavorando all’Inferno per lui, potrebbe concedervi.
Potete pensarci…
Con calore,
Matteo

Si può forse negare che…

… l’estate è la stagione del caldo? Si può forse negare che durante l’estate si possano trovare degli incendi senza stare troppo a perdersi in dolosi e colposi? La risposta è no. Ma questo no nasce non solo dall’impossibilità di negare l’evidenza. Il no è la risposta che stasera porta a scrivere non al fuoco o al caldo, ma all’estate, che è la stagione preferita di chi lavora nel turismo visto che d’estate la gente lavoratrice si guadagna il suo pane.

Cara estate,
chi ti parla è una persona che oltre a scrivere queste righe trova nella tua ricchezza di libertà e di riposo per la gente il suo sostentamento. Io ti ringrazio dal profondo del mio cuore. Davvero. Ma ti devo fare una leggera critica. Da qualche parte nel mondo la gente soffre per il tuo eccessivo calore. E chi governa qui sulla terra alle volte non sa dove sbattere la testa per tutelare la propria gente dalla tua potenza. Facciamo una cosa, se possibile: tu ci metti tutto il tuo impegno a rispettare l’impegno di fare la stagione del caldo e della crescita delle piante e della rigenerazione del pianeta, ma cerca di trovare una mezza misura con gli eventi atmosferici a cui tu fai capo. Della serie: va bene far piovere, ma non scatenare dei nubifragi che fanno più male che bene rispetto alla forza benefica della pioggia sull’aria e sulle piante. E soprattutto: se ci deve essere il sole per far andare la gente sulle spiagge e per farla vivere la propria vacanza, datti una regolata e non far affogare le persone dal caldo.
Lo so che i governanti della terra fanno la loro parte per amplificare il tuo potere quando magari tu faresti solo un leggerissimo riscaldamento del pianeta. Dacci lo stesso una mano a non fare troppi danni.
Con calore
Matteo

E’ un fatto importante…

… quello dei trenta e passa feriti in Francia per l’Europeo di calcio. Ma in Italia in questo momento noi italiani abbiamo un problema molto grosso, che riguarda in particolar modo il Sud: il troppo caldo.
Mentre in Nord suo malgrado si differenza per l’essere sotto la pioggia, con la paura che i fiumi in particolar modo il Po possano esondare, il Sud Italia si trova attanagliato in una morsa di caldo, che in un certo qual modo ricorda la bolla sahariana che colpì il paese per tutta l’estate e oltre diversi anni fa.
La cosa che è giusto sottolineare è il dover distinguere tra ciò che crea madre natura da ciò che crea l’uomo nelle zone con il problema del caldo. Non si può lasciare da parte che ci sono i cosiddetti piromani, i quali approfittando del caos in cui le forze di sicurezza del paese si trovano “lavorano” alla creazione di terreni agricoli o edificabili laddove c’è bosco o boscaglia. Semplicemente creando un incendio doloso laddove può sembrare naturale.
Non è compito di un blogger ricordare che queste persone sono da denunciare. Ma è compito dire che non si può lasciare alla mala gestione della gente avida di denaro il territorio del paese. Beninteso: ognuno della propria terra può fare quello che vuole, ma dovrebbe capire che vale molto di più per l’intero paese un albero vivo che una casa non affittata e non smerciata nel mercato.
Non si può sempre più costringere le stesse aree boschive di sempre a fare tutto il lavoro di depurazione dell’aria e di creazione dell’ossigeno necessario per la sopravvivenza umana.

Perché non insegnare alla gente il rispetto delle piante, anche quelle che non sono di propria proprietà?
Una pianta sana è una fonte di reddito per tutti. In termini di aria respirabile, si intende…