Sono passati dei giorni da quando…

è arrivata la notizia. E soprattutto ho potuto sentire Gene Gnocchi via tweet dire che lui era una delle poche persone che conosceva quello di cui parlava. Purtroppo un grande della televisione e dello spettacolo nella accezione più ampia ed inclusiva possibile è venuta a mancare. E quella persona è Paolo Limiti. È per lui la lettera di oggi.

Caro Paolo,
adesso ti aspetta solo Renzo Arbore e pochi altri che hanno fatto la storia della televisione. Boncompagni è andato. Tu sei andato. Rimangono qui da noi Mogol e altri sparuti come Falqui e Giannini. Grandi personaggi che stanno continuando ad ingannare la morte mentre tu non ce l’hai fatta. Ed hai dovuto lasciarci.
Io grazie a te ho conosciuto periodi musicali della storia italiana che altrimenti da classe 1984 non avrei potuto assaporare. E grazie a te tanti italiani hanno potuto passare il loro pomeriggio italiano nel passato prima di internet in allegria e senza per forza avere degli scandali a cui appellarsi come adesso la televisione italiana sta proseguendo a coronare.
Ti prego: dirigi bene Teleparadiso. Sono sicuro che il Padreterno ti ha già dato da dirigere il canale. Fatti valere.
E soprattutto: mi mancherai.
Tuo Carissimo
Matteo

E’ stato un confronto…

… interessante quello che Lucia Annunziata ha tenuto oggi pomeriggio a “In 1/2h”, che per l’occasione si è trasformato in “In 1 e 1/2h”. Infatti la direttrice dell’Huffington Post Italia e giornalista di Raitre, oltre che ex dirigente della Rai, ha ospitato mezz’ora ciascuno i tre punti elettorali maggiori dei ballottaggi alle Comunali 2016: nell’ordine Torino, Roma e Milano.
Senza entrare troppo nei particolarismi e nelle specificità elettorali, dato che chi fa troppa influenza poi si trova sotto casa la gente arrabbiata per aver sciolto la lingua più del dovuto – in questo caso battuto un tasto di troppo, il confronto lo si potrebbe chiamare la versione de noantri.
Ma non per la Annunziata che non sa fare il suo lavoro. Il motivo di questa affermazione si basa da una parte sulla collocazione delle maggiori reti generaliste, tanto di canale quanto di orario visto che dalle due alle quattro la gente se ne sta sul mare o a scalare pareti rocciose. Quanto sul fatto che già Sky ha ospitato un confronto simile. E la Rai volente o nolente è un collega un poco più povero della grande tv satellitare, ma comunque poteva esserci una collocazione più adeguata allo spirito delle reti generaliste, cioè quello che si chiama o si dovrebbe chiamare servizio pubblico, rivolte alla maggior parte del pubblico italiano.
Una battaglia su tre delle maggiori città italiane magari non avrebbe fatto i botti di ascolto di Sanremo o di altri show da Raiuno, ma davanti al televisore un poco di gente l’avrà certamente radunata. Cosi poca, secondo le valutazioni della Rai, da non meritare un collocamento in punti di maggiore visibilità, domenica o non domenica?
Chi vi sta scrivendo ha scoperto casualmente i tre confronti in serie accendendo il televisore. E non mette in dubbio che la pubblicità in orari e momenti diversificati ci sia stata. Ma perché allora la Rai deve fare delle figure così meschine quando si tratta di attirare gente davanti al televisore?