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Cambiano i biglietti dei treni.
Non cambia il modo di comprarli: non su smartphone…

In Estate non vuoi…

… sentire parlare di politica, ma al massimo della promozione di una importante compagnia mobile di cellulari che offre ai suoi clienti una giornata di promozione.
Anche se Giannini di Ballarò non sembra essere riconfermato alla guida del programma, non si capisce come mai non alleggerisce il suo talk.
In fondo basterebbe invitare qualche politico di meno e qualche visagista in più…
I visagisti piacciono molto alle massaie, perché le aiutano nella scelta quotidiana del proprio look. E quindi una bella strizzata di occhio a quel pubblico aiuterebbe.
Ma in fondo Giannini si accontenta del suo zoccolo duro di affezionati. E sa perfettamente quello che fa in quanto giornalista di lungo corso.

Cosa mi metto mercoledì prossimo? E soprattutto: guardo Raitre o La7 martedì prossimo sera? Credo che dovrò guardare Raitre visto che Floris è in vacanza. Spero in Giannini…

La notizia di per sé…

… ha un che di strano. Soprattutto perché la scuola la si è conosciuta quando la tecnologia aveva qualche passo in meno.
Sembrerebbe che a scuola ci sia il divieto di utilizzare il cellulare, in particolare quello che hanno tutti in dotazione: lo smartphone.
Lancio una proposta: da parte degli studenti ci deve essere un codice deontologico per la categoria dello studente. Cioè si adottano delle linee di comportamento quando si è a scuola tanto durante il tempo libero dallo studio, quanto durante compiti in classe e interrogazioni.
Perché di per sé non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzo di un oggetto, se l’utilizzo è virtuoso. Se non lo è, si può demonizzare a più non posso. Ma sempre restando all’interno del concepibile.
Un insegnante, per dirla più semplicemente, ha tutto il diritto di lamentarsi dei cellulari. Ma non la può fare più grande di quanto la cosa sia in realtà.
Una persona oggigiorno non può non fare affidamento sui propri contatti internettiani e chattistici. Un buon educatore non può, accennando un flebile non deve, prescindere dalla sfera privata di un alunno. Ma dall’altra parte ci deve essere un sistema di autocontrollo studentesco, una maturità tecnologica che abbia al suo interno anche il rispetto per l’istituzione scolastica. Che deve, è bene sottolinearlo, formare i nuovi cittadini del paese non soltanto riempiendoli di nozioni. Non soltanto facendogli imparare a memoria la lezione…

Un buon cittadino moderno, per non dire contemporaneo, non può non prescindere dalla capacità di utilizzare i mezzi tecnologici tanto lavorativamente quanto privatamente e pubblicamente.
La scuola dovrebbe insegnare non soltanto che due più de fa quattro e che Garibaldi era l’eroe dei due mondi, ma anche a fare buon e ci aggiungo virtuoso uso della tecnologia.