Sinceramente non so…

… cosa scrivere.
L’Europeo è talmente capillare che si dovrebbe parlare di quello. Ma non credo sia la cosa migliore. C’è già una abbondante produzione giornalistica.
Si potrebbe parlare della Brexit, o di un’altra votazione in corso in Italia, le comunali. Ma forse in questo momento si darebbe troppa influenza. E soprattutto, se non mi sbaglio, siamo per lo meno per le comunali in Par Condicio. Per la Brexit dubito possano sentirmi fino nel Regno Unito.
Magari si può sguazzare nella cronaca giudiziaria. Ma è un poco come mettersi contro un gigante, o i giganti, visto che esiste una fiorente – buon per loro – produzione televisiva e giornalistica a riguardo.
L’unica cosa è parlare del tempo, visto che è l’argomento prediletto da quelli che non hanno nulla da dire…

Domani è un altro giorno, come diceva Rossella O’Hara in “Via col vento”.
Oggi non si può far diverso: qualcosa di cui parlare ci sarà.

E’ stato un confronto…

… interessante quello che Lucia Annunziata ha tenuto oggi pomeriggio a “In 1/2h”, che per l’occasione si è trasformato in “In 1 e 1/2h”. Infatti la direttrice dell’Huffington Post Italia e giornalista di Raitre, oltre che ex dirigente della Rai, ha ospitato mezz’ora ciascuno i tre punti elettorali maggiori dei ballottaggi alle Comunali 2016: nell’ordine Torino, Roma e Milano.
Senza entrare troppo nei particolarismi e nelle specificità elettorali, dato che chi fa troppa influenza poi si trova sotto casa la gente arrabbiata per aver sciolto la lingua più del dovuto – in questo caso battuto un tasto di troppo, il confronto lo si potrebbe chiamare la versione de noantri.
Ma non per la Annunziata che non sa fare il suo lavoro. Il motivo di questa affermazione si basa da una parte sulla collocazione delle maggiori reti generaliste, tanto di canale quanto di orario visto che dalle due alle quattro la gente se ne sta sul mare o a scalare pareti rocciose. Quanto sul fatto che già Sky ha ospitato un confronto simile. E la Rai volente o nolente è un collega un poco più povero della grande tv satellitare, ma comunque poteva esserci una collocazione più adeguata allo spirito delle reti generaliste, cioè quello che si chiama o si dovrebbe chiamare servizio pubblico, rivolte alla maggior parte del pubblico italiano.
Una battaglia su tre delle maggiori città italiane magari non avrebbe fatto i botti di ascolto di Sanremo o di altri show da Raiuno, ma davanti al televisore un poco di gente l’avrà certamente radunata. Cosi poca, secondo le valutazioni della Rai, da non meritare un collocamento in punti di maggiore visibilità, domenica o non domenica?
Chi vi sta scrivendo ha scoperto casualmente i tre confronti in serie accendendo il televisore. E non mette in dubbio che la pubblicità in orari e momenti diversificati ci sia stata. Ma perché allora la Rai deve fare delle figure così meschine quando si tratta di attirare gente davanti al televisore?

Si può parlare del fatto…

… che questo ballottaggio ancora sembra non partire, visto che ancora di fatti clamorosi non ne sono successi a parte l’ospitata di Virginia Raggi a Ballarò su Raitre con replicanti e controreplicanti. Ma forse è meglio lasciar perdere a aspettare, si spera, che la pentola sul fuoco delle elezioni italiane arrivi a bollore e si possano sentire gli schizzi dell’acqua fuori dalla pentola.
Si potrebbe parlare del fatto che la giustizia italiana continua ad arrancare quando si tratta di fare luce su misteri più o meno italiani, in attesa di una parola definitiva per tanta gente che più o meno coinvolta vuole sapere la stramaledetta e agognatissima verità. Ma la giustizia ha i suoi tempi ed è forse meglio che certe cose siano si rincorse dai media, ma praticamente fini a se stesse. Ad unico beneficio dei lettori che vogliono sapere quello che succede e quando sta succedendo.
Le cose da elencare e di cui si può parlare sono diverse. Con un solo scopo però ve n’è la parola: non c’è praticamente nulla di interessante di cui parlare. Il vuoto pneumatico è davvero troppo, per non dire tanto.

Però forse una cosa di cui si può parlare c’è: se state andando in vacanza e non potete portare con voi il vostro amico a quattro zampe, non fate la “furbata” di lasciarlo in mezzo ad una strada. Un amico fidato come lui non merita un trattamento simile. Ci sono tanti modi di farlo stare “bene” durante le ferie in vacanza.
Non abbandonateli…

Si parte dalla domanda…

… di oggi. La domanda di oggi…
E poi non si può evitare di dire che essendoci il ballottaggio un candidato vince solo dopo che, passate le due settimane in cui ci si deve spremere per convincere tutto l’elettorato, si vince la seconda volta.
Non tutti possono accedere al ballottaggio, cioè solo i due con il più alto risultato di votazione.
E tutti gli altri? Sono quelli che possono dire, più o meno, che hanno raggiunto un risultato magari non nella totalità ma nel proprio piccolo. Per esempio Giorgia Meloni, supportata da Salvini, ha fatto un risultato davvero ragguardevole. Il tutto a dire tre considerazioni:

  1. la destra italiana ha perso la possibilità di essere nella capitale perché fin dall’inizio non ha saputo essere compatta e dare al proprio elettorato una direzione e un uomo, o una donna come in questo caso, da votare – anche se ha avuto successo a Milano ma si tratta della battaglia rispetto alla guerra;
  2. La sinistra non può dire di aver vinto, pur avendo dato ai ballottaggi i propri candidati, perché adesso deve fare la cosa più faticosa possibile: convincere chi ha votato altro rispetto a lei che lei è la migliore scelta – e questo è davvero un vero e proprio “lavoro”;
  3. Il Movimento 5 Stelle ha si la capitale, ma se si doveva trattare di una guerra contro la politica italiana la guerra è assolutamente persa visto che la primazia la si conta nello spicciolame dei piccoli comuni, e quindi non c’è stata capacità di convincere fino nel profondo la popolazione italiana (praticamente ci si è radunati tra i propri).

Si spera che non ci sia scontatezza nei ballottaggi. Cioè: largo al sensazionalismo!

La domanda di oggi…

Un candidato che vince, vince veramente?