In America succede che…

… si sta scegliendo il nuovo presidente degli Stati Uniti. E i due principali partiti, quello repubblicano e quello democratico, stanno cercando, in alcuni casi avendolo trovato, il proprio candidato unico.
Per i democratici sembrerebbe esserci Hillary Clinton. Per i repubblicani Donald Trump.
La sfida adesso, prima delle elezioni, è vedere chi accontenterà di più l’elettorato. Non convincendolo, ma dicendo quello, come deve essere, che vuole sentirsi dire.
In questo Trump è davvero un genio, perché se nel paese c’è caos con le stragi e con la questione delle persone di colore, via libera alle armi. E soprattutto via libera alla più assoluta soddisfazione della pancia degli elettori, che nella quasi totalità dei casi è ciò che conta davvero – e noi italiani nella storia recente ne sappiamo qualcosa.
C’è poi un’altra cosa da non sottovalutare: le capacità marketinghiane di Trump. Perché da uomo di commercio sa quello che una persona vuole per sentirsi appartenente ad un gruppo, ad un insieme di soggetti. Anche se nella materialità della vita significa unicamente una maglietta o un cappellino con la scritta giusta o con il simbolo giusto: la solitudine diffusa di una persona può fare da appiglio alla convinzione di essere per un candidato, per un soggetto.
Tutto sarà capire come Hillary Clinton, con l’aggravante di essere una donna e in questo caso la prima donna a sedere nella Casa Bianca, controbatterà alla quasi smisurata potenza di cui Trump dispone. E a ben vedere non è una guerra persa in partenza, perché basta colpire al giusto target di opinion leader o fare occupazione regolare delle adeguate casematte del potere e Trump può colpire alla pancia della gente quanto vuole ma alla fine quello che otterrà sarà soltanto una epidemia di indigestioni. Per non parlare delle ulcere allo stomaco e degli attacchi di stitichezza…

Piccolo particolare: ce la faranno i due candidati fra le tante cose ad andare a far votare la gente?

Il Bangladesh adesso…

… ha calamitato l’attenzione mondiale. Il terrorismo sta colpendo ancora e non si riesce a vedere la fine di tutto quanto questo ammazzare gente e far esplodere bombe.
Con la strana sensazione che il terrorismo abbia perso il suo smalto e la gente sempre più se ne frega di un gruppetto di persone che fanno cose abominevoli in giro per il mondo, l’argomento di oggi non è il terrorismo.
Oggi molto più semplicemente si mette in circolo un consiglio: pensate.
Anche solo al libro che state leggendo o a quello che dovete fare, ma pensateci.
Datevi da fare con la vostra testa. E se fosse necessario assimilate più informazioni che potete.
Ma pensate.
E se ci riflettete – mi veniva da scrivere “pensate” ma ho deviato su un sinonimo – il pensiero non fa cadere dentro la spirale del terrore in cui si vorrebbe farci cascare.
Il pensiero volendo aiuta se stessi e gli altri più di quanto non ci si immagini.
Quindi provate a pensare.
Magari non subito, magari non finito di leggere questo. Ma pensate anche solo un pensiero.
Credo ne trarrete giovamento…

Forse in questo post a tutto non ho pensato…

Semplicemente una cosa…

… sulla questione della rivolta cinese: sono i lavoratori più odiati dalla popolazione italiana in special modo da quella pratese che si è vista togliere tutto il proprio comparto industriale. Ma la domanda che sorge è una sola: la colpa della loro prosperità è tutta cinese o è anche italiana che non ha saputo attrezzarsi di fronte alla capacità di lavorare di questo popolo?
Detto diversamente per non attirare antipatie che non voglio: come di solito si dice c’è posto per tutti. Ma quel posto nel mondo della produttività ha un costo. E quella spesa non è solo colpa dello Stato con le sue tasse, oltre che con i costi del lavoro dipendente, ma anche di quel gruppo di persone che si possono riassumere sotto il nome di Confindustria. Che non ha saputo attrezzarsi in concerto con il mondo del lavoro al di la del mare e delle Alpi. Della serie: per far costare di meno il prezzo del lavoro si possono fare delle convenzioni con il privato esistente, tra cui da sottolineare per importanza un sistema pensionistico privato per le aziende. E con quello dare delle certezze che altrimenti gravano su di noi tutti paese Italia con il comparto pubblico.
E noi italiani non possiamo accollarci tutto quanto…

Una soluzione si trova sempre. Basta fare quella cosa che tutti nella vita ti dicono di non fare ma che invece è molto utile, sempre se indirizzata al bene: pensare.

Molto probabilmente…

… questo Europeo di calcio spiritosamente verrà ricordato per la macchietta di Cristiano Ronaldo, il famoso CR7, sulla sua divisa simile a quella delle hostess Alitalia e sull’episodio del capitano dell’Islanda che lo rincorre per avere la maglia di ricordo.
Invece non spiritosamente ma molto seriamente e assai tristemente verrà segnato nei libri di storia per i morti e i numerosissimi feriti che la polizia in Francia ha dovuto gestire per mantenere l’ordine.
A memoria di chi vi sta scrivendo, non si ricorda una situazione di torneo calcistico dove la violenza nelle strade fuori dagli stadi ha imperversato tanto violentemente, mi si scusi il gioco di parole.
La domanda di ieri rimarca molto quello che sto per dirvi. Perché chiunque sia il vincitore, e di correlato non si può che diffondere un “Che vinca il migliore!”, dovrà portare il peso di aver sbaragliato gli avversari europei sopra uno strato di tifosi violenti e di attentatori, con la speranza che questi ultimi non si attivino assolutamente, che imperversano in tutta la Francia.
Naturalmente non si può fare di tutta l’erba un fascio. Perché sicuramente esistono tifosi che fanno solo il tifo e non hanno nessuna intenzione violenta. Solo che come tutte le volte si paga per il discolo del gruppo tutti quanti.
E’ brutto, ma è cosi.

A parte tutto l’Italia, nelle sapienti mani dello stregone Antonio Conte, continua a far sognare e sperare nella vittoria. E questo è davvero bello. Perché tutto un paese vive l’emozione di una scalata verso le vette della vittoria, assolutamente non scontata e tutta da faticare, grazie ad un uomo che ha dovuto raccattare, è proprio il caso di dirlo, un gruppo completamente disorganizzato e ridargli tono e nervo.
Credo di poter affermare, a nome di molti italiani, che si può ringraziare Antonio Conte di starci facendo sognare. Di averci ridato una squadra italiana degna di essere guardata, di essere tifata. In una parola: di essere amata.
Grazie Antonio…