Un mezzo editoriale di oggi…

Chi di voi non ha mai trovato nella propria cassetta della posta un volantino intestato a proprio nome con cui si fa sapere che si può fare ancora più beneficenza di quanta già se ne è già fatta con i banchetti nella propria piazza di paese durante una ricorrenza o durante una giornata di beneficenza. Chi di voi prima di quello che  trova nella cassetta della posta ha quindi fatto beneficenza comprando l’azalea o le arance, tanto per dire un particolare, nella piazza di paese. E quindi chi di voi non si sente frantumare gli zebedei quando per l’ennesima volta, anche se corredata da giornaletto dove si parla dei progressi di quella fondazione o di un’altra, si trova l’ennesima richiesta, alla fine, di soldi.
C’è da chiarire un punto: non è che le fondazioni non devono mandare il volantino. Ma devono avere la comprensione che se risparmiassero i soldi di tutta questa carta via posta magari avrebbero più soldi a disposizione per la fondazione a cui appartengono. Perché magari quando vai in piazza a fare beneficenza quel giorno specifico hai solo i soldi per quell’occasione e non hai il giorno dopo i soldi per pagare l’assicurazione della macchina o devi purtroppo spremere al massimo il credito della tua carta di credito per cercare di andare avanti nella tua vita.
Quindi:

Care fondazioni,

bisogna che voi capiate che è più fruttifero e praticamente quasi a costo zero fare della diffusione di informazioni via internet e via whatsapp piuttosto che dover pagare dei giornalisti e dei fotografi per fare un giornale da spedire via posta. Per non parlare dei grafici che vogliono il loro compenso quando vi hanno compilato il giornale o il volantino.
Io non chiedo che voi non facciate promozione, ma fatevi furbi e cercate di sfruttare la tecnologia che oggi va per la maggiore, cioè internet e i suoi correlati.
Magari posso farvela beneficenza quando ricevo il link. Ma mandatemi un link e non intasatemi la posta. Perché io posso anche leggerlo il giornaletto che mi mandate, perché sono curioso io di sapere quello che fate. Ma la quasi totalità della gente a cui spedite il plico di tutto fa una cosa immediata: lo butta via nella spazzatura perché non ha tempo da perdere. Al massimo differenzia la carta dalla plastica dell’imballaggio. Però di certo di più non fa. Non perdete tempo in questo modo. E cercate di non spendere tutti questi soldi in giornalisti, grafici impaginatori e fotografi. E anche se ci pensate dei ricercatori a cui rompete le scatole invece di lavorare.
Distinti saluti

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Quello che colpisce…

… è che c’è un mondo che si è sospeso per aria, laddove c’è il frutto del terremoto di qualche giorno fa. “Laddove” a parte, il giornale online “Huffington Post” fa il suo bravo lavoro di mezzo d’informazione mostrando una foto di un cagnolino che sta aspettando i suoi padroni morti nelle macerie. Questa situazione è di una tenerezza impressionante, che solo immaginare la fedeltà di un cane, e chi ce l’ha può capirlo, porta a rappresentarsi quell’animale tra un cumulo di macerie in attesa dei suoi umani di riferimento. E noi che li sappiamo morti, vedremo quel cagnolino aspettare con pazienza quasi mortale qualcuno che non ritornerà.
Di un terremoto solitamente si pensa agli umani come prima urgenza. Agli animali che erano al loro seguito – il passato significa la morte dei padroni – chissà come mai c’è poco rumore di sottofondo. Se non il silenzio.
Arrivo secondo rispetto alle associazioni animaliste, ma nei luoghi del terremoto ci sono tanti amici dell’uomo a quattro zampe desiderosi di un un nuovo umano a cui dare tutto il loro affetto.
Aiutateli se potete…

Bau bau! Miao!

A Matteo Renzi è stato…

… consigliato di lasciar stare il referendum. Lo ha affermato il Premio Nobel Stiglitz in un appello al premier italiano, che il referendum potrebbe essere pericoloso oltreconfine italiano.
E adesso tutto sta nel vedere cosa accetterà di fare Matteo Renzi stesso: desistere da quella che in tutto e per tutto sembra essere una prova muscolare molto ardita, oppure continuare e non ascoltare le cosiddette sirene di allarme.
D’accordo, ma in tutti e due i casi non c’è ancora quella chiarezza da parte del governo sulla realtà del referendum. Manca l’informazione più spicciola e martellante per dire alle gente se o meno votare sentendo il tema del referendum.

Non ho ancora trovato la scheda elettorale. Andrò a farla nuova se vado a votare…

E’ molto difficile scrivere…

… quando non succede qualcosa. Ma si può fare un tentativo. Magari gettando le fondamenta di una agenda del prossimo autunno.
Non si può che partire dal fatto che ci sarà il referendum sconosciuto. Cioè quello che si sa si voterà, ma che pochi conoscono nel loro contenuto. E voglio giocare anche io a fare l’ignorante, per essere il più possibile vicino a voi lettori.
L’unica cosa che si sapeva prima dell’estate è che Matteo Renzi ci si sta giocando la faccia. Solo questo. Per il resto, del fulcro della cosa su cui si è richiamati in quanto cittadini a dire la propria si sa pochissimo, in quanto la situazione è appannaggio alla personalità giocata del premier italiano.
Si può forse non dire che sarebbe il caso di avere debita informazione su tutto quanto? Magari i giornali, per chi li legge, questo “sporco” lavoro lo hanno fatto. Ma per il resto si pasce nella beatitudine della vacanziarietà della gente, giornalisti compresi.
Strumentalizzazione di Renzi? Meglio essere cauti nel fare accuse, perché potrebbe essere lui il primo che potrebbe dire alla gente che vorrebbe votare il referendum di cosa tratta lo stesso…

La tessera elettorale l’ho preparata?

L’affermazione di oggi…

E’ meglio lanciare dischi in discoteca che pugni alla gente.

Notizia: Arrestato picchiatore seriale a Milano

Post it

“Chi fa informazione ha un debito con i lettori”.
Ciao Letizia…
Grazie…

Lutto nel giornalismo: muore Letizia Leviti di Skytg24

L’affermazione di oggi…

Il tempo passa e non ci se ne rende conto.

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