Alla fine dei conti…

… il Mein Kampf di Adolf Hitler è un libro.
Forse si fa passare questo particolare sotto traccia.
E come tutti i libri, tranne qualche parte di lettori che ne possono essere ipnotizzati dalle parole e dai concetti, un buon lettore sa, forse è meglio dire un buon intellettuale, che bisogna trattarlo nei dovuti modi.
Ma non evitando di sgualcire le pagine o la copertina. Si tratta dell’essere una fonte di informazioni.
E’ come dire che siccome sui giornali escono le notizie dei femminicidi allora dopo averli letti si può provare l’ebrezza di ammazzare la propria moglie o la propria compagna, facendo anche piazza pulita della figliolanza per finire sicuramente in cronaca su giornali e tg.
Quindi se si vuole fare un buon servizio alla cultura italiana, come è stato certamente l’intento di Sallusti con questo progetto editoriale, si faccia sapere da fonti autorevoli nei desertici talk show italiani delle reti maggiori come trattare quel libro, piuttosto che farne una pietra di scandalo più di quanto possa essere.
Beneinteso: una pietra di scandalo lo è, vista la reputazione dell’autore.
Ma per sapere se l’alcool fa male al proprio organismo, mi si scusi il paragone, i modi sono due: o te lo dice un medico prima se puoi bere o meno, in questo caso spiegare il libro per quelli che vogliono leggerlo, oppure bevi a rischio della tua salute mettendo in conto di poterti sentire male, forse morire.

Credo sinceramente saranno in pochi a voler rischiare la propria tranquillità mentale per un libro “pericoloso”. Quindi nell’aria c’è certamente fame di analisi e commento su questo oggetto di scandalo, che è il libro di Hitler.
La curiosità sarà vedere se l’appello al mondo della conoscenza verrà ascoltato. E se non ci si continuerà a rinchiudere nelle segrete stanze degli atenei.

Magari anche dicendo un no motivato ad un eventuale acquisto in libreria dopo l’edizione de “Il Giornale”…

Si può parlare del fatto…

… che questo ballottaggio ancora sembra non partire, visto che ancora di fatti clamorosi non ne sono successi a parte l’ospitata di Virginia Raggi a Ballarò su Raitre con replicanti e controreplicanti. Ma forse è meglio lasciar perdere a aspettare, si spera, che la pentola sul fuoco delle elezioni italiane arrivi a bollore e si possano sentire gli schizzi dell’acqua fuori dalla pentola.
Si potrebbe parlare del fatto che la giustizia italiana continua ad arrancare quando si tratta di fare luce su misteri più o meno italiani, in attesa di una parola definitiva per tanta gente che più o meno coinvolta vuole sapere la stramaledetta e agognatissima verità. Ma la giustizia ha i suoi tempi ed è forse meglio che certe cose siano si rincorse dai media, ma praticamente fini a se stesse. Ad unico beneficio dei lettori che vogliono sapere quello che succede e quando sta succedendo.
Le cose da elencare e di cui si può parlare sono diverse. Con un solo scopo però ve n’è la parola: non c’è praticamente nulla di interessante di cui parlare. Il vuoto pneumatico è davvero troppo, per non dire tanto.

Però forse una cosa di cui si può parlare c’è: se state andando in vacanza e non potete portare con voi il vostro amico a quattro zampe, non fate la “furbata” di lasciarlo in mezzo ad una strada. Un amico fidato come lui non merita un trattamento simile. Ci sono tanti modi di farlo stare “bene” durante le ferie in vacanza.
Non abbandonateli…

Si parte dalla domanda…

… di oggi. La domanda di oggi…
E poi non si può evitare di dire che essendoci il ballottaggio un candidato vince solo dopo che, passate le due settimane in cui ci si deve spremere per convincere tutto l’elettorato, si vince la seconda volta.
Non tutti possono accedere al ballottaggio, cioè solo i due con il più alto risultato di votazione.
E tutti gli altri? Sono quelli che possono dire, più o meno, che hanno raggiunto un risultato magari non nella totalità ma nel proprio piccolo. Per esempio Giorgia Meloni, supportata da Salvini, ha fatto un risultato davvero ragguardevole. Il tutto a dire tre considerazioni:

  1. la destra italiana ha perso la possibilità di essere nella capitale perché fin dall’inizio non ha saputo essere compatta e dare al proprio elettorato una direzione e un uomo, o una donna come in questo caso, da votare – anche se ha avuto successo a Milano ma si tratta della battaglia rispetto alla guerra;
  2. La sinistra non può dire di aver vinto, pur avendo dato ai ballottaggi i propri candidati, perché adesso deve fare la cosa più faticosa possibile: convincere chi ha votato altro rispetto a lei che lei è la migliore scelta – e questo è davvero un vero e proprio “lavoro”;
  3. Il Movimento 5 Stelle ha si la capitale, ma se si doveva trattare di una guerra contro la politica italiana la guerra è assolutamente persa visto che la primazia la si conta nello spicciolame dei piccoli comuni, e quindi non c’è stata capacità di convincere fino nel profondo la popolazione italiana (praticamente ci si è radunati tra i propri).

Si spera che non ci sia scontatezza nei ballottaggi. Cioè: largo al sensazionalismo!

La domanda di oggi…

Una festa è solo gozzovigliare oppure è anche riflettere su se stessi e su ciò che ci circonda?

Riflessione su “vacanza”

La convinzione che la vacanza sia più una dimensione che uno spazio-tempo cresce. Vacanziare spazia in tutte le direzioni. Perché non ci si può dimenticare che per alcuni vacanza non è riposo in panciolle. Ma fare e fare. Perfino al di fuori del fare vacanziero.
Una volta è capitato di vedere in un film che una donna d’affari nel suo tempo libero faceva la giardiniera. C’è da immaginarsi durante le vacanze effettive cosa potesse architettarsi.
A parte tutto, viva la libertà del fare vacanza come meglio si crede. Perché se fosse obbligatorio andare al mare d’estate e in montagna d’inverno non sarebbe una vacanza nel vero spirito della spensieratezza, ma solo uno dei tanti impegni dell’anno.

C’è perfino chi prende le vacanze come un atto lavorativo con cui concludere amicizie e colleganze.
Viva la libertà…