I “Segni di Gusto”…

(vedi video) sono una simpatica invenzione di Chef Rubio (all’Anagrafe Gabriele Rubini scheda Wikipedia), cuoco – con la speranza che questa nomea non lo offenda – che è famoso alle cronache televisive per aver fatto parte del programma “Unti e bisunti” sul canale DMax.
In pratica si tratta di una serie di ricette della cucina italiana in cui il nostro chef dialoga con il pubblico. Ma non un pubblico qualsiasi e non nella lingua italiana corrente: sono ricette per sordomuti in linguaggio dei segni.
Si può non essere riconoscenti per questo progetto? Naturalmente non c’è da credere al fatto che si tratti di una novità, perché allora bisognerebbe gridare allo scandalo di non dare una attenzione culinaria a delle persone che fanno parte della società come tutti gli altri. E come tutti gli altri, già il tg lo possono seguire, hanno il diritto di poter godere della loro ricetta del giorno in televisione.

Chissà se si vedrà mai una rubrica a “La Prova del Cuoco” interamente per sordomuti, non soltanto con i sottotitoli…

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Si potrebbero scrivere…

… righe su righe, concetti su concetti riguardo quello che è successo e che continua a succedere, vedi il caso ad Orlando in America, su stragi e rivendicazioni.
Quello che francamente stupisce è il fatto che ci si affida al mitra fuori da casa propria quando si è padroni di finanziamenti così ingenti da potersela comprare la terra che si conquista con il coltello in mezzo ai denti.
Detto così ha una sua complessità. Andiamo passo per passo…
La prima parte è dire che da qualche parte i soldi per le armi i terroristi li trovano. Quello che non si capisce è come mai invece che comprare un chilo di esplosivo al plastico e tutto il resto dell’equipaggiamento non si radunano tutti i soldi da tutte le parti del mondo in cui sono distribuiti e non si va da un governo e gli si chiede di comprare dei territori.
Non ci credo che un paese pur di fare cassa non accetti di vendere laddove magari la penetrazione culturale dei compratori è più forte, e non ci sarebbe violenza nel passare da un governo ad un altro. Ma ci sarebbe per il governo venditore difficoltà di controllo e di mantenimento dell’ordine.
Perché in fondo l’Isis, a scanso di legittimazioni al 100%, sembra volere solo una terra sua. Tra tutte le cose. Ciò che è illegittimo e illegale va combattuto, su questo non ci piove. Ma se poi ci si deve ridurre a fare guerre su guerre con morti su morti, perché l’Isis non ha avuto l’intelligenza di farsi imprenditore e non guerrafondaio? Perché non si è messo alla pari di un altro governo e non ha dimostrato di essere più bravo sulla base dei fatti e non sugli attentati che bestialmente ha messo in atto in giro per il mondo?
Facendo in questo modo non fa altro che il suo svantaggio, perché se ha una idea di mondo vivibile che altri paesi possono copiare, magari anche solo per un particolare tra migliaia di sbagliati per altre realtà nazionali e continentali, dovrebbe far vedere di essere capace di portarlo avanti. E non lanciare allo sbaraglio delle persone farcite di esplosivo o con un mitra carico, con lo scopo di creare il terrore intorno a loro.

Diciamocelo francamente: a fare l’attentatore, coraggio a parte, e a far fare l’attentatore sono bravi tutti. A fare il guerrafondaio basta avere la lingua svelta per convincere un esercito: una cosa che si può imparare.
A fare il capo di stato non sono bravi tutti. Ma è la sfida più affascinante che si potrebbe lanciare al mondo intero. Sempre se la terra dove farlo non devi conquistarla con un fiume di sangue…

E’ stato un confronto…

… interessante quello che Lucia Annunziata ha tenuto oggi pomeriggio a “In 1/2h”, che per l’occasione si è trasformato in “In 1 e 1/2h”. Infatti la direttrice dell’Huffington Post Italia e giornalista di Raitre, oltre che ex dirigente della Rai, ha ospitato mezz’ora ciascuno i tre punti elettorali maggiori dei ballottaggi alle Comunali 2016: nell’ordine Torino, Roma e Milano.
Senza entrare troppo nei particolarismi e nelle specificità elettorali, dato che chi fa troppa influenza poi si trova sotto casa la gente arrabbiata per aver sciolto la lingua più del dovuto – in questo caso battuto un tasto di troppo, il confronto lo si potrebbe chiamare la versione de noantri.
Ma non per la Annunziata che non sa fare il suo lavoro. Il motivo di questa affermazione si basa da una parte sulla collocazione delle maggiori reti generaliste, tanto di canale quanto di orario visto che dalle due alle quattro la gente se ne sta sul mare o a scalare pareti rocciose. Quanto sul fatto che già Sky ha ospitato un confronto simile. E la Rai volente o nolente è un collega un poco più povero della grande tv satellitare, ma comunque poteva esserci una collocazione più adeguata allo spirito delle reti generaliste, cioè quello che si chiama o si dovrebbe chiamare servizio pubblico, rivolte alla maggior parte del pubblico italiano.
Una battaglia su tre delle maggiori città italiane magari non avrebbe fatto i botti di ascolto di Sanremo o di altri show da Raiuno, ma davanti al televisore un poco di gente l’avrà certamente radunata. Cosi poca, secondo le valutazioni della Rai, da non meritare un collocamento in punti di maggiore visibilità, domenica o non domenica?
Chi vi sta scrivendo ha scoperto casualmente i tre confronti in serie accendendo il televisore. E non mette in dubbio che la pubblicità in orari e momenti diversificati ci sia stata. Ma perché allora la Rai deve fare delle figure così meschine quando si tratta di attirare gente davanti al televisore?