Quello che colpisce…

… è che c’è un mondo che si è sospeso per aria, laddove c’è il frutto del terremoto di qualche giorno fa. “Laddove” a parte, il giornale online “Huffington Post” fa il suo bravo lavoro di mezzo d’informazione mostrando una foto di un cagnolino che sta aspettando i suoi padroni morti nelle macerie. Questa situazione è di una tenerezza impressionante, che solo immaginare la fedeltà di un cane, e chi ce l’ha può capirlo, porta a rappresentarsi quell’animale tra un cumulo di macerie in attesa dei suoi umani di riferimento. E noi che li sappiamo morti, vedremo quel cagnolino aspettare con pazienza quasi mortale qualcuno che non ritornerà.
Di un terremoto solitamente si pensa agli umani come prima urgenza. Agli animali che erano al loro seguito – il passato significa la morte dei padroni – chissà come mai c’è poco rumore di sottofondo. Se non il silenzio.
Arrivo secondo rispetto alle associazioni animaliste, ma nei luoghi del terremoto ci sono tanti amici dell’uomo a quattro zampe desiderosi di un un nuovo umano a cui dare tutto il loro affetto.
Aiutateli se potete…

Bau bau! Miao!

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Che qualcuno paghi…

… per tutti questi morti. Non è un attentato Isis. Non c’entra nulla il terrorismo. Ma da qualche parte un soggetto o più soggetti dicano come mai non sono state fatte opere di consolidamento di tutti gli edifici che il terremoto ha portato via con se.
Non è possibile spendere e spandere da parte degli enti pubblici, in primis il Governo, in progetti faraonici, è proprio il caso di dirlo, che servono solo a fini elettorali quando c’è gente che letteralmente vive sopra delle polveriere sismiche e non viene ne addestrata ne garantita nella propria incolumità.
Per fare un esempio: tutti i soldi stanziati per, Marco Travaglio dixit, drogare il mercato del lavoro non potevano essere sfruttati in opere edili di consolidamento degli immobili e delle strutture pubbliche che adesso sono dei cumuli di macerie? In fondo si trattava di lavoro anche quello. Qualche famiglia la sfamavi. E si faceva qualcosa di utile per il paese.
Invece niente.

Una cosa siamo sempre bravi a farla: stanziare soldi a disastro avvenuto…