Tempo d’estate e tempo di…

…caldo. Tutti sono felici. Perfino i piromani che sotto sotto godono nel vedere le loro fiamme divampare in boschi e foreste. Oggi scrivo a loro.

Cari piromani,
io non voglio negarvi la possibilità di fare quello che volete come fanno quello che vogliono quei guidatori che si immettono nella corsia uscendo da un parcheggio e non hanno la minima attenzione per chi sta guidando e percorrendo correttamente, quasi al 100% con ragione, la strada in marcia in quel momento. Ma la cosa è una e una soltanto: siete un problema. Perché fate tribolare vigili del fuoco, polizia, vigili, turisti, ecc…
Io se mi permettete avrei una proposta di lavoro da farvi: perché non andate a lavorare per il Diavolo e si potrebbe anche levare la parte “lavorare per” dalla frase? Io sono sicuro che quei quattro soldi che vi pagano per appiccare incendi non sono niente rispetto ai poteri che il Demonio, lavorando all’Inferno per lui, potrebbe concedervi.
Potete pensarci…
Con calore,
Matteo

Annunci

Anche se sotto un certo aspetto…

…i media devono avere dei click, e io sono stato uno di quelli che ha cliccato per vedere un video, la capitale italiana ha tra le sue “medaglie” quella di essere diventato un bordello a cielo aperto. Già altre volte si sono ventilate voci di sesso a cielo aperto, in alcuni casi con foto documentarie di organismi e associazioni che cercano di denunciare il marcio della capitale. Ma stavolta la cosa è grossa, perché Corriere.it, il sito del quotidiano milanese Corriere della Sera, ha messo in prima pagina un video naturalmente precettato dove un uomo e una donna, in un anfratto dei Fori Imperiali in pieno giorno, stavano copulando allegramente e focosamente. La lettera è rivolta a loro, ma soprattutto a chi gli ha causato quella situazione, cioè Eros, il dio dell’amore.

Cari signori e Eros,
molto probabilmente voi vi volete bene. Ed è una cosa bellissima. Tra le più belle che possano esistere, altrimenti in quella situazionaccia non vi ci sareste messi. Ma vi devo chiedere una cosa: tutto bene in famiglia e con il portafogli? Sinceramente non mi spiego una cosa: perché vi siete messi a fare quello che stavate facendo proprio in quel momento e in quel posto. Forse non siete in grado di pagarvi una camera d’albergo dove poter dare sfogo a tutta la forza che Eros vi ha messo in corpo. Quello stesso Eros che dovrebbe darsi una calmata nell’area di Roma, senza nulla togliere ai vigili urbani e alle altre forze dell’ordine che dovrebbero avere più cura di fare il loro lavoro. Il sesso e la forza erotica tra le persone è la cosa più inviolabile che possa esserci nella vita umana, ma per favore datti una calmata. Estate e tutto.
Sinceramente fa schifo quello che hanno fatto quelle due persone in pieno giorno. E se avalli la cosa fai schifo pure tu che fai fare quelle cose alle persone nella mia capitale.
Ma con tutte le spiagge nudiste che esistono non ci puoi far sfogare le persone? Non esistono dei bordelli anche non autorizzati in cui dare libertà di movimento a quelle coppie, senza nascondersi dietro ad un dito dell’esistenza di luoghi d’incontro?
Chiariamoci: non voglio intralciare il tuo lavoro e nemmeno a voi due che fisiologicamente volete vivere la vostra vita sessuale. Ma per favore limitatevi. Tutto li. E limitati anche tu Eros.
Un saluto a voi e buon lavoro a te Eros per questa estate,
Matteo

Sarà il momento per…

… le donne diacono?
Da una parte si, dall’altra ovviamente no.
Per la parte positiva ci sarebbe un doveroso svecchiamento e de-maschilimento, mi si passi il termine, della Chiesa tutta. Soprattutto per il fatto che in altre chiese e in altre religioni le donne non hanno solo una parte, se cosi si può dire, accessoria. La donna ha una testa come un uomo. E certe volte ha più comprensione di un uomo. Quindi perché no alle donne nelle gerarchie della Chiesa Cattolica?
Per il resto, serve ancora da parte del mondo una comprensione più aperta. E non sto parlando del maschilismo imperante, ma del fatto che la donna ancora oggi viene considerata un oggetto come tanti altri soprammobili della casa in cui si abita. Prima di far diventare diacono una donna, ci vorrebbe che alcuni uomini diventassero civili. E che non vedessero nelle donne un possibile possesso personale per scopi sessuali o nervosi.
Per il resto, se conta qualcosa la mia opinione, non c’è nulla di sbagliato in una donna diacono. A patto che i seminari di formazione religiosa facciano una dovuta riforma del loro modo di insegnare, non solo aperto alle donne, ma a tutti i cambiamenti che la società ha adottato e che per un religioso topo di biblioteca sono totalmente estranei.
In una parola: vogliamo parlare delle religiose e di alcuni religiosi che fanno la loro opera di assistenza spirituale tramite i social su internet?

L’affermazione di oggi…

La vacanza deve essere luogo e momento di relax, in qualsiasi modo esso si svolga.

E’ arrivato il momento…

… di un riconoscimento?
Sfortunatamente no. Gli omosessuali continuano ad essere discriminati. E Sua Santità Francesco non ci guadagna a fare quello che sta facendo, cioè aiutarci. La gente comune, quella che puoi incontrare al supermercato o per la strada, di noi persone deformi e senza giudizio ha solo e avrà sempre pietà. Perché non possiamo avere una vita normale.
Molte persone leggendo queste righe staranno pensando che sono su una posizione vecchia di decenni. Che nell’epoca della battaglia del divorzio si pensava in questo modo. Ma come mai non sono spariti dei servizi di aiuto per persone di genere omosessuale? Perché non ci può essere una apertura dei locali omosessuali a non tesserati, visto che se ci si documenta superficialmente si può scoprire che i club omosessuali si chiamano tali perché c’è bisogno di un tesseramento non rivolto a tutti quanti?
Mi basterebbe una voce qualsiasi che mi dica che veramente la cerchia di quelli ‘di categoria’ è accettata come tutti gli altri cittadini, che mi dimostri la neutralità dei datori di lavoro e in primis dei colleghi e allora sarò ben felice di fare una piena rettifica. Ma purtroppo ci sono ancora realtà di isolamento e abbandono di figli e parenti. E su queste l’opinione pubblica dovrebbe discutere.
O magari ci vorrebbe sensibilizzazione per quei tanti figli che si ritrovano in mezzo alla strada dopo che i genitori gli hanno detto ‘levati di torno checca! Non ti vogliamo più!’.

Basta anche solo un commento qui sotto…

In questo momento…

… la Brexit ha trovato attorno a se molta più attenzione di quanto ci si sarebbe aspettato. In parte perché non si credeva che la Brexit avrebbe vinto: una logica sotto un certo aspetto comprensibile non pensava che i cittadini della Gran Bretagna, presi tutti insieme, avrebbero fatto i bagagli da Bruxelles e Strasburgo dicendo ‘ciao ciao, ognuno per se’.
Adesso il fermento è forte. La gente è come se avesse sentito un terremoto molto forte, ma senza aver visto crepe nei muri o case crollate. Il terremoto è esperienza collettiva, ma i danni non si sono ancora visti. Perché più o meno questa è la situazione: prima che succeda, con la certezza che in un modo o nell’altro succeda, le regole del gioco per un grande insieme di persone stanno cambiando, e con esse parte delle regole, quasi indirettamente, di tutti gli altri.
Girovagando per i siti di informazione, qualcuno ha messo in cima al rullo delle notizie il pentimento di alcuni fermissimi sostenitori della Brexit. Ma serve a poco. E il motivo è che si può legittimamente seguire chi dice che ognun per sé è meglio. Ma poi a chi segue gli si deve spiegare che quando ti affacci al mondo reale, pieno di difficoltà e soprattutto con i problemi del garantire alla tua gente ciò che gli serve per vivere correttamente, devi avere le spalle larghe abbastanza. Altrimenti sei un morto che cammina.
E’ come la vita in famiglia. Se in una casa ci sono solo due persone quelle persone fanno per due, e con un poco di sforzo fanno per tre. Ma se sei solo, fai da solo. E se sei solo non puoi fare per due o per tre come alle volte è necessario. Puoi fare solo per uno, al massimo per uno e mezzo. Cioè non è sufficiente.

Se qualcuno può convincere ad un referendum di rettifica lo faccia. Prima che sia troppo tardi…

Parlando di Brexit…

… non si può non cominciare dicendo che è una scelta legittima. Perché la gente del Regno Unito può non voler avere a che fare con la gente d’Europa. Cosi come in questi anni recenti si sono visti pezzi di paesi votare per l’autonomia dalla madrepatria.
Poi si può dire la propria preferenza. Ma dirla e basta mi sembra poco. Bisogna prima partire nel dire cosa comporta una scelta rispetto a quell’altra.
Il si alla Brexit vorrebbe dire che il Regno Unito, volente o nolente, deve rimboccarsi le maniche fino alle spalle e ritrovare una propria autonomia, pur avendone già una sia chiaro. Ma in quel momento, dopo l’uscita, si vedrà se le ‘voglie’ della gente corrispondono sui mercati e nell’economia all’autosufficienza. Il si vorrebbe dire che la gente reputa il proprio regno capace di fronteggiare senza l’aiuto diretto di nessuno il mondo intero. Magari sull’onda di un ricordo del passato fatto di gloria e di onori.
Non vuole essere questa una critica per facilitare il no, ma la pura e semplice verità. Che è applicabile perfino a noi italiani con ogni tanto la voglia di levarci dall’Europa per i troppi vincoli: ce la potremmo fare a fronteggiare il mondo intero da soli?
Il no alla Brexit non cambierebbe nulla.
O quasi.
Perché se vincesse, ci sarebbe per i mercati mondiali la consapevolezza che l’Europa per come la si conosce non è quell’insieme di coesione tanto vantato, ma solo un palazzo con tante bandiere che al suo interno ha della gente che conta pochissimo. In più da Bruxelles e Strasburgo dovrebbero inventarsi qualcosa che valorizzi l’esserci, piuttosto che il contrario, dentro l’Unione.
A conti fatti, il danno è servito. Se il Regno Unito esce, l’Europa deve rimboccarsi le maniche se non pari più dell’Inghilterra, tanto per l’economia quanto per la coesione interna. Se il Regno Unito rimane, la sua gente dovrà digerire la sconfitta, e mentre digerisce magari avrà a schifo tutti gli europei. In più, nel mondo, non si crederà ad una Europa unita, ma a qualcos’altro da definire.

Naturalmente le due parti non sono delle sprovvedute. E per tirare avanti il carrozzone sfodereranno le armi migliori, tenute da parte per le occasioni straordinarie.

Io personalmente credo ad un’Europa come ad un’occasione, non un peso. Un peso per certi versi e per alcuni lo può essere, è innegabile.
Ma per il resto: perché non esserci? E’ lo stesso motivo per cui assaggiare un piatto nuovo non vuol dire rinnegare tutte le proprie preferenze: può essere qualcosa in aggiunta.