Può darsi che sia stata gonfiata…

…un briciolo la situazione per attirare ascoltatori o lettori nel caso rispettivo di telegiornali e siti e dall’altro lato di giornali e tutto il resto. Ma il fatto rimane: non se ne può più dal caldo.
Chiedere al Padreterno qualcosa con una lettera sarebbe troppo, visto che al Padreterno non si possono che inviare preghiere se non direttamente a lui per interposta persona di Gesù Cristo o della Madonna o di eventuali santi pur se ad un livello inferiore. Ho deciso di scrivere a qualcuno che nella mitologia greca avrebbe la responsabilità di tutto questo casino di incendi, siccità e del resto: oggi si scrive al dio del tempo atmosferico Zeus.

Caro Zeus,
hai rotto i cog***ni!
Non è possibile quasi mettere in ginocchio un pezzo del pianeta tra cui rientriamo noi dell’Italia togliendo acqua e pioggia!
Adesso la cosa è una sola: o tu ci mandi un briciolo di respiro con della pioggia e fai rinverdire la terra qui da noi o prendiamo Salvini e tutti gli altri colleghi e ti facciamo sloggiare dall’Olimpo a suon di petizioni e di interrogazioni parlamentari in sede europea. Ti ricordo che la Grecia ancora è nella Unione Europea e quindi devi anche rispondere dell’autorità di Strasburgo e di Bruxelles. Io adesso posso anche portare pazienza, ma non credo che una folla inferocita di italiani non possa prendere i primi aerei per la Grecia e farti un sacrosanta festa sulla tua bella montagnola.
Pensaci bene per i prossimi giorni… È un consiglio…
Tuo arrabbiato e in attesa di pioggia
Matteo

Annunci

L’Italia piange…

…ma non lacrime, altrimenti i problemi sarebbero risolti.
Ebbene si: siamo ritornati a rischio acqua. Nel senso che il sole prolungato e il caldo davvero poco tollerabile stanno prosciugando i fiumi e i laghi.
Non si può negare che l’Italia è un paese sole-dipendente, visto che il turismo marittimo e ambientale, nel senso delle montagne e delle campagne oltre al mare e alle spiagge, campa sul fatto che il sole splenda e che la pioggia sia ben distante e meno intensa possibile. Ma la questione è che non solo la flora risente della mancanza di pioggia, ma anche le persone che vivono la loro vita quotidiana.
Detto più semplicemente: non si può campare con l’aria condizionata accesa praticamente ventiquattr’ore lasciando stare gli esercizi commerciali, in special modo quelli che non possono evitare una macerazione della propria merce.
Non si sa fino a che punto il paese possa reggere una mancanza idrica che alcuni siti di informazione iniziano a documentare qua e la nello stivale. Una cosa però è certa: bisogna fare una corale danza della pioggia. Che non è solo una comune preghiera per far piovere: l’acqua se non la puoi ricevere dal cielo devi fare in modo che la gente sia educata a non farla sparire da sotto la terra.
Un buon paese, uno stato che può vantare dei cittadini ottimizzati e una cultura della sopravvivenza funzionale al buon proseguimento della vita deve anche passare da un protocollo dell’utilizzo delle risorse idriche di tutto il paese. Della serie: invece di innaffiare il giardino tre volte al giorno, se necessario far capire al singolo privato che un giardino meno rigoglioso ma l’acqua nei tubi della rete idrica è un punto di vantaggio rispetto a una situazione in cui tutti guardano solo il proprio e nessuno guarda il comune, che serve tutti lo stesso. Per non parlare dell’acqua che in casi di emergenza servirebbe a spegnere incendi con le forze dei vigili del fuoco.

Si può fare al mondo la doccia a secco?

Il Premio Strega, come…

… tutti gli anni, è un appuntamento importante per tutti quelli che per sopravvivenza spicciola o mentale si aspettano da un libro la vita.
Stavolta, secondo la cronaca che riporta L’Huffington Post, non si è trattato di una grande occasione. Soprattutto per il fatto che la location è stata spostata dal Ninfeo di Valle Giulia all’Auditorium Parco della Musica di Roma, proprio la struttura ideata da Renzo Piano.
Chi ha vinto? Il libro “La scuola Cattolica” di Edoardo Albinati.
Sinceramente non saprei se consigliarlo a quei pochi che leggono queste righe e magari si deliziano di un buon libro sotto il sole all’ombrellone sulla spiaggia o sui verdi prati delle montagne.
Però un consiglio mi sento di darvelo: buttate gli occhi su un libro, ogni tanto.
Naturalmente questo consiglio vale per quelli che leggono a mala pena queste righe…
Voi non avete idea di quanto la mente si rinfreschi nel conoscere una storia che non è quella della propria vita di tutti i giorni.

Per tutti quelli che leggono e non sanno cosa leggere questa estate: rileggete un vostro vecchio libro. Potrete trovarci qualcosa che magari avete dimenticato…

E’ stato un confronto…

… interessante quello che Lucia Annunziata ha tenuto oggi pomeriggio a “In 1/2h”, che per l’occasione si è trasformato in “In 1 e 1/2h”. Infatti la direttrice dell’Huffington Post Italia e giornalista di Raitre, oltre che ex dirigente della Rai, ha ospitato mezz’ora ciascuno i tre punti elettorali maggiori dei ballottaggi alle Comunali 2016: nell’ordine Torino, Roma e Milano.
Senza entrare troppo nei particolarismi e nelle specificità elettorali, dato che chi fa troppa influenza poi si trova sotto casa la gente arrabbiata per aver sciolto la lingua più del dovuto – in questo caso battuto un tasto di troppo, il confronto lo si potrebbe chiamare la versione de noantri.
Ma non per la Annunziata che non sa fare il suo lavoro. Il motivo di questa affermazione si basa da una parte sulla collocazione delle maggiori reti generaliste, tanto di canale quanto di orario visto che dalle due alle quattro la gente se ne sta sul mare o a scalare pareti rocciose. Quanto sul fatto che già Sky ha ospitato un confronto simile. E la Rai volente o nolente è un collega un poco più povero della grande tv satellitare, ma comunque poteva esserci una collocazione più adeguata allo spirito delle reti generaliste, cioè quello che si chiama o si dovrebbe chiamare servizio pubblico, rivolte alla maggior parte del pubblico italiano.
Una battaglia su tre delle maggiori città italiane magari non avrebbe fatto i botti di ascolto di Sanremo o di altri show da Raiuno, ma davanti al televisore un poco di gente l’avrà certamente radunata. Cosi poca, secondo le valutazioni della Rai, da non meritare un collocamento in punti di maggiore visibilità, domenica o non domenica?
Chi vi sta scrivendo ha scoperto casualmente i tre confronti in serie accendendo il televisore. E non mette in dubbio che la pubblicità in orari e momenti diversificati ci sia stata. Ma perché allora la Rai deve fare delle figure così meschine quando si tratta di attirare gente davanti al televisore?