A Matteo Renzi è stato…

… consigliato di lasciar stare il referendum. Lo ha affermato il Premio Nobel Stiglitz in un appello al premier italiano, che il referendum potrebbe essere pericoloso oltreconfine italiano.
E adesso tutto sta nel vedere cosa accetterà di fare Matteo Renzi stesso: desistere da quella che in tutto e per tutto sembra essere una prova muscolare molto ardita, oppure continuare e non ascoltare le cosiddette sirene di allarme.
D’accordo, ma in tutti e due i casi non c’è ancora quella chiarezza da parte del governo sulla realtà del referendum. Manca l’informazione più spicciola e martellante per dire alle gente se o meno votare sentendo il tema del referendum.

Non ho ancora trovato la scheda elettorale. Andrò a farla nuova se vado a votare…

Siamo passati agli ottavi…

… del campionato Europeo.
Adesso vincere diventa la prerogativa massima. Non si può più sbagliare.
Rimane il fatto che questo torneo, più di altri, è maledetto. Ma adesso la cosa importante è dimostrare che lo sport è l’arma contro tutte le guerre. Che è meglio contendersi la situazione su un campo con delle regole certe e con un meccanismo di gioco che non ammette obiezioni.
Dispiace dirlo ma a scanso di altri attacchi da scongiurare – e bisogna ringraziare l’intelligence in generale con la sua azione repressiva e bonificatrice – l’Isis non ha vinto. Perché molto probabilmente tra i suoi propositi c’era quello di far saltare in aria, più o meno letteralmente, tutto l’Europeo quale simbolo della pace sportiva di tutti i paesi della Unione.
I giocatori hanno continuato e stanno continuando a giocare in nome dello sport. E del fatto che più si crea paura nell’uomo più si da a sua insaputa a quell’uomo la possibilità di mostrare che quella paura lo fa crescere, lo fa migliorare.
Si dovrebbe dare il Nobel per la pace al calcio perché in un momento tanto delicato non ci si è arresi di fronte alle minacce di quel terrorismo chiamato Isis. Si è combattuto e si combatte a colpi di intelligence e di polizia per garantire alle gente comune fuori gli stadi, e anche dentro gli stadi, il godimento di una occasione sportiva che per alcuni è solo una notizia da trattare come tante altre, mentre per molti è il coronamento della propria passione. E per questi ultimi non si può che avere il massimo rispetto.

Per gli altri pure?