E siamo arrivati alla fine…

… di questa stagione bloggereggia.
E’ stato un piacere stare con voi, tanto qui sopra quanto sui social che vedono rilanciato questo lavoro di blogger.
Da domani ritornerà la blogosfera invernale. Con il racconto mensile, il giornale e tutto il resto.

Forse qualche novità?
Forse. Non resta che aspettare e vedere domani.

Con tanti ringraziamenti per la vostra compagnia,

Un saluto alla prossima estate!

Mastroblogger

L’affermazione di oggi…

E’ meglio lanciare dischi in discoteca che pugni alla gente.

Notizia: Arrestato picchiatore seriale a Milano

L’affermazione di oggi…

Il tempo passa e non ci se ne rende conto.

La notizia (clicca qui per aprire) powered by La Stampa

Chissà come mai c’è…

… la percezione che Renzi, al pari di altri politici prima di lui, abbia tanto promesso e poi mantenuto in cifre percentuali molto basse.
E poi: sarà una coincidenza che il debito pubblico è aumentato mentre Renzi è in vita politica alla Presidenza del Consiglio? Magari passa molto sottotraccia, ma attualmente il debito pubblico è di più di 2240 e rotti miliardi di euro. E in base a quanto riporta questo sito di informazione a inizio 2016 era poco sotto i 2180 miliardi di euro. Aumento fisiologico o voluto?
Comunque alla fine chi ci rimette è il cittadino. E la cosa più grave è che il cittadino pensa di avere dei benefici dall’azione di governo. Mentre alla fine deve cavarsi il sangue per pagare.
E Renzi questo dovrebbe meditarlo bene. Perché forse lui soffre di quella sensazione umana per cui tu sei potente e tutto il potere ti è dovuto. Lui potrebbe fare qualcosa di buono per questo paese. Ma la prima cosa da mettere in atto è una adeguata pulizia di tutto quello che lui sa essere marcio all’interno del suo governo. E dalla più assoluta pulizia piantare le fondamenta di un vero, più che nuovo, agire da capo di governo. Bisogna parlarsi chiaro: mettere qualcun’altro al posto di Renzi e sfruttare la pax novità solo per avere una bella sensazione in corpo e mente toglierebbe i problemi da dove stanno ben comodi e radicati?

Renzi ha tutto da guadagnare a fare bene il suo lavoro. Magari lasciarglielo fare non sarebbe sbagliato…

Adesso salta fuori…

… questa Amaq, una agenzia stampa, o come dicono molti pseudo-agenzia, con dei contatti con il Califfato dell’Isis. E’ lei che sta facendo fare il giro di media mondiali alla notizia della rivendicazione da parte dello Stato Islamico sulla strage di Nizza.
Siccome si tratta di un organo di stampa nella parte più elementare di se stesso, si può prendere la notizia come corretta e quindi ripubblicabile come valida. Ma la domanda è: fino a che punto si può prendere sul serio un “organo di stampa” che dice di avere fonti alla fonte della rivendicazione, ma che alla prova finale può essere semplicemente un intermediario che fa più danni di quanto ne farebbe la diretta dichiarazione?
Non bisogna dimenticare che internet, tra cui chi vi sta scrivendo, è un pozzo senza fondo di informazioni. Ma detto cento l’insieme di tutte queste, la percentuale di quelle vere e fondate è bassa, molto ristretta. Ci vuole molta lucidità mentale per non farsi prendere dal panico e spacciare una notizia falsa per vera. Come è stato per il corrispondente Rai Piero Badaloni dato diverso tempo addietro per morto su Twitter mentre era vivo e vegeto al suo posto di lavoro.
Non voglio negare che ci sia la rivendicazione ufficiale, e che Amaq stia facendo il suo “lavoro”. Ma il sospetto che si voglia cavalcare la tigre del terrorismo, funzionalmente o meno da parte degli interessati, anche quando si tratti di un semplice atto di psicosi da parte di una persona mentalmente instabile secondo me ci può essere.
Se si trattasse di terrorismo, buon lavoro all’intelligence e a tutta la polizia coinvolta. E mi auguro che i colpevoli vengano messi nelle mani della giustizia. Ma il pensiero va a tutte quelle persone che vivono la loro vita di tutti i giorni, e che si sentono dire per l’ennesima volta che il terrorismo è di nuovo in Europa, se non se n’è mai andato. Loro non hanno bisogno di essere spaventate per l’ennesima volta. E non hanno bisogno di essere fomentate a vicenda per bombe su bombe quando non necessario…

I “Segni di Gusto”…

(vedi video) sono una simpatica invenzione di Chef Rubio (all’Anagrafe Gabriele Rubini scheda Wikipedia), cuoco – con la speranza che questa nomea non lo offenda – che è famoso alle cronache televisive per aver fatto parte del programma “Unti e bisunti” sul canale DMax.
In pratica si tratta di una serie di ricette della cucina italiana in cui il nostro chef dialoga con il pubblico. Ma non un pubblico qualsiasi e non nella lingua italiana corrente: sono ricette per sordomuti in linguaggio dei segni.
Si può non essere riconoscenti per questo progetto? Naturalmente non c’è da credere al fatto che si tratti di una novità, perché allora bisognerebbe gridare allo scandalo di non dare una attenzione culinaria a delle persone che fanno parte della società come tutti gli altri. E come tutti gli altri, già il tg lo possono seguire, hanno il diritto di poter godere della loro ricetta del giorno in televisione.

Chissà se si vedrà mai una rubrica a “La Prova del Cuoco” interamente per sordomuti, non soltanto con i sottotitoli…

Siamo passati agli ottavi…

… del campionato Europeo.
Adesso vincere diventa la prerogativa massima. Non si può più sbagliare.
Rimane il fatto che questo torneo, più di altri, è maledetto. Ma adesso la cosa importante è dimostrare che lo sport è l’arma contro tutte le guerre. Che è meglio contendersi la situazione su un campo con delle regole certe e con un meccanismo di gioco che non ammette obiezioni.
Dispiace dirlo ma a scanso di altri attacchi da scongiurare – e bisogna ringraziare l’intelligence in generale con la sua azione repressiva e bonificatrice – l’Isis non ha vinto. Perché molto probabilmente tra i suoi propositi c’era quello di far saltare in aria, più o meno letteralmente, tutto l’Europeo quale simbolo della pace sportiva di tutti i paesi della Unione.
I giocatori hanno continuato e stanno continuando a giocare in nome dello sport. E del fatto che più si crea paura nell’uomo più si da a sua insaputa a quell’uomo la possibilità di mostrare che quella paura lo fa crescere, lo fa migliorare.
Si dovrebbe dare il Nobel per la pace al calcio perché in un momento tanto delicato non ci si è arresi di fronte alle minacce di quel terrorismo chiamato Isis. Si è combattuto e si combatte a colpi di intelligence e di polizia per garantire alle gente comune fuori gli stadi, e anche dentro gli stadi, il godimento di una occasione sportiva che per alcuni è solo una notizia da trattare come tante altre, mentre per molti è il coronamento della propria passione. E per questi ultimi non si può che avere il massimo rispetto.

Per gli altri pure?

La notizia di per sé…

… ha un che di strano. Soprattutto perché la scuola la si è conosciuta quando la tecnologia aveva qualche passo in meno.
Sembrerebbe che a scuola ci sia il divieto di utilizzare il cellulare, in particolare quello che hanno tutti in dotazione: lo smartphone.
Lancio una proposta: da parte degli studenti ci deve essere un codice deontologico per la categoria dello studente. Cioè si adottano delle linee di comportamento quando si è a scuola tanto durante il tempo libero dallo studio, quanto durante compiti in classe e interrogazioni.
Perché di per sé non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzo di un oggetto, se l’utilizzo è virtuoso. Se non lo è, si può demonizzare a più non posso. Ma sempre restando all’interno del concepibile.
Un insegnante, per dirla più semplicemente, ha tutto il diritto di lamentarsi dei cellulari. Ma non la può fare più grande di quanto la cosa sia in realtà.
Una persona oggigiorno non può non fare affidamento sui propri contatti internettiani e chattistici. Un buon educatore non può, accennando un flebile non deve, prescindere dalla sfera privata di un alunno. Ma dall’altra parte ci deve essere un sistema di autocontrollo studentesco, una maturità tecnologica che abbia al suo interno anche il rispetto per l’istituzione scolastica. Che deve, è bene sottolinearlo, formare i nuovi cittadini del paese non soltanto riempiendoli di nozioni. Non soltanto facendogli imparare a memoria la lezione…

Un buon cittadino moderno, per non dire contemporaneo, non può non prescindere dalla capacità di utilizzare i mezzi tecnologici tanto lavorativamente quanto privatamente e pubblicamente.
La scuola dovrebbe insegnare non soltanto che due più de fa quattro e che Garibaldi era l’eroe dei due mondi, ma anche a fare buon e ci aggiungo virtuoso uso della tecnologia.

Verrebbe da piangere…

… per la morte di Muhammad Ali, il grande Cassius Clay, ma quando vedi nella pagina Youtube lo sketch di Gigi Proietti del vecchietto delle favole non puoi non aprirlo e farti una sana risata.

Non vuol dire che davanti alla morte bisogna ridere. La morte è una cosa seria. Soprattutto la morte di un vero combattente dentro e fuori il ring.
Lui ha rappresentato una grande icona del secolo scorso. E come ha detto Paolo Giordano de “Il Giornale” sul suo profilo Twitter, si spengono le vecchie icone ma non si accendono quelle nuove.

Siamo proprio sicuri che le nuove icone non esistono? Magari sono perse nella quotidianità che un bravo cronista come Giordano vede ma non riesce a scorgere.
Altrimenti: fatevi avanti nuove icone, e unitevi a quelle che ancora splendono!

Magari Proietti è una di quelle che ancora splendono…

Riflessione su “vacanza”

La convinzione che la vacanza sia più una dimensione che uno spazio-tempo cresce. Vacanziare spazia in tutte le direzioni. Perché non ci si può dimenticare che per alcuni vacanza non è riposo in panciolle. Ma fare e fare. Perfino al di fuori del fare vacanziero.
Una volta è capitato di vedere in un film che una donna d’affari nel suo tempo libero faceva la giardiniera. C’è da immaginarsi durante le vacanze effettive cosa potesse architettarsi.
A parte tutto, viva la libertà del fare vacanza come meglio si crede. Perché se fosse obbligatorio andare al mare d’estate e in montagna d’inverno non sarebbe una vacanza nel vero spirito della spensieratezza, ma solo uno dei tanti impegni dell’anno.

C’è perfino chi prende le vacanze come un atto lavorativo con cui concludere amicizie e colleganze.
Viva la libertà…