Che qualcuno paghi…

… per tutti questi morti. Non è un attentato Isis. Non c’entra nulla il terrorismo. Ma da qualche parte un soggetto o più soggetti dicano come mai non sono state fatte opere di consolidamento di tutti gli edifici che il terremoto ha portato via con se.
Non è possibile spendere e spandere da parte degli enti pubblici, in primis il Governo, in progetti faraonici, è proprio il caso di dirlo, che servono solo a fini elettorali quando c’è gente che letteralmente vive sopra delle polveriere sismiche e non viene ne addestrata ne garantita nella propria incolumità.
Per fare un esempio: tutti i soldi stanziati per, Marco Travaglio dixit, drogare il mercato del lavoro non potevano essere sfruttati in opere edili di consolidamento degli immobili e delle strutture pubbliche che adesso sono dei cumuli di macerie? In fondo si trattava di lavoro anche quello. Qualche famiglia la sfamavi. E si faceva qualcosa di utile per il paese.
Invece niente.

Una cosa siamo sempre bravi a farla: stanziare soldi a disastro avvenuto…

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Sarà il momento per…

… le donne diacono?
Da una parte si, dall’altra ovviamente no.
Per la parte positiva ci sarebbe un doveroso svecchiamento e de-maschilimento, mi si passi il termine, della Chiesa tutta. Soprattutto per il fatto che in altre chiese e in altre religioni le donne non hanno solo una parte, se cosi si può dire, accessoria. La donna ha una testa come un uomo. E certe volte ha più comprensione di un uomo. Quindi perché no alle donne nelle gerarchie della Chiesa Cattolica?
Per il resto, serve ancora da parte del mondo una comprensione più aperta. E non sto parlando del maschilismo imperante, ma del fatto che la donna ancora oggi viene considerata un oggetto come tanti altri soprammobili della casa in cui si abita. Prima di far diventare diacono una donna, ci vorrebbe che alcuni uomini diventassero civili. E che non vedessero nelle donne un possibile possesso personale per scopi sessuali o nervosi.
Per il resto, se conta qualcosa la mia opinione, non c’è nulla di sbagliato in una donna diacono. A patto che i seminari di formazione religiosa facciano una dovuta riforma del loro modo di insegnare, non solo aperto alle donne, ma a tutti i cambiamenti che la società ha adottato e che per un religioso topo di biblioteca sono totalmente estranei.
In una parola: vogliamo parlare delle religiose e di alcuni religiosi che fanno la loro opera di assistenza spirituale tramite i social su internet?