Il direttore del “corriere della sera”…

…Luciano Fontana oggi ha ribadito il mio pensiero di qualche giorno fa sul terremoto.
Devo essere contento?

Quando si dice “crisi”…

… si dicono tante cose. Innanzitutto si parla di un tempo e di uno spazio molto particolare. Che è quello che si vede ogni giorno intorno a noi. Il raspare dentro i cassonetti è uno degli elementi. Ma non bisogna dimenticare quello che si può vedere anche nelle situazioni più “benestanti”, dove la gente adopera denaro come se fosse un pacchetto di kleenex.
La giustizia sta nella metà? Più che altro non si ravvisa un senso civico, un senso comune delle cose che eviterebbe di creare certe situazioni. Beninteso: ognuno dei soldi può farne quello che vuole, ma se ci fosse pensiero anche per persone che con quei soldi potrebbero fare davvero qualcosa di importante, magari tanta leggerezza non ci sarebbe. E una certa povertà grave potrebbe essere affievolita.
Bastano gesti semplici, minimi. Principalmente privati. E per il paese le cose andrebbero diversamente, se non meglio…

Il socialismo in questo testo è lontano anni luce. Come il comunismo…

Post it

A Ferragosto danno sole…
Pensierino per le persone sole in città o altrove…?

Adesso salta fuori…

… questa Amaq, una agenzia stampa, o come dicono molti pseudo-agenzia, con dei contatti con il Califfato dell’Isis. E’ lei che sta facendo fare il giro di media mondiali alla notizia della rivendicazione da parte dello Stato Islamico sulla strage di Nizza.
Siccome si tratta di un organo di stampa nella parte più elementare di se stesso, si può prendere la notizia come corretta e quindi ripubblicabile come valida. Ma la domanda è: fino a che punto si può prendere sul serio un “organo di stampa” che dice di avere fonti alla fonte della rivendicazione, ma che alla prova finale può essere semplicemente un intermediario che fa più danni di quanto ne farebbe la diretta dichiarazione?
Non bisogna dimenticare che internet, tra cui chi vi sta scrivendo, è un pozzo senza fondo di informazioni. Ma detto cento l’insieme di tutte queste, la percentuale di quelle vere e fondate è bassa, molto ristretta. Ci vuole molta lucidità mentale per non farsi prendere dal panico e spacciare una notizia falsa per vera. Come è stato per il corrispondente Rai Piero Badaloni dato diverso tempo addietro per morto su Twitter mentre era vivo e vegeto al suo posto di lavoro.
Non voglio negare che ci sia la rivendicazione ufficiale, e che Amaq stia facendo il suo “lavoro”. Ma il sospetto che si voglia cavalcare la tigre del terrorismo, funzionalmente o meno da parte degli interessati, anche quando si tratti di un semplice atto di psicosi da parte di una persona mentalmente instabile secondo me ci può essere.
Se si trattasse di terrorismo, buon lavoro all’intelligence e a tutta la polizia coinvolta. E mi auguro che i colpevoli vengano messi nelle mani della giustizia. Ma il pensiero va a tutte quelle persone che vivono la loro vita di tutti i giorni, e che si sentono dire per l’ennesima volta che il terrorismo è di nuovo in Europa, se non se n’è mai andato. Loro non hanno bisogno di essere spaventate per l’ennesima volta. E non hanno bisogno di essere fomentate a vicenda per bombe su bombe quando non necessario…

Il Bangladesh adesso…

… ha calamitato l’attenzione mondiale. Il terrorismo sta colpendo ancora e non si riesce a vedere la fine di tutto quanto questo ammazzare gente e far esplodere bombe.
Con la strana sensazione che il terrorismo abbia perso il suo smalto e la gente sempre più se ne frega di un gruppetto di persone che fanno cose abominevoli in giro per il mondo, l’argomento di oggi non è il terrorismo.
Oggi molto più semplicemente si mette in circolo un consiglio: pensate.
Anche solo al libro che state leggendo o a quello che dovete fare, ma pensateci.
Datevi da fare con la vostra testa. E se fosse necessario assimilate più informazioni che potete.
Ma pensate.
E se ci riflettete – mi veniva da scrivere “pensate” ma ho deviato su un sinonimo – il pensiero non fa cadere dentro la spirale del terrore in cui si vorrebbe farci cascare.
Il pensiero volendo aiuta se stessi e gli altri più di quanto non ci si immagini.
Quindi provate a pensare.
Magari non subito, magari non finito di leggere questo. Ma pensate anche solo un pensiero.
Credo ne trarrete giovamento…

Forse in questo post a tutto non ho pensato…

post it

Assalto in Bangladesh. Posso insistere con la menata delle idee?
Forse i terroristi preferiscono pensare agli ordigni da progettare…

E’ una verità assoluta…

… che nella vita tutti sono utili ma nessuno è indispensabile.
Dopo qualche giorno dal referendum britannico si ha la sensazione che oramai i giochi siano fatti. E la Gran Bretagna sia solo un qualcosa di estraneo, di concorrente.
L’Europa di certo rimpiange la presenza-assenza del collega oltre Manica. Ma come in tutte le cose bisogna andare avanti. E sotto questo versante non è del tutto senza fondamenta la richiesta di non accogliere una partnership con l’ex membro indipendente dell’Europa.
Piange lievemente il cuore a dover dire addio, ma è inevitabile.
La questione adesso è cosa ne sarà del resto di Europa. E in questo caso saltano fuori tutte le forze politiche indipendentiste che rivorrebbero battere moneta e controllare autonomamente i confini. Naturalmente non entro nella accettabilità o meno di questo pensiero, visto che esiste una libertà di espressione. Ma la domanda è una: si vuole davvero pensare che il Regno Unito possa essere esempio di prosperità fuori dall’area Euro? Nel senso: un altro paese meno esteso ce la farebbe a stare e camminare sulle proprie gambe?
Ritornando all’Europa, come già detto su queste pagine sarà necessario rimboccarsi le maniche, dal più piccolo comune fino al maggiore degli stati – cioè la Germania. E sotto sotto il riuscire a sopravvivere scansando tutta quella gente che non pensa al futuro del proprio paese ma alla comodità della routine del passato, fatta di una moneta propria, e nel caso dell’Italia con pesanti colpi di svalutazione per rendere il mercato competitivo, e di un destino autonomo potrebbe essere segno di una maturità altrimenti trovabile negli Stati Uniti. E cioè una cosa che accresce enormemente la stima esterna.
Si può anche uscire facendo una scelta di campo. Però alla fine non sarebbe molto bello provare la ‘miseria’ dell’isolazionismo e tornare piangenti a Bruxelles per chiedere di ritornare al tavolo delle trattative. Credo che in questo momento la Gran Bretagna stia ancora nella ‘droga’ Euro. Finita quella, benvenuta realtà.

Io mi chiedo dove li troveremmo noi italiani i metalli e le logistiche per ritornare ad essere il paese della lira…