E dopo il disastro arriva…

… l’inchiesta. Perché adesso la cosa importante, come già sottolineato a chiare lettere su queste pagine, è trovare i responsabili di tutto il dramma del terremoto del 24 agosto.
Dalle prime notizie sembrerebbe che non siano stati fatti quelli che servivano, cioè degli adeguamenti sismici, ma solo delle migliorie, cioè una cosa di impatto minore e quindi in se e per se poco utile ad una corretta prevenzione.
Del terremoto in se non si può che imputare la responsabilità a Madre Natura. Per tutti gli altri danni qualcuno dovrà pur avere la colpa. Perché le case e tutti gli stabili crollati non sono spuntati dall’oggi al domani come i funghi nel prato umido. Sono stati progettati e costruiti dagli uomini. E gli uomini dovevano sapere come trasformare una casa a rischio in una casa sicura.


Meglio costituirsi, date retta…

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Il Premio Strega, come…

… tutti gli anni, è un appuntamento importante per tutti quelli che per sopravvivenza spicciola o mentale si aspettano da un libro la vita.
Stavolta, secondo la cronaca che riporta L’Huffington Post, non si è trattato di una grande occasione. Soprattutto per il fatto che la location è stata spostata dal Ninfeo di Valle Giulia all’Auditorium Parco della Musica di Roma, proprio la struttura ideata da Renzo Piano.
Chi ha vinto? Il libro “La scuola Cattolica” di Edoardo Albinati.
Sinceramente non saprei se consigliarlo a quei pochi che leggono queste righe e magari si deliziano di un buon libro sotto il sole all’ombrellone sulla spiaggia o sui verdi prati delle montagne.
Però un consiglio mi sento di darvelo: buttate gli occhi su un libro, ogni tanto.
Naturalmente questo consiglio vale per quelli che leggono a mala pena queste righe…
Voi non avete idea di quanto la mente si rinfreschi nel conoscere una storia che non è quella della propria vita di tutti i giorni.

Per tutti quelli che leggono e non sanno cosa leggere questa estate: rileggete un vostro vecchio libro. Potrete trovarci qualcosa che magari avete dimenticato…

Semplicemente una cosa…

… sulla questione della rivolta cinese: sono i lavoratori più odiati dalla popolazione italiana in special modo da quella pratese che si è vista togliere tutto il proprio comparto industriale. Ma la domanda che sorge è una sola: la colpa della loro prosperità è tutta cinese o è anche italiana che non ha saputo attrezzarsi di fronte alla capacità di lavorare di questo popolo?
Detto diversamente per non attirare antipatie che non voglio: come di solito si dice c’è posto per tutti. Ma quel posto nel mondo della produttività ha un costo. E quella spesa non è solo colpa dello Stato con le sue tasse, oltre che con i costi del lavoro dipendente, ma anche di quel gruppo di persone che si possono riassumere sotto il nome di Confindustria. Che non ha saputo attrezzarsi in concerto con il mondo del lavoro al di la del mare e delle Alpi. Della serie: per far costare di meno il prezzo del lavoro si possono fare delle convenzioni con il privato esistente, tra cui da sottolineare per importanza un sistema pensionistico privato per le aziende. E con quello dare delle certezze che altrimenti gravano su di noi tutti paese Italia con il comparto pubblico.
E noi italiani non possiamo accollarci tutto quanto…

Una soluzione si trova sempre. Basta fare quella cosa che tutti nella vita ti dicono di non fare ma che invece è molto utile, sempre se indirizzata al bene: pensare.