Che qualcuno paghi…

… per tutti questi morti. Non è un attentato Isis. Non c’entra nulla il terrorismo. Ma da qualche parte un soggetto o più soggetti dicano come mai non sono state fatte opere di consolidamento di tutti gli edifici che il terremoto ha portato via con se.
Non è possibile spendere e spandere da parte degli enti pubblici, in primis il Governo, in progetti faraonici, è proprio il caso di dirlo, che servono solo a fini elettorali quando c’è gente che letteralmente vive sopra delle polveriere sismiche e non viene ne addestrata ne garantita nella propria incolumità.
Per fare un esempio: tutti i soldi stanziati per, Marco Travaglio dixit, drogare il mercato del lavoro non potevano essere sfruttati in opere edili di consolidamento degli immobili e delle strutture pubbliche che adesso sono dei cumuli di macerie? In fondo si trattava di lavoro anche quello. Qualche famiglia la sfamavi. E si faceva qualcosa di utile per il paese.
Invece niente.

Una cosa siamo sempre bravi a farla: stanziare soldi a disastro avvenuto…

Un poco di futilità? Ma…

… si.
Carlo Conti è diventato il direttore artistico di Radio Rai. E ha subito fatto la propria falciata di programmi.
Per quelli che non accettassero la sua nomina, si sappia che lui dalla radio ci viene di formazione. Quindi ha tutti i titoli.
C’è però un ma… cioè il fatto di voler troppo commercializzare la radio pubblica – che pubblica poi non è fino in fondo.
Lo storico programma “610” insieme ad altri programmi di Radio2 sono stati chiusi. Il tutto per far spazio a un modo di fare radio che assomiglia a RTL e RDS, due radio molto in voga nello spettro radiofonico nazionale che assorbono molto pubblico.
Ce la farà Carlo Conti in questo esperimento?

Mi mancheranno le cose del Carso…

Chissà come mai c’è…

… la percezione che Renzi, al pari di altri politici prima di lui, abbia tanto promesso e poi mantenuto in cifre percentuali molto basse.
E poi: sarà una coincidenza che il debito pubblico è aumentato mentre Renzi è in vita politica alla Presidenza del Consiglio? Magari passa molto sottotraccia, ma attualmente il debito pubblico è di più di 2240 e rotti miliardi di euro. E in base a quanto riporta questo sito di informazione a inizio 2016 era poco sotto i 2180 miliardi di euro. Aumento fisiologico o voluto?
Comunque alla fine chi ci rimette è il cittadino. E la cosa più grave è che il cittadino pensa di avere dei benefici dall’azione di governo. Mentre alla fine deve cavarsi il sangue per pagare.
E Renzi questo dovrebbe meditarlo bene. Perché forse lui soffre di quella sensazione umana per cui tu sei potente e tutto il potere ti è dovuto. Lui potrebbe fare qualcosa di buono per questo paese. Ma la prima cosa da mettere in atto è una adeguata pulizia di tutto quello che lui sa essere marcio all’interno del suo governo. E dalla più assoluta pulizia piantare le fondamenta di un vero, più che nuovo, agire da capo di governo. Bisogna parlarsi chiaro: mettere qualcun’altro al posto di Renzi e sfruttare la pax novità solo per avere una bella sensazione in corpo e mente toglierebbe i problemi da dove stanno ben comodi e radicati?

Renzi ha tutto da guadagnare a fare bene il suo lavoro. Magari lasciarglielo fare non sarebbe sbagliato…

Ringraziando la CISL…

… per il quadro fornito in rete – e che si può trovare su questo link – non si può non partire dal fatto che pur trattandosi di una manovra legata ad una strettissima cerchia di persone sono sempre soldi che partono dal debito pubblico e finiscono nelle tasche degli italiani.
Siccome sono un italiano anche io, potrei starmene zitto e, se riscontrata la possibilità, intascare e ringraziare. Ma sarebbe troppo facile. Perché da soggetto che fa informazione non mi sentirei in pace con me stesso se non dicessi quello che sto per dire.
Innanzitutto, è bene rimarcarlo, si tratta di soldi che vengono dalle casse dello Stato. E da quale cassa potranno mai venire fuori se non giocando contabilmente con la percentuale massima del rapporto deficit/PIL, cioè il debito pubblico italiano? Credo nessun’altra.
Con questo si vuole dire che si tratta di manovra politica simil 80 famosi euro di questa legislatura? No. In questo caso si tratta di un progetto, che ancora legislativamente non è strutturato, per dare assistenza alle persone indigenti – che sono più di quanto si immagini, se si pensa che nella normalità le persone indigenti sono quelle più visibili che chiedono la carità nei modi più diversi, e il resto praticamente non lo si vede ma esiste ed è il resto dell’iceberg.
Questo progetto è una bella cosa. Veramente. E’ senso di attaccamento alla popolazione. La questione a ciò seguente è come la popolazione utilizzerà quei soldi che gli vengono senza aver fatto qualcosa di tangibile per meritarli. La povertà, è inutile negarlo, non è una bella cosa. Ma non sarebbe altrettanto bello se la maggior parte di quelle persone che prenderanno i soldi non faranno altro che sperperarli in lotterie o quant’altro che non è un mezzo di lotta alla povertà.
Cosa sto cercando di dire? Che la gente che percepisce questi soldi dovrebbe avere dei vincoli di spesa, magari tracciabili. In libertà assoluta di spesa non ci sarebbe in nessun modo un servizio alla povertà del paese, con l’aggravante che è tutto a carico dello Stato.
Se qualche politico sta ascoltando questo, faccia in modo di dare obbligatorietà, con libertà di scelta di negozi o altri esercizi, all’utilizzo da parte del cittadino di questi fondi. Perché se no sono in tutto e per tutto soldi buttati. Magari spendibili per dare lavoro e togliere ugualmente della povertà dal paese.

I “Segni di Gusto”…

(vedi video) sono una simpatica invenzione di Chef Rubio (all’Anagrafe Gabriele Rubini scheda Wikipedia), cuoco – con la speranza che questa nomea non lo offenda – che è famoso alle cronache televisive per aver fatto parte del programma “Unti e bisunti” sul canale DMax.
In pratica si tratta di una serie di ricette della cucina italiana in cui il nostro chef dialoga con il pubblico. Ma non un pubblico qualsiasi e non nella lingua italiana corrente: sono ricette per sordomuti in linguaggio dei segni.
Si può non essere riconoscenti per questo progetto? Naturalmente non c’è da credere al fatto che si tratti di una novità, perché allora bisognerebbe gridare allo scandalo di non dare una attenzione culinaria a delle persone che fanno parte della società come tutti gli altri. E come tutti gli altri, già il tg lo possono seguire, hanno il diritto di poter godere della loro ricetta del giorno in televisione.

Chissà se si vedrà mai una rubrica a “La Prova del Cuoco” interamente per sordomuti, non soltanto con i sottotitoli…

Semplicemente una cosa…

… sulla questione della rivolta cinese: sono i lavoratori più odiati dalla popolazione italiana in special modo da quella pratese che si è vista togliere tutto il proprio comparto industriale. Ma la domanda che sorge è una sola: la colpa della loro prosperità è tutta cinese o è anche italiana che non ha saputo attrezzarsi di fronte alla capacità di lavorare di questo popolo?
Detto diversamente per non attirare antipatie che non voglio: come di solito si dice c’è posto per tutti. Ma quel posto nel mondo della produttività ha un costo. E quella spesa non è solo colpa dello Stato con le sue tasse, oltre che con i costi del lavoro dipendente, ma anche di quel gruppo di persone che si possono riassumere sotto il nome di Confindustria. Che non ha saputo attrezzarsi in concerto con il mondo del lavoro al di la del mare e delle Alpi. Della serie: per far costare di meno il prezzo del lavoro si possono fare delle convenzioni con il privato esistente, tra cui da sottolineare per importanza un sistema pensionistico privato per le aziende. E con quello dare delle certezze che altrimenti gravano su di noi tutti paese Italia con il comparto pubblico.
E noi italiani non possiamo accollarci tutto quanto…

Una soluzione si trova sempre. Basta fare quella cosa che tutti nella vita ti dicono di non fare ma che invece è molto utile, sempre se indirizzata al bene: pensare.

In Estate non vuoi…

… sentire parlare di politica, ma al massimo della promozione di una importante compagnia mobile di cellulari che offre ai suoi clienti una giornata di promozione.
Anche se Giannini di Ballarò non sembra essere riconfermato alla guida del programma, non si capisce come mai non alleggerisce il suo talk.
In fondo basterebbe invitare qualche politico di meno e qualche visagista in più…
I visagisti piacciono molto alle massaie, perché le aiutano nella scelta quotidiana del proprio look. E quindi una bella strizzata di occhio a quel pubblico aiuterebbe.
Ma in fondo Giannini si accontenta del suo zoccolo duro di affezionati. E sa perfettamente quello che fa in quanto giornalista di lungo corso.

Cosa mi metto mercoledì prossimo? E soprattutto: guardo Raitre o La7 martedì prossimo sera? Credo che dovrò guardare Raitre visto che Floris è in vacanza. Spero in Giannini…

Il sito di “La Repubblica”…

… oggi è davvero scoppiettante. Da una parte si può vedere che si Raiuno Vespa si mette a litigare con un ospite (Qui il link per vederlo) – anche se si tratta di Brunetta, che è un ospite come tutti ma ha le sue lievi intemperanze – e su La7 Monti viene trattato poco educatamente nello ‘Speciale TG La7’ di Enrico Mentana (Questo il link per vedere il video).
La questione che si pone è di pochissima importanza, perché adesso il vecchio continente in cui noi siamo inseriti ha ben altri problemi molto più gravi della televisione italiana e le sue scintille. Servirebbero alte competenze di finanza e di economia interna per fare un commento ragionato sulla Brexit. Si può al massimo dire che gli inglesi sono un esempio di alta politica, per il semplice motivo di aver visto le dimissioni del premier inglese dopo la sua chiara adesione al no della Brexit: in Italia questo succederebbe? E in ultima battuta si spera che la transazione da collegato a scollegato del Regno Unito non abbia delle conseguenze di tipo, se cosi si può chiamarlo, razziale.
Solo una affermazione: nei talk show italiani a mia memoria – e sarebbe gradita una smentita da parte di voi lettori se avete testimonianza di materiale litigareccio – non si vedeva litigare così furiosamente da tanto tempo. Forse nell’era Berlusconi si vedevano certe cose. Al massimo nel passato recente, ma non troppo recente…
Con la galoppante inflazione degli ascolti di talk show questa può essere una leggera scossa. Perché se si attira gente con la speranza che perfino il più pacifico dei conduttori come Bruno Vespa possa dare in escandescenza il talk tiene la gente incollata al video.
Ma non solo: basta anche qualche problema di regia per dare al pubblico qualcosa di cui twittare con gli amici e principalmente in pubblico. Fare un annuncio in tal senso a tutti i padroni di casa di talk show? Forse, ma certamente senza lasciar andare la corretta conduzione di un salotto.

E’ stato bello diverse settimane fa vedere Costanzo su Rete 4 che minacciava la produzione del suo talk perché non abbassava l’aria condizionata…
E come lo applaudiva il suo pubblico quando ha fatto in diretta l’annuncio!

Apprendo con stupore…

… ma in senso positivo che alla Rai stanno tornando dei cavalli di razza del calibro di Lerner e Ferrara.
In effetti più che per la corsa sono più adatti al carrozzino del centro storico, ma si può forse negare che anche loro sono un pezzo del servizio pubblico? Si può forse dire che loro non sono capaci di fare la loro parte per la guerra degli ascolti?
Certo. A patto che non si riproponga la minestra riscaldata del talk show, dove La 7 fa e farebbe da padrone.
Da parte di Campo dall’Orto, un validissimo soggetto dell’establishment informativo del paese – e non lo dico per arruffianamento, perché basta aver visto la sua conduzione del canale MTV per capire che si tratta di qualcuno che ne capisce – ci si sarebbe aspettata una maggiore valorizzazione delle nuove leve tra le migliaia di giornalisti professionisti e non che camminano per i corridoi della Rai. Però magari è una cosa graduale, perché prima di tutto, malgrado per gli spettatori, ci sono gli ascolti. E i personaggi segnalati sui giornali online sono una abbondante e sufficientemente potente calamita per il pubblico. Poi ci sono le nuove generazioni, anche se non si capisce quando mai potranno saltare fuori…

Chissà se si potrà mai vedere un Paolo Celata su Raidue o qualche bel colpo dalle reti private a vantaggio dei palinsesti da settembre in poi…

E’ stato un confronto…

… interessante quello che Lucia Annunziata ha tenuto oggi pomeriggio a “In 1/2h”, che per l’occasione si è trasformato in “In 1 e 1/2h”. Infatti la direttrice dell’Huffington Post Italia e giornalista di Raitre, oltre che ex dirigente della Rai, ha ospitato mezz’ora ciascuno i tre punti elettorali maggiori dei ballottaggi alle Comunali 2016: nell’ordine Torino, Roma e Milano.
Senza entrare troppo nei particolarismi e nelle specificità elettorali, dato che chi fa troppa influenza poi si trova sotto casa la gente arrabbiata per aver sciolto la lingua più del dovuto – in questo caso battuto un tasto di troppo, il confronto lo si potrebbe chiamare la versione de noantri.
Ma non per la Annunziata che non sa fare il suo lavoro. Il motivo di questa affermazione si basa da una parte sulla collocazione delle maggiori reti generaliste, tanto di canale quanto di orario visto che dalle due alle quattro la gente se ne sta sul mare o a scalare pareti rocciose. Quanto sul fatto che già Sky ha ospitato un confronto simile. E la Rai volente o nolente è un collega un poco più povero della grande tv satellitare, ma comunque poteva esserci una collocazione più adeguata allo spirito delle reti generaliste, cioè quello che si chiama o si dovrebbe chiamare servizio pubblico, rivolte alla maggior parte del pubblico italiano.
Una battaglia su tre delle maggiori città italiane magari non avrebbe fatto i botti di ascolto di Sanremo o di altri show da Raiuno, ma davanti al televisore un poco di gente l’avrà certamente radunata. Cosi poca, secondo le valutazioni della Rai, da non meritare un collocamento in punti di maggiore visibilità, domenica o non domenica?
Chi vi sta scrivendo ha scoperto casualmente i tre confronti in serie accendendo il televisore. E non mette in dubbio che la pubblicità in orari e momenti diversificati ci sia stata. Ma perché allora la Rai deve fare delle figure così meschine quando si tratta di attirare gente davanti al televisore?