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Renzi ha detto sul terremoto: via le tende entro un mese.
E il circo mediatico?

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A Matteo Renzi è stato…

… consigliato di lasciar stare il referendum. Lo ha affermato il Premio Nobel Stiglitz in un appello al premier italiano, che il referendum potrebbe essere pericoloso oltreconfine italiano.
E adesso tutto sta nel vedere cosa accetterà di fare Matteo Renzi stesso: desistere da quella che in tutto e per tutto sembra essere una prova muscolare molto ardita, oppure continuare e non ascoltare le cosiddette sirene di allarme.
D’accordo, ma in tutti e due i casi non c’è ancora quella chiarezza da parte del governo sulla realtà del referendum. Manca l’informazione più spicciola e martellante per dire alle gente se o meno votare sentendo il tema del referendum.

Non ho ancora trovato la scheda elettorale. Andrò a farla nuova se vado a votare…

E’ molto difficile scrivere…

… quando non succede qualcosa. Ma si può fare un tentativo. Magari gettando le fondamenta di una agenda del prossimo autunno.
Non si può che partire dal fatto che ci sarà il referendum sconosciuto. Cioè quello che si sa si voterà, ma che pochi conoscono nel loro contenuto. E voglio giocare anche io a fare l’ignorante, per essere il più possibile vicino a voi lettori.
L’unica cosa che si sapeva prima dell’estate è che Matteo Renzi ci si sta giocando la faccia. Solo questo. Per il resto, del fulcro della cosa su cui si è richiamati in quanto cittadini a dire la propria si sa pochissimo, in quanto la situazione è appannaggio alla personalità giocata del premier italiano.
Si può forse non dire che sarebbe il caso di avere debita informazione su tutto quanto? Magari i giornali, per chi li legge, questo “sporco” lavoro lo hanno fatto. Ma per il resto si pasce nella beatitudine della vacanziarietà della gente, giornalisti compresi.
Strumentalizzazione di Renzi? Meglio essere cauti nel fare accuse, perché potrebbe essere lui il primo che potrebbe dire alla gente che vorrebbe votare il referendum di cosa tratta lo stesso…

La tessera elettorale l’ho preparata?

Chissà come mai c’è…

… la percezione che Renzi, al pari di altri politici prima di lui, abbia tanto promesso e poi mantenuto in cifre percentuali molto basse.
E poi: sarà una coincidenza che il debito pubblico è aumentato mentre Renzi è in vita politica alla Presidenza del Consiglio? Magari passa molto sottotraccia, ma attualmente il debito pubblico è di più di 2240 e rotti miliardi di euro. E in base a quanto riporta questo sito di informazione a inizio 2016 era poco sotto i 2180 miliardi di euro. Aumento fisiologico o voluto?
Comunque alla fine chi ci rimette è il cittadino. E la cosa più grave è che il cittadino pensa di avere dei benefici dall’azione di governo. Mentre alla fine deve cavarsi il sangue per pagare.
E Renzi questo dovrebbe meditarlo bene. Perché forse lui soffre di quella sensazione umana per cui tu sei potente e tutto il potere ti è dovuto. Lui potrebbe fare qualcosa di buono per questo paese. Ma la prima cosa da mettere in atto è una adeguata pulizia di tutto quello che lui sa essere marcio all’interno del suo governo. E dalla più assoluta pulizia piantare le fondamenta di un vero, più che nuovo, agire da capo di governo. Bisogna parlarsi chiaro: mettere qualcun’altro al posto di Renzi e sfruttare la pax novità solo per avere una bella sensazione in corpo e mente toglierebbe i problemi da dove stanno ben comodi e radicati?

Renzi ha tutto da guadagnare a fare bene il suo lavoro. Magari lasciarglielo fare non sarebbe sbagliato…

E’ un po’ sparare sulla…

… croce rossa, ma in senso negativo, fare del commento sul voto dei ballottaggi di ieri. Perché lo fanno tutti.
Ma ci si può provare…
Innanzitutto non si può prescindere dalla vittoria-sconfitta del voto di Roma. Perché da una parte Renzi ha perso, e che perdita, con il suo candidato Giachetti. Ma dall’altra ha vinto, perché adesso il lavoro sporco se lo beccano tutto il M5S e i suoi chiamiamoli ‘soci’.
Lo si può dire meglio: se da una parte Renzi deve assorbire un duro, forse troppo duro, colpo alla sua leadership politica con la sconfitta del suo candidato, oltre a tutte le altre sconfitte, dall’altra può tranquillamente dormire su due guanciali. Perché la gatta da pelare maggiore, anzi le gatte di Torino con la TAV e di Roma con Mafia Capitale e con i vari dissesti, senza dimenticare che dopo Ignazio Marino c’è stato un commissariamento, adesso se le prende il gruppo degli uomini che rispondono al grido di ‘onestà’.
E bisogna vedere se saranno abbastanza integri da sopportare i venti incrociati che soffiano implacabili all’interno di quei campi di gioco.
Si può certamente dover prendere dei tranquillanti, perché i sindaci vincenti potrebbero fare quello che altri sindaci non avrebbero potuto fare dato che tutti abbiamo una famiglia da sfamare e certe scelte magari ci pensi due volte prima di farle. Quindi viene difficile pensare che la spinta vitale di un sindaco sia eterna. Viene difficile non avere un certo grado di stizza nel sentire le parole altisonanti di rinnovamento e di cambiamento in realtà politiche dove esiste l’effetto gattopardo, dove tutto cambia perché nulla cambi.
Per il resto, come ha detto Mentana stamattina su RDS, la destra ha perso se stessa nel suo terreno di gioco maggiore, cioè il nord.
Si sta assistendo alla riorganizzazione della destra, cioè si vuole far vedere alla propria gente come è meglio essere di destra quando la sinistra sul campo non fa altro che cavolate?

A parte tutto, la speranza è che in qualcosa, anche se non tutto, riescano, questi nuovi sindaci targati M5S.
E che riescano a dare a chi viene dopo di noi, che è il soggetto più importante, un sistema e un mondo migliore.
In bocca al lupo, perché voi 5 Stelle ne avete bisogno.
Tanto…