E dopo il disastro arriva…

… l’inchiesta. Perché adesso la cosa importante, come già sottolineato a chiare lettere su queste pagine, è trovare i responsabili di tutto il dramma del terremoto del 24 agosto.
Dalle prime notizie sembrerebbe che non siano stati fatti quelli che servivano, cioè degli adeguamenti sismici, ma solo delle migliorie, cioè una cosa di impatto minore e quindi in se e per se poco utile ad una corretta prevenzione.
Del terremoto in se non si può che imputare la responsabilità a Madre Natura. Per tutti gli altri danni qualcuno dovrà pur avere la colpa. Perché le case e tutti gli stabili crollati non sono spuntati dall’oggi al domani come i funghi nel prato umido. Sono stati progettati e costruiti dagli uomini. E gli uomini dovevano sapere come trasformare una casa a rischio in una casa sicura.


Meglio costituirsi, date retta…

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Non vorrei scrivere…

… il suo nome direttamente nel titolo di questo post, per rispetto e stima. E quindi annacquo la scrittura e lo metto un pochino più in basso…
C’è una star di quelle a 360°, tanto televisivamente quanto mediaticamente quanto internettianamente, che si è messa a dare la sua versione dei fatti. In un certo senso remando contro quello che è il suo ambiente di riferimento, cioè il mondo dello spettacolo. E ha detto semplicemente una parola, per riassumere al massimo: attenzione.
Lui, perché si tratta di un uomo, dice di aver ricevuto diversi inviti a manifestazioni per beneficenza pro terremotati del centro Italia. Ma sapendo più o meno come funzionano certe macchine dello spettacolo non se l’è sentita di avallare la cosa e farsi trasportare. E ha preferito dire chiaramente che piuttosto di mettersi di fronte ad un palco e dire di donare a terze persone indirette, meglio donare con il numero unico che sta girando per tutte le televisioni e le radio e i siti internet: 45500.
Oppure fare beneficenza privatamente, come meglio è nelle singole possibilità.
Di chi sto parlando? Del grande Fiorello. Che in un video sul sito di Repubblica e di tanti altri giornali online ha detto tutta la sua. Ascoltatelo anche voi…

IL VIDEO

E’ molto difficile scrivere…

… quando non succede qualcosa. Ma si può fare un tentativo. Magari gettando le fondamenta di una agenda del prossimo autunno.
Non si può che partire dal fatto che ci sarà il referendum sconosciuto. Cioè quello che si sa si voterà, ma che pochi conoscono nel loro contenuto. E voglio giocare anche io a fare l’ignorante, per essere il più possibile vicino a voi lettori.
L’unica cosa che si sapeva prima dell’estate è che Matteo Renzi ci si sta giocando la faccia. Solo questo. Per il resto, del fulcro della cosa su cui si è richiamati in quanto cittadini a dire la propria si sa pochissimo, in quanto la situazione è appannaggio alla personalità giocata del premier italiano.
Si può forse non dire che sarebbe il caso di avere debita informazione su tutto quanto? Magari i giornali, per chi li legge, questo “sporco” lavoro lo hanno fatto. Ma per il resto si pasce nella beatitudine della vacanziarietà della gente, giornalisti compresi.
Strumentalizzazione di Renzi? Meglio essere cauti nel fare accuse, perché potrebbe essere lui il primo che potrebbe dire alla gente che vorrebbe votare il referendum di cosa tratta lo stesso…

La tessera elettorale l’ho preparata?

Già si sentono le prime…

… avvisaglie per cui l’Islam, con la “i” maiuscola, non ne vuole sapere dei “fratelli”, se così si possono chiamare, che hanno insanguinato le strade e le città della Francia e del resto del mondo.
Meno male?
Più che altro questo fatto, oltre al segno di rispetto di essere in chiesa per domenica, spiega che l’Islam è una religione come tutte le altre. Nel senso che non ha manie di grandezza come vogliono far credere sparuti e sparute minoranze.
L’Islam si difende benissimo da solo. Ma c’è una cosa da sottolineare: non siamo davanti a della gente che vuole conquistare il predominio ammazzando delle persone. Ma fisiologicamente convincendo. Come fanno tutti…
Non ne ho notizia certa, ma perfino i cristiani di cui io faccio parte svolgono il loro abbondante lavoro di ricerca di conversioni e di vocazioni. Fa parte del “gioco”.
Se ci fosse anche solo un musulmano in chiesa domenica, questo sarebbe il segno che si gioca tutti alla pari. Che c’è rispetto reciproco. E che ciascuno vuole solo la propria prosperità senza che l’altro, indispensabile per capire la propria appartenenza, posso averne più danno del consentito e del sopportabile.

Da cristiano dico:

احترام

(rispetto)

In America succede che…

… si sta scegliendo il nuovo presidente degli Stati Uniti. E i due principali partiti, quello repubblicano e quello democratico, stanno cercando, in alcuni casi avendolo trovato, il proprio candidato unico.
Per i democratici sembrerebbe esserci Hillary Clinton. Per i repubblicani Donald Trump.
La sfida adesso, prima delle elezioni, è vedere chi accontenterà di più l’elettorato. Non convincendolo, ma dicendo quello, come deve essere, che vuole sentirsi dire.
In questo Trump è davvero un genio, perché se nel paese c’è caos con le stragi e con la questione delle persone di colore, via libera alle armi. E soprattutto via libera alla più assoluta soddisfazione della pancia degli elettori, che nella quasi totalità dei casi è ciò che conta davvero – e noi italiani nella storia recente ne sappiamo qualcosa.
C’è poi un’altra cosa da non sottovalutare: le capacità marketinghiane di Trump. Perché da uomo di commercio sa quello che una persona vuole per sentirsi appartenente ad un gruppo, ad un insieme di soggetti. Anche se nella materialità della vita significa unicamente una maglietta o un cappellino con la scritta giusta o con il simbolo giusto: la solitudine diffusa di una persona può fare da appiglio alla convinzione di essere per un candidato, per un soggetto.
Tutto sarà capire come Hillary Clinton, con l’aggravante di essere una donna e in questo caso la prima donna a sedere nella Casa Bianca, controbatterà alla quasi smisurata potenza di cui Trump dispone. E a ben vedere non è una guerra persa in partenza, perché basta colpire al giusto target di opinion leader o fare occupazione regolare delle adeguate casematte del potere e Trump può colpire alla pancia della gente quanto vuole ma alla fine quello che otterrà sarà soltanto una epidemia di indigestioni. Per non parlare delle ulcere allo stomaco e degli attacchi di stitichezza…

Piccolo particolare: ce la faranno i due candidati fra le tante cose ad andare a far votare la gente?

Bisogna stare molto…

… attenti stavolta: non si sa se il camion di Nizza sia terrorismo o altro.
E l’attenzione parte soprattutto da quelli che chiamo colleghi ma che in realtà sono i veri professionisti dell’informazione (non di certo io…): c’è inequivocabilmente la volontà di fare bene il proprio lavoro, ma una virgola di troppo nell’ignaro spettatore può fare da scintilla nella pozzanghera di benzina della paura di un altro attentato terrorista.
Non c’è intenzione alcuna di dire che non viene fatto bene il proprio lavoro, ma solo un indirizzo alla più assoluta prudenza…

Sarebbe bello essere nella testa dell’attentatore e sapere se questa STR****TA del camion e della pistola che spara da dentro la guida fosse solo una psicosi da curare o solo un tentativo di far più paura in una popolazione, quella francese, che tanto tranquilla nel proprio animo non deve essere, dopo tutti gli attentati…

Ci sarebbe da parlare…

… del disastro ferroviario di cui tutti, tra ieri quando è successo e oggi, parlano. Ma le cose a dire sarebbero sempre le stesse. Tra cui nell’ordine: ritardi sui lavori di manutenzione, scandalo su metodi obsoleti di comunicazione, società private con mancanza di controlli altrove esistenti, eccetera.
La cosa che a parere di chi sta scrivendo questo preme dire maggiormente è che, come è successo per Crevalcore e per Viareggio, ci si dimentica subito di quello che succede. Nel senso: la vita va indubbiamente avanti, ma chissà come mai non imparando mai la lezione.
Nel mondo di disastri ferroviari ne succedono sicuramente, anche se ne si sa poco. E i media hanno il loro bel daffare per farlo sapere alla gente. Ciò che invece non si sa mai è che le società controllanti di un determinato servizio hanno terminato di fare i loro investimenti interni. Cioè hanno fatto quello che andava fatto per dare sicurezza alla gente che usufruisce dei loro servizi, prendendo spunto da quei disastri nel mondo per migliorarsi.
Perché alla base di tutto c’è sempre la gente. Che vuole sicurezza sui propri trasporti, e non il dover piangere lacrime davanti ad una carcassa di un vagone del treno o di una macchina coinvolta in un incidente per la strada. Per intendersi: vuole sicurezza in generale, trasporti o non trasporti.
Solo la gente è il vero giudice di tutto. Ed è a loro che chi di dovere dovrebbe chiedere scusa per non aver adoperato solerzia nel proprio impiego.