Già si sentono le prime…

… avvisaglie per cui l’Islam, con la “i” maiuscola, non ne vuole sapere dei “fratelli”, se così si possono chiamare, che hanno insanguinato le strade e le città della Francia e del resto del mondo.
Meno male?
Più che altro questo fatto, oltre al segno di rispetto di essere in chiesa per domenica, spiega che l’Islam è una religione come tutte le altre. Nel senso che non ha manie di grandezza come vogliono far credere sparuti e sparute minoranze.
L’Islam si difende benissimo da solo. Ma c’è una cosa da sottolineare: non siamo davanti a della gente che vuole conquistare il predominio ammazzando delle persone. Ma fisiologicamente convincendo. Come fanno tutti…
Non ne ho notizia certa, ma perfino i cristiani di cui io faccio parte svolgono il loro abbondante lavoro di ricerca di conversioni e di vocazioni. Fa parte del “gioco”.
Se ci fosse anche solo un musulmano in chiesa domenica, questo sarebbe il segno che si gioca tutti alla pari. Che c’è rispetto reciproco. E che ciascuno vuole solo la propria prosperità senza che l’altro, indispensabile per capire la propria appartenenza, posso averne più danno del consentito e del sopportabile.

Da cristiano dico:

احترام

(rispetto)

I “Segni di Gusto”…

(vedi video) sono una simpatica invenzione di Chef Rubio (all’Anagrafe Gabriele Rubini scheda Wikipedia), cuoco – con la speranza che questa nomea non lo offenda – che è famoso alle cronache televisive per aver fatto parte del programma “Unti e bisunti” sul canale DMax.
In pratica si tratta di una serie di ricette della cucina italiana in cui il nostro chef dialoga con il pubblico. Ma non un pubblico qualsiasi e non nella lingua italiana corrente: sono ricette per sordomuti in linguaggio dei segni.
Si può non essere riconoscenti per questo progetto? Naturalmente non c’è da credere al fatto che si tratti di una novità, perché allora bisognerebbe gridare allo scandalo di non dare una attenzione culinaria a delle persone che fanno parte della società come tutti gli altri. E come tutti gli altri, già il tg lo possono seguire, hanno il diritto di poter godere della loro ricetta del giorno in televisione.

Chissà se si vedrà mai una rubrica a “La Prova del Cuoco” interamente per sordomuti, non soltanto con i sottotitoli…

E’ una verità assoluta…

… che nella vita tutti sono utili ma nessuno è indispensabile.
Dopo qualche giorno dal referendum britannico si ha la sensazione che oramai i giochi siano fatti. E la Gran Bretagna sia solo un qualcosa di estraneo, di concorrente.
L’Europa di certo rimpiange la presenza-assenza del collega oltre Manica. Ma come in tutte le cose bisogna andare avanti. E sotto questo versante non è del tutto senza fondamenta la richiesta di non accogliere una partnership con l’ex membro indipendente dell’Europa.
Piange lievemente il cuore a dover dire addio, ma è inevitabile.
La questione adesso è cosa ne sarà del resto di Europa. E in questo caso saltano fuori tutte le forze politiche indipendentiste che rivorrebbero battere moneta e controllare autonomamente i confini. Naturalmente non entro nella accettabilità o meno di questo pensiero, visto che esiste una libertà di espressione. Ma la domanda è una: si vuole davvero pensare che il Regno Unito possa essere esempio di prosperità fuori dall’area Euro? Nel senso: un altro paese meno esteso ce la farebbe a stare e camminare sulle proprie gambe?
Ritornando all’Europa, come già detto su queste pagine sarà necessario rimboccarsi le maniche, dal più piccolo comune fino al maggiore degli stati – cioè la Germania. E sotto sotto il riuscire a sopravvivere scansando tutta quella gente che non pensa al futuro del proprio paese ma alla comodità della routine del passato, fatta di una moneta propria, e nel caso dell’Italia con pesanti colpi di svalutazione per rendere il mercato competitivo, e di un destino autonomo potrebbe essere segno di una maturità altrimenti trovabile negli Stati Uniti. E cioè una cosa che accresce enormemente la stima esterna.
Si può anche uscire facendo una scelta di campo. Però alla fine non sarebbe molto bello provare la ‘miseria’ dell’isolazionismo e tornare piangenti a Bruxelles per chiedere di ritornare al tavolo delle trattative. Credo che in questo momento la Gran Bretagna stia ancora nella ‘droga’ Euro. Finita quella, benvenuta realtà.

Io mi chiedo dove li troveremmo noi italiani i metalli e le logistiche per ritornare ad essere il paese della lira…