E’ un po’ sparare sulla…

… croce rossa, ma in senso negativo, fare del commento sul voto dei ballottaggi di ieri. Perché lo fanno tutti.
Ma ci si può provare…
Innanzitutto non si può prescindere dalla vittoria-sconfitta del voto di Roma. Perché da una parte Renzi ha perso, e che perdita, con il suo candidato Giachetti. Ma dall’altra ha vinto, perché adesso il lavoro sporco se lo beccano tutto il M5S e i suoi chiamiamoli ‘soci’.
Lo si può dire meglio: se da una parte Renzi deve assorbire un duro, forse troppo duro, colpo alla sua leadership politica con la sconfitta del suo candidato, oltre a tutte le altre sconfitte, dall’altra può tranquillamente dormire su due guanciali. Perché la gatta da pelare maggiore, anzi le gatte di Torino con la TAV e di Roma con Mafia Capitale e con i vari dissesti, senza dimenticare che dopo Ignazio Marino c’è stato un commissariamento, adesso se le prende il gruppo degli uomini che rispondono al grido di ‘onestà’.
E bisogna vedere se saranno abbastanza integri da sopportare i venti incrociati che soffiano implacabili all’interno di quei campi di gioco.
Si può certamente dover prendere dei tranquillanti, perché i sindaci vincenti potrebbero fare quello che altri sindaci non avrebbero potuto fare dato che tutti abbiamo una famiglia da sfamare e certe scelte magari ci pensi due volte prima di farle. Quindi viene difficile pensare che la spinta vitale di un sindaco sia eterna. Viene difficile non avere un certo grado di stizza nel sentire le parole altisonanti di rinnovamento e di cambiamento in realtà politiche dove esiste l’effetto gattopardo, dove tutto cambia perché nulla cambi.
Per il resto, come ha detto Mentana stamattina su RDS, la destra ha perso se stessa nel suo terreno di gioco maggiore, cioè il nord.
Si sta assistendo alla riorganizzazione della destra, cioè si vuole far vedere alla propria gente come è meglio essere di destra quando la sinistra sul campo non fa altro che cavolate?

A parte tutto, la speranza è che in qualcosa, anche se non tutto, riescano, questi nuovi sindaci targati M5S.
E che riescano a dare a chi viene dopo di noi, che è il soggetto più importante, un sistema e un mondo migliore.
In bocca al lupo, perché voi 5 Stelle ne avete bisogno.
Tanto…

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Si parte dalla domanda…

… di oggi. La domanda di oggi…
E poi non si può evitare di dire che essendoci il ballottaggio un candidato vince solo dopo che, passate le due settimane in cui ci si deve spremere per convincere tutto l’elettorato, si vince la seconda volta.
Non tutti possono accedere al ballottaggio, cioè solo i due con il più alto risultato di votazione.
E tutti gli altri? Sono quelli che possono dire, più o meno, che hanno raggiunto un risultato magari non nella totalità ma nel proprio piccolo. Per esempio Giorgia Meloni, supportata da Salvini, ha fatto un risultato davvero ragguardevole. Il tutto a dire tre considerazioni:

  1. la destra italiana ha perso la possibilità di essere nella capitale perché fin dall’inizio non ha saputo essere compatta e dare al proprio elettorato una direzione e un uomo, o una donna come in questo caso, da votare – anche se ha avuto successo a Milano ma si tratta della battaglia rispetto alla guerra;
  2. La sinistra non può dire di aver vinto, pur avendo dato ai ballottaggi i propri candidati, perché adesso deve fare la cosa più faticosa possibile: convincere chi ha votato altro rispetto a lei che lei è la migliore scelta – e questo è davvero un vero e proprio “lavoro”;
  3. Il Movimento 5 Stelle ha si la capitale, ma se si doveva trattare di una guerra contro la politica italiana la guerra è assolutamente persa visto che la primazia la si conta nello spicciolame dei piccoli comuni, e quindi non c’è stata capacità di convincere fino nel profondo la popolazione italiana (praticamente ci si è radunati tra i propri).

Si spera che non ci sia scontatezza nei ballottaggi. Cioè: largo al sensazionalismo!