Quando si dice “crisi”…

… si dicono tante cose. Innanzitutto si parla di un tempo e di uno spazio molto particolare. Che è quello che si vede ogni giorno intorno a noi. Il raspare dentro i cassonetti è uno degli elementi. Ma non bisogna dimenticare quello che si può vedere anche nelle situazioni più “benestanti”, dove la gente adopera denaro come se fosse un pacchetto di kleenex.
La giustizia sta nella metà? Più che altro non si ravvisa un senso civico, un senso comune delle cose che eviterebbe di creare certe situazioni. Beninteso: ognuno dei soldi può farne quello che vuole, ma se ci fosse pensiero anche per persone che con quei soldi potrebbero fare davvero qualcosa di importante, magari tanta leggerezza non ci sarebbe. E una certa povertà grave potrebbe essere affievolita.
Bastano gesti semplici, minimi. Principalmente privati. E per il paese le cose andrebbero diversamente, se non meglio…

Il socialismo in questo testo è lontano anni luce. Come il comunismo…

Ho già detto che l’Isis…

… è benvenuto se vuole dimostrare di essere un sistema di governo, e sottolineo di governo, migliore di tanti altri. Ma forse c’è stato un fraintendimento, vedendo tutti gli attentati che stanno capitando – e che si spera finiscano il prima possibile: fare dei morti e dei feriti non è prova di essere un buon governante. Ma solo uno dei tanti che non sa fare altro che ammazzare della gente per mano di soggetti a cui molto probabilmente, agevolati da favorevoli condizioni mentali, è stato fatto un completo lavaggio del cervello.
In questo momento dovrei sentire il coro, e seguirlo bene inteso, di tutti quelli che vogliono solo tonnellate e tonnellate di bombe sullo Stato islamico, a casa loro. Però chissà come mai c’è la fiducia di trovare delle orecchie aperte che capiscano di doverla smettere con attentati e quant’altro.
Solo qualcuno che non ha fatto i suoi debiti conti può sperare di combattere una guerra aspettando che l’Europa o l’America o qualsivoglia paese “inizino le danze”. Solamente un comandante con molti soldati al suo seguito sparsi per tutti i continenti, incapace di fare una guerra sui fatti e non sul sangue a volte totalmente innocente, può mettere in atto quello che sta dimostrando.

Sempre più ci si avvicina ad un punto di non ritorno. E sempre più si potrebbe dimostrare del sale in zucca e piantarla con degli attentati capaci solamente di rinsaldare le fila della gente innocente a cui capitano.
A fare quello che stanno facendo, gli jihadisti non fanno il loro vantaggio, ma solamente la firma per una condanna a morte. Le potenze democratiche non giocheranno in difesa in eterno. Prima o poi tutti, compreso chi vi sta scrivendo, saranno favorevoli, chi più chi meno e loro malgrado, a radere al suolo tutto quanto. A fare piazza pulita dell’Isis e di tutto quello che esso ha creato. E magari non sarebbe necessario, se gli jihadisti dimostrassero quello che dovrebbero nel più benefico e fruttifero senso della questione.
Se l’Isis vuole sopravvivere – e può farlo visto che ad un paese che non rompe le scatole a nessuno dello spazio glielo si può dare – la deve finire di fare quello che sta facendo. Deve iniziare a dare prova di essere non un sanguinario tagliagole di innocenti, ma un governante come tutti gli altri, capace di sedersi ad un tavolo e a discutere i problemi propri e altrui.
A fare l’assassino sono bravi tutti: basta un’arma ed una vittima. A fare il governante servono tante qualità, che potrebbero essere apprezzate e valorizzate da tutto il mondo: basta solo metterle in atto…