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Oro al Brasile con i rigori.
C’era la moviola in campo?

Non si può evitare di…

… parlare di Olimpiadi. Anche se la domanda di oggi è contraria ad un qualsivoglia discorso sulle stesse.
Facciamo così: vi dico la mia opinione.
Le Olimpiadi sono indubbiamente un grande traguardo per uno sportivo. Ma a parere personale si è arrivati ad un carrozzone tale che ci sarebbe bisogno di dare una dovuta ridimensionata al tutto.
Fare un poco come si è fatto per gli Europei di calcio passati: tutto al riutilizzo.
Mi sto accaparrando le ire del comparto dell’edilizia, ma a tutto c’è un limite: non si può continuare a sperare che ci sia un paese più ricco, e bisogna sottolineare più salubre ecologicamente parlando, degli altri che organizzi i giochi. O se ci deve essere, va vincolato ad una quota di riutilizzo delle proprie strutture esistenti più di quanto esista al momento.

Una sorta di eco-giochi olimpici…

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Tanto terrorismo nel mondo.
Il calcio può aiutare?
Sinceramente non ho una risposta…

L’affermazione di oggi…

Un balletto di troppo ci ha fatto perdere un match di calcio per tutta la nazione.

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Anche stavolta l’Italia perde  nel calcio…
Provare ad eccellere in qualcos’altro?

Siamo passati agli ottavi…

… del campionato Europeo.
Adesso vincere diventa la prerogativa massima. Non si può più sbagliare.
Rimane il fatto che questo torneo, più di altri, è maledetto. Ma adesso la cosa importante è dimostrare che lo sport è l’arma contro tutte le guerre. Che è meglio contendersi la situazione su un campo con delle regole certe e con un meccanismo di gioco che non ammette obiezioni.
Dispiace dirlo ma a scanso di altri attacchi da scongiurare – e bisogna ringraziare l’intelligence in generale con la sua azione repressiva e bonificatrice – l’Isis non ha vinto. Perché molto probabilmente tra i suoi propositi c’era quello di far saltare in aria, più o meno letteralmente, tutto l’Europeo quale simbolo della pace sportiva di tutti i paesi della Unione.
I giocatori hanno continuato e stanno continuando a giocare in nome dello sport. E del fatto che più si crea paura nell’uomo più si da a sua insaputa a quell’uomo la possibilità di mostrare che quella paura lo fa crescere, lo fa migliorare.
Si dovrebbe dare il Nobel per la pace al calcio perché in un momento tanto delicato non ci si è arresi di fronte alle minacce di quel terrorismo chiamato Isis. Si è combattuto e si combatte a colpi di intelligence e di polizia per garantire alle gente comune fuori gli stadi, e anche dentro gli stadi, il godimento di una occasione sportiva che per alcuni è solo una notizia da trattare come tante altre, mentre per molti è il coronamento della propria passione. E per questi ultimi non si può che avere il massimo rispetto.

Per gli altri pure?

Sinceramente non so…

… cosa scrivere.
L’Europeo è talmente capillare che si dovrebbe parlare di quello. Ma non credo sia la cosa migliore. C’è già una abbondante produzione giornalistica.
Si potrebbe parlare della Brexit, o di un’altra votazione in corso in Italia, le comunali. Ma forse in questo momento si darebbe troppa influenza. E soprattutto, se non mi sbaglio, siamo per lo meno per le comunali in Par Condicio. Per la Brexit dubito possano sentirmi fino nel Regno Unito.
Magari si può sguazzare nella cronaca giudiziaria. Ma è un poco come mettersi contro un gigante, o i giganti, visto che esiste una fiorente – buon per loro – produzione televisiva e giornalistica a riguardo.
L’unica cosa è parlare del tempo, visto che è l’argomento prediletto da quelli che non hanno nulla da dire…

Domani è un altro giorno, come diceva Rossella O’Hara in “Via col vento”.
Oggi non si può far diverso: qualcosa di cui parlare ci sarà.

La domanda di oggi…

Cosa sta succedendo nel mondo e in Italia a parte l’Europeo di calcio?

E’ un fatto importante…

… quello dei trenta e passa feriti in Francia per l’Europeo di calcio. Ma in Italia in questo momento noi italiani abbiamo un problema molto grosso, che riguarda in particolar modo il Sud: il troppo caldo.
Mentre in Nord suo malgrado si differenza per l’essere sotto la pioggia, con la paura che i fiumi in particolar modo il Po possano esondare, il Sud Italia si trova attanagliato in una morsa di caldo, che in un certo qual modo ricorda la bolla sahariana che colpì il paese per tutta l’estate e oltre diversi anni fa.
La cosa che è giusto sottolineare è il dover distinguere tra ciò che crea madre natura da ciò che crea l’uomo nelle zone con il problema del caldo. Non si può lasciare da parte che ci sono i cosiddetti piromani, i quali approfittando del caos in cui le forze di sicurezza del paese si trovano “lavorano” alla creazione di terreni agricoli o edificabili laddove c’è bosco o boscaglia. Semplicemente creando un incendio doloso laddove può sembrare naturale.
Non è compito di un blogger ricordare che queste persone sono da denunciare. Ma è compito dire che non si può lasciare alla mala gestione della gente avida di denaro il territorio del paese. Beninteso: ognuno della propria terra può fare quello che vuole, ma dovrebbe capire che vale molto di più per l’intero paese un albero vivo che una casa non affittata e non smerciata nel mercato.
Non si può sempre più costringere le stesse aree boschive di sempre a fare tutto il lavoro di depurazione dell’aria e di creazione dell’ossigeno necessario per la sopravvivenza umana.

Perché non insegnare alla gente il rispetto delle piante, anche quelle che non sono di propria proprietà?
Una pianta sana è una fonte di reddito per tutti. In termini di aria respirabile, si intende…