Partiamo da un punto:

: sarebbe bello campare di bloggeggio.
C’è chi ci riesce e ha tutta la mia ammirazione e tutta la mia credo fisiologica invidia. Detto questo si può cominciare a scrivere qualcosa però c’è da stringere un patto: la mia presenza qui per voi sarà il più periodica possibile ma non giornaliera. A scanso di di libertà che non posso decidere io personalmente perché legato a quello che a tutti gli effetti si chiama lavoro e inderogabilmente da portare ad un piano più alto di importanza.
In pratica: non ci sarò sempre ma cercherò di esserci per portarvi i miei contenuti. E soprattutto cercherò di portare in porto il progetto del mio tg dovuto rallentare per portare avanti un altro progetto: un corso professionale. Insieme a tutta la blogosfera bloccata anche quella, ma praticamente in obbligatorio per cercare di portare a casa il corso professionale: il mio paracadute in caso di problemi.
Ci sentiamo prossimamente con qualcosa da leggere tutto per voi…

Alla prossima!

Post it

Grazie a Bianca Berlinguer.
E in bocca al lupo a Luca Mazzà…

Post it

“Chi fa informazione ha un debito con i lettori”.
Ciao Letizia…
Grazie…

Lutto nel giornalismo: muore Letizia Leviti di Skytg24

I “Segni di Gusto”…

(vedi video) sono una simpatica invenzione di Chef Rubio (all’Anagrafe Gabriele Rubini scheda Wikipedia), cuoco – con la speranza che questa nomea non lo offenda – che è famoso alle cronache televisive per aver fatto parte del programma “Unti e bisunti” sul canale DMax.
In pratica si tratta di una serie di ricette della cucina italiana in cui il nostro chef dialoga con il pubblico. Ma non un pubblico qualsiasi e non nella lingua italiana corrente: sono ricette per sordomuti in linguaggio dei segni.
Si può non essere riconoscenti per questo progetto? Naturalmente non c’è da credere al fatto che si tratti di una novità, perché allora bisognerebbe gridare allo scandalo di non dare una attenzione culinaria a delle persone che fanno parte della società come tutti gli altri. E come tutti gli altri, già il tg lo possono seguire, hanno il diritto di poter godere della loro ricetta del giorno in televisione.

Chissà se si vedrà mai una rubrica a “La Prova del Cuoco” interamente per sordomuti, non soltanto con i sottotitoli…

Post it 2

Da Bruno Vespa un attacco al TG1 chiamato da una 5 Stelle Tele Pd1.
Dei media del M5S non conosco storpiature…

Alla fine dei conti…

… il Mein Kampf di Adolf Hitler è un libro.
Forse si fa passare questo particolare sotto traccia.
E come tutti i libri, tranne qualche parte di lettori che ne possono essere ipnotizzati dalle parole e dai concetti, un buon lettore sa, forse è meglio dire un buon intellettuale, che bisogna trattarlo nei dovuti modi.
Ma non evitando di sgualcire le pagine o la copertina. Si tratta dell’essere una fonte di informazioni.
E’ come dire che siccome sui giornali escono le notizie dei femminicidi allora dopo averli letti si può provare l’ebrezza di ammazzare la propria moglie o la propria compagna, facendo anche piazza pulita della figliolanza per finire sicuramente in cronaca su giornali e tg.
Quindi se si vuole fare un buon servizio alla cultura italiana, come è stato certamente l’intento di Sallusti con questo progetto editoriale, si faccia sapere da fonti autorevoli nei desertici talk show italiani delle reti maggiori come trattare quel libro, piuttosto che farne una pietra di scandalo più di quanto possa essere.
Beneinteso: una pietra di scandalo lo è, vista la reputazione dell’autore.
Ma per sapere se l’alcool fa male al proprio organismo, mi si scusi il paragone, i modi sono due: o te lo dice un medico prima se puoi bere o meno, in questo caso spiegare il libro per quelli che vogliono leggerlo, oppure bevi a rischio della tua salute mettendo in conto di poterti sentire male, forse morire.

Credo sinceramente saranno in pochi a voler rischiare la propria tranquillità mentale per un libro “pericoloso”. Quindi nell’aria c’è certamente fame di analisi e commento su questo oggetto di scandalo, che è il libro di Hitler.
La curiosità sarà vedere se l’appello al mondo della conoscenza verrà ascoltato. E se non ci si continuerà a rinchiudere nelle segrete stanze degli atenei.

Magari anche dicendo un no motivato ad un eventuale acquisto in libreria dopo l’edizione de “Il Giornale”…