In alcuni casi l’impegno che…

…  uno mette nella vita non è sufficiente. Perché c’è una donna, nella vita perfino delle donne stesse e dei gay, che può metterci il proprio zampino a favore o a sfavore di quello che stai facendo: si tratta della Fortuna. Ed è a lei che oggi è indirizzata la lettera.

Cara dea bendata o meglio detta Fortuna,

io non credo di essere una persona che da te non ha avuto determinate cose. Ho una famiglia che mi vuole bene, un sacco di persone che a loro modo mi vogliono bene e che io rispetto per tutto quello che direttamente e indirettamente mi fanno capire delle cose di tutti i giorni e della vita in generale. Non posso lamentarmi nemmeno del fatto che ho un tetto sulla testa, un lavoro che mi da qualcosa da vivere con un sacco di colleghi che mi rispettano e che io a mia volta credo di dimostrare rispetto nei loro confronti. Sono riuscito anche, pur se non al 100%, a fare qualcosa che nella vita mi piacerebbe fare e da cui ho un sacco di soddisfazioni. E in quel campo ho un sacco di soddisfazioni interne ed esterne. La vita è bella e ricca di cose belle e positive, un poco per merito mio un poco assolutamente per merito tuo. E quindi non c’ho in nessun caso da lamentarmi. Però oggi mi sono messo a fare qualcosa per cui mi sono preparato da mesi. La domanda unica è questa: potevi cavolaccio infame farmi staccare quello che avevo preparato dalla carta forno? Mi sarebbe bastato questo, piuttosto che la più assoluta tenacia di quella maledetta carta forno che non faceva il suo lavoro. Se magari la prossima volta tu fossi leggermente più benevola, magari non dovrei fare la figura del deficiente. Comunque non mi voglio lamentare fino in fondo. In fondo ci sono altri problemi nella vita. Credo di aver fatto quello che dovevo fare. E adesso vedremo quello che mi concederai.

Comunque grazie di tutto e sempre pronto a dimostrarti la mia amicizia.

Sinceramente tuo

Matteo

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Adesso salta fuori…

… questa Amaq, una agenzia stampa, o come dicono molti pseudo-agenzia, con dei contatti con il Califfato dell’Isis. E’ lei che sta facendo fare il giro di media mondiali alla notizia della rivendicazione da parte dello Stato Islamico sulla strage di Nizza.
Siccome si tratta di un organo di stampa nella parte più elementare di se stesso, si può prendere la notizia come corretta e quindi ripubblicabile come valida. Ma la domanda è: fino a che punto si può prendere sul serio un “organo di stampa” che dice di avere fonti alla fonte della rivendicazione, ma che alla prova finale può essere semplicemente un intermediario che fa più danni di quanto ne farebbe la diretta dichiarazione?
Non bisogna dimenticare che internet, tra cui chi vi sta scrivendo, è un pozzo senza fondo di informazioni. Ma detto cento l’insieme di tutte queste, la percentuale di quelle vere e fondate è bassa, molto ristretta. Ci vuole molta lucidità mentale per non farsi prendere dal panico e spacciare una notizia falsa per vera. Come è stato per il corrispondente Rai Piero Badaloni dato diverso tempo addietro per morto su Twitter mentre era vivo e vegeto al suo posto di lavoro.
Non voglio negare che ci sia la rivendicazione ufficiale, e che Amaq stia facendo il suo “lavoro”. Ma il sospetto che si voglia cavalcare la tigre del terrorismo, funzionalmente o meno da parte degli interessati, anche quando si tratti di un semplice atto di psicosi da parte di una persona mentalmente instabile secondo me ci può essere.
Se si trattasse di terrorismo, buon lavoro all’intelligence e a tutta la polizia coinvolta. E mi auguro che i colpevoli vengano messi nelle mani della giustizia. Ma il pensiero va a tutte quelle persone che vivono la loro vita di tutti i giorni, e che si sentono dire per l’ennesima volta che il terrorismo è di nuovo in Europa, se non se n’è mai andato. Loro non hanno bisogno di essere spaventate per l’ennesima volta. E non hanno bisogno di essere fomentate a vicenda per bombe su bombe quando non necessario…