Non vorrei scrivere…

… il suo nome direttamente nel titolo di questo post, per rispetto e stima. E quindi annacquo la scrittura e lo metto un pochino più in basso…
C’è una star di quelle a 360°, tanto televisivamente quanto mediaticamente quanto internettianamente, che si è messa a dare la sua versione dei fatti. In un certo senso remando contro quello che è il suo ambiente di riferimento, cioè il mondo dello spettacolo. E ha detto semplicemente una parola, per riassumere al massimo: attenzione.
Lui, perché si tratta di un uomo, dice di aver ricevuto diversi inviti a manifestazioni per beneficenza pro terremotati del centro Italia. Ma sapendo più o meno come funzionano certe macchine dello spettacolo non se l’è sentita di avallare la cosa e farsi trasportare. E ha preferito dire chiaramente che piuttosto di mettersi di fronte ad un palco e dire di donare a terze persone indirette, meglio donare con il numero unico che sta girando per tutte le televisioni e le radio e i siti internet: 45500.
Oppure fare beneficenza privatamente, come meglio è nelle singole possibilità.
Di chi sto parlando? Del grande Fiorello. Che in un video sul sito di Repubblica e di tanti altri giornali online ha detto tutta la sua. Ascoltatelo anche voi…

IL VIDEO

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Si scatena la forza…

… dei social da parte delle sapienti mani di Enrico Mentana. Che ha creato una parola abbastanza rivoluzionaria per la l’utilizzo e la praticità: webete.
E’ una parola che nasce dalla crasi tra ‘web‘ e ‘ebete’. E ha il potere di etichettare qualcuno come soggetto incapace di argomentare qualcosa di serio.
Naturalmente ci vorrà un intervento, come paventato da qualcuno, dell’Accademia della Crusca per dare una forma concreta all’utilizzo di questa nuova parola. Ma di per se Mentana ha fatto un servizio alla Rete tutta, dando in uso questa parola per conversazioni che altrimenti si perderebbero in repliche e controrepliche solo per stabilizzare la situazione della discussione.
Il dubbio adesso è se considerarlo un insulto passibile di querela o delinearlo come ‘una cosa della Rete’ in tutto e per tutto. Perché da questo momento in poi, credo, l’utilizzo sarà davvero sconfinato.

A quando una Crusca della Rete oltre Wikipedia?

Siccome sto per andare…

… in vacanza dal blog, oggi contenuto misto.
Qui potete trovare la classifica dei libri di IBS. Cosi potete scegliere il vostro libro per l’estate.
Qui potete trovare la pagina delle vacanze targata Lastminute.
Qui potete trovare Trivago, che chi non conoscesse è il più importante sito per ricerca alberghi in tutto il web.
Per volare so perfettamente che ciascuno di voi ha il proprio sito di riferimento. Quindi a ciascuno il suo senza favoritismi.

Da oggi cominciano le mie ferie dalla Rete.
E non potrei lasciare il computer dormiente senza dirvi grazie di esserci, e di essere fedeli a queste pagine.
Firmato
Matteo Baudone

Sarà il momento per…

… le donne diacono?
Da una parte si, dall’altra ovviamente no.
Per la parte positiva ci sarebbe un doveroso svecchiamento e de-maschilimento, mi si passi il termine, della Chiesa tutta. Soprattutto per il fatto che in altre chiese e in altre religioni le donne non hanno solo una parte, se cosi si può dire, accessoria. La donna ha una testa come un uomo. E certe volte ha più comprensione di un uomo. Quindi perché no alle donne nelle gerarchie della Chiesa Cattolica?
Per il resto, serve ancora da parte del mondo una comprensione più aperta. E non sto parlando del maschilismo imperante, ma del fatto che la donna ancora oggi viene considerata un oggetto come tanti altri soprammobili della casa in cui si abita. Prima di far diventare diacono una donna, ci vorrebbe che alcuni uomini diventassero civili. E che non vedessero nelle donne un possibile possesso personale per scopi sessuali o nervosi.
Per il resto, se conta qualcosa la mia opinione, non c’è nulla di sbagliato in una donna diacono. A patto che i seminari di formazione religiosa facciano una dovuta riforma del loro modo di insegnare, non solo aperto alle donne, ma a tutti i cambiamenti che la società ha adottato e che per un religioso topo di biblioteca sono totalmente estranei.
In una parola: vogliamo parlare delle religiose e di alcuni religiosi che fanno la loro opera di assistenza spirituale tramite i social su internet?

Come per Nizza, i legami…

… con l’Isis in Germania sono incerti. Ma anche fosse, si tratta di una strategia che l’Isis ha pianificato attentamente? Nel senso: dopo i veri attentati ci si affida alla palude della Rete per scatenare panico tra la gente sfruttando persone il cui unico difetto è magari di sentirsi sole e senza una appartenenza?
L’Isis in questo caso può essere quell’ombrello sotto cui ripararsi quando la pioggia della solitudine e dell’incomprensione cade implacabile sopra la propria persona. Naturalmente annessi e connessi che un poveraccio, mi si passi il termine, non guarderebbe nemmeno, con la speranza di diventare qualcuno di famoso per la battaglia che lo Stato Islamico sta portando avanti.
Di chi la colpa di tutto questo? Dei governi? Forse, ma sempre e comunque c’è in corso la battaglia per estirpare il male della “povertà” a 360 gradi dai propri stati. Della gente? Di certo lei non si sentirebbe la colpa di non fare beneficenza, perché quando può cerca di fare qualcosa per i propri vicini di casa disadattati, mi si passi il termine, o porta un pacco di farina, o quant’altro, ad una persona che non ce la fa ad arrivare a fine mese.
Si potrebbe ipotizzare anche una colpa di Internet stessa perché non “bonifica” certe zone grigie dove prolifera tanta povertà mentale e tanta solitudine. Ma sempre e comunque bisogna stare attenti che la paura dell’Isis non dilaghi a macchia d’olio quando c’è soltanto l’azione di una disperato che cerca il famoso quarto d’ora di Andy Wahrol.

Non ci si meravigli se una suora si è messa a fare il suo “lavoro” di religiosa portando conforto a chi ne ha bisogno all’interno di Facebook e dei social…

In questo caso non si può…

… esultare di gioia. Avevo affermato diversi post fa che a Nizza si poteva trattare di uno psicolabile che ha fatto strage. E oggi sulla home page de “La Stampa” c’è una parte del rapporto dell’Europol che certamente non avrà letto le mie righe, ma è arrivata alla stessa conclusione: il legame Isis non è certo.
Per quale motivo? Per il semplice fatto per cui se qualcuno che trova 100 euro per la strada e chiede al passante dopo di lui se sono suoi, il passante risponde di si anche se nella realtà quei soldi non sono suoi: può solo che guadagnarci a sparare una balla.
L’Isis, molto probabilmente agli sgoccioli dell’autonomia militare e morale sui suoi uomini, ha visto che nel mondo ci sono delle persone mentalmente disturbate che fanno quello che fanno, magari cavalcando l’onda dell’immaginario Isisiano. E non credo ci sarebbe stata altra persona immediatamente che non avrebbe accettato di essere il mandante di tutto, con lo scopo di prendere due piccioni con una fava: spaventare il più possibile a costo zero e avere le mani pulite da possibili collegamenti diretti che facciano danni in generale a tutto l’Isis.

Se l’Isis ha solo voglia di sopravvivere, lo faccia capire civilmente ed educatamente e faccia al suo interno la pulizia necessaria di tutto quel materiale culturale e sociale totalmente incompatibile con il vivere comunitario globale. Personalmente non credo che il mondo non voglia accettare qualcuno che ha la sola pretesa di sopravvivere, scendendo a patti con il mondo pur di poter vivere la propria cultura e la propria religione.
Come disse Mentana alla prima puntata di “Matrix” su Canale 5: in televisione c’è posto per tutti. Per l’Isis nel mondo no?

Chissà come mai c’è…

… la percezione che Renzi, al pari di altri politici prima di lui, abbia tanto promesso e poi mantenuto in cifre percentuali molto basse.
E poi: sarà una coincidenza che il debito pubblico è aumentato mentre Renzi è in vita politica alla Presidenza del Consiglio? Magari passa molto sottotraccia, ma attualmente il debito pubblico è di più di 2240 e rotti miliardi di euro. E in base a quanto riporta questo sito di informazione a inizio 2016 era poco sotto i 2180 miliardi di euro. Aumento fisiologico o voluto?
Comunque alla fine chi ci rimette è il cittadino. E la cosa più grave è che il cittadino pensa di avere dei benefici dall’azione di governo. Mentre alla fine deve cavarsi il sangue per pagare.
E Renzi questo dovrebbe meditarlo bene. Perché forse lui soffre di quella sensazione umana per cui tu sei potente e tutto il potere ti è dovuto. Lui potrebbe fare qualcosa di buono per questo paese. Ma la prima cosa da mettere in atto è una adeguata pulizia di tutto quello che lui sa essere marcio all’interno del suo governo. E dalla più assoluta pulizia piantare le fondamenta di un vero, più che nuovo, agire da capo di governo. Bisogna parlarsi chiaro: mettere qualcun’altro al posto di Renzi e sfruttare la pax novità solo per avere una bella sensazione in corpo e mente toglierebbe i problemi da dove stanno ben comodi e radicati?

Renzi ha tutto da guadagnare a fare bene il suo lavoro. Magari lasciarglielo fare non sarebbe sbagliato…