Sono passati dei giorni da quando…

è arrivata la notizia. E soprattutto ho potuto sentire Gene Gnocchi via tweet dire che lui era una delle poche persone che conosceva quello di cui parlava. Purtroppo un grande della televisione e dello spettacolo nella accezione più ampia ed inclusiva possibile è venuta a mancare. E quella persona è Paolo Limiti. È per lui la lettera di oggi.

Caro Paolo,
adesso ti aspetta solo Renzo Arbore e pochi altri che hanno fatto la storia della televisione. Boncompagni è andato. Tu sei andato. Rimangono qui da noi Mogol e altri sparuti come Falqui e Giannini. Grandi personaggi che stanno continuando ad ingannare la morte mentre tu non ce l’hai fatta. Ed hai dovuto lasciarci.
Io grazie a te ho conosciuto periodi musicali della storia italiana che altrimenti da classe 1984 non avrei potuto assaporare. E grazie a te tanti italiani hanno potuto passare il loro pomeriggio italiano nel passato prima di internet in allegria e senza per forza avere degli scandali a cui appellarsi come adesso la televisione italiana sta proseguendo a coronare.
Ti prego: dirigi bene Teleparadiso. Sono sicuro che il Padreterno ti ha già dato da dirigere il canale. Fatti valere.
E soprattutto: mi mancherai.
Tuo Carissimo
Matteo

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Quello che colpisce…

… è che c’è un mondo che si è sospeso per aria, laddove c’è il frutto del terremoto di qualche giorno fa. “Laddove” a parte, il giornale online “Huffington Post” fa il suo bravo lavoro di mezzo d’informazione mostrando una foto di un cagnolino che sta aspettando i suoi padroni morti nelle macerie. Questa situazione è di una tenerezza impressionante, che solo immaginare la fedeltà di un cane, e chi ce l’ha può capirlo, porta a rappresentarsi quell’animale tra un cumulo di macerie in attesa dei suoi umani di riferimento. E noi che li sappiamo morti, vedremo quel cagnolino aspettare con pazienza quasi mortale qualcuno che non ritornerà.
Di un terremoto solitamente si pensa agli umani come prima urgenza. Agli animali che erano al loro seguito – il passato significa la morte dei padroni – chissà come mai c’è poco rumore di sottofondo. Se non il silenzio.
Arrivo secondo rispetto alle associazioni animaliste, ma nei luoghi del terremoto ci sono tanti amici dell’uomo a quattro zampe desiderosi di un un nuovo umano a cui dare tutto il loro affetto.
Aiutateli se potete…

Bau bau! Miao!

La domanda di oggi…

Quanti morti servono ancora prima di far nascere in Italia una coscienza civile più formata?

Post it

Cane rende omaggio al padrone nella bara morto per il terremoto.
E il “cane” che ha costruito ciò che gli è crollato addosso?

Ho già detto che l’Isis…

… è benvenuto se vuole dimostrare di essere un sistema di governo, e sottolineo di governo, migliore di tanti altri. Ma forse c’è stato un fraintendimento, vedendo tutti gli attentati che stanno capitando – e che si spera finiscano il prima possibile: fare dei morti e dei feriti non è prova di essere un buon governante. Ma solo uno dei tanti che non sa fare altro che ammazzare della gente per mano di soggetti a cui molto probabilmente, agevolati da favorevoli condizioni mentali, è stato fatto un completo lavaggio del cervello.
In questo momento dovrei sentire il coro, e seguirlo bene inteso, di tutti quelli che vogliono solo tonnellate e tonnellate di bombe sullo Stato islamico, a casa loro. Però chissà come mai c’è la fiducia di trovare delle orecchie aperte che capiscano di doverla smettere con attentati e quant’altro.
Solo qualcuno che non ha fatto i suoi debiti conti può sperare di combattere una guerra aspettando che l’Europa o l’America o qualsivoglia paese “inizino le danze”. Solamente un comandante con molti soldati al suo seguito sparsi per tutti i continenti, incapace di fare una guerra sui fatti e non sul sangue a volte totalmente innocente, può mettere in atto quello che sta dimostrando.

Sempre più ci si avvicina ad un punto di non ritorno. E sempre più si potrebbe dimostrare del sale in zucca e piantarla con degli attentati capaci solamente di rinsaldare le fila della gente innocente a cui capitano.
A fare quello che stanno facendo, gli jihadisti non fanno il loro vantaggio, ma solamente la firma per una condanna a morte. Le potenze democratiche non giocheranno in difesa in eterno. Prima o poi tutti, compreso chi vi sta scrivendo, saranno favorevoli, chi più chi meno e loro malgrado, a radere al suolo tutto quanto. A fare piazza pulita dell’Isis e di tutto quello che esso ha creato. E magari non sarebbe necessario, se gli jihadisti dimostrassero quello che dovrebbero nel più benefico e fruttifero senso della questione.
Se l’Isis vuole sopravvivere – e può farlo visto che ad un paese che non rompe le scatole a nessuno dello spazio glielo si può dare – la deve finire di fare quello che sta facendo. Deve iniziare a dare prova di essere non un sanguinario tagliagole di innocenti, ma un governante come tutti gli altri, capace di sedersi ad un tavolo e a discutere i problemi propri e altrui.
A fare l’assassino sono bravi tutti: basta un’arma ed una vittima. A fare il governante servono tante qualità, che potrebbero essere apprezzate e valorizzate da tutto il mondo: basta solo metterle in atto…

post it

Pace alla signora Agnelli che oggi ci ha lasciato.
Fratello e sorella di nuovo insieme…

Adesso salta fuori…

… questa Amaq, una agenzia stampa, o come dicono molti pseudo-agenzia, con dei contatti con il Califfato dell’Isis. E’ lei che sta facendo fare il giro di media mondiali alla notizia della rivendicazione da parte dello Stato Islamico sulla strage di Nizza.
Siccome si tratta di un organo di stampa nella parte più elementare di se stesso, si può prendere la notizia come corretta e quindi ripubblicabile come valida. Ma la domanda è: fino a che punto si può prendere sul serio un “organo di stampa” che dice di avere fonti alla fonte della rivendicazione, ma che alla prova finale può essere semplicemente un intermediario che fa più danni di quanto ne farebbe la diretta dichiarazione?
Non bisogna dimenticare che internet, tra cui chi vi sta scrivendo, è un pozzo senza fondo di informazioni. Ma detto cento l’insieme di tutte queste, la percentuale di quelle vere e fondate è bassa, molto ristretta. Ci vuole molta lucidità mentale per non farsi prendere dal panico e spacciare una notizia falsa per vera. Come è stato per il corrispondente Rai Piero Badaloni dato diverso tempo addietro per morto su Twitter mentre era vivo e vegeto al suo posto di lavoro.
Non voglio negare che ci sia la rivendicazione ufficiale, e che Amaq stia facendo il suo “lavoro”. Ma il sospetto che si voglia cavalcare la tigre del terrorismo, funzionalmente o meno da parte degli interessati, anche quando si tratti di un semplice atto di psicosi da parte di una persona mentalmente instabile secondo me ci può essere.
Se si trattasse di terrorismo, buon lavoro all’intelligence e a tutta la polizia coinvolta. E mi auguro che i colpevoli vengano messi nelle mani della giustizia. Ma il pensiero va a tutte quelle persone che vivono la loro vita di tutti i giorni, e che si sentono dire per l’ennesima volta che il terrorismo è di nuovo in Europa, se non se n’è mai andato. Loro non hanno bisogno di essere spaventate per l’ennesima volta. E non hanno bisogno di essere fomentate a vicenda per bombe su bombe quando non necessario…