Sono passati dei giorni da quando…

è arrivata la notizia. E soprattutto ho potuto sentire Gene Gnocchi via tweet dire che lui era una delle poche persone che conosceva quello di cui parlava. Purtroppo un grande della televisione e dello spettacolo nella accezione più ampia ed inclusiva possibile è venuta a mancare. E quella persona è Paolo Limiti. È per lui la lettera di oggi.

Caro Paolo,
adesso ti aspetta solo Renzo Arbore e pochi altri che hanno fatto la storia della televisione. Boncompagni è andato. Tu sei andato. Rimangono qui da noi Mogol e altri sparuti come Falqui e Giannini. Grandi personaggi che stanno continuando ad ingannare la morte mentre tu non ce l’hai fatta. Ed hai dovuto lasciarci.
Io grazie a te ho conosciuto periodi musicali della storia italiana che altrimenti da classe 1984 non avrei potuto assaporare. E grazie a te tanti italiani hanno potuto passare il loro pomeriggio italiano nel passato prima di internet in allegria e senza per forza avere degli scandali a cui appellarsi come adesso la televisione italiana sta proseguendo a coronare.
Ti prego: dirigi bene Teleparadiso. Sono sicuro che il Padreterno ti ha già dato da dirigere il canale. Fatti valere.
E soprattutto: mi mancherai.
Tuo Carissimo
Matteo

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Un mezzo editoriale di oggi…

Chi di voi non ha mai trovato nella propria cassetta della posta un volantino intestato a proprio nome con cui si fa sapere che si può fare ancora più beneficenza di quanta già se ne è già fatta con i banchetti nella propria piazza di paese durante una ricorrenza o durante una giornata di beneficenza. Chi di voi prima di quello che  trova nella cassetta della posta ha quindi fatto beneficenza comprando l’azalea o le arance, tanto per dire un particolare, nella piazza di paese. E quindi chi di voi non si sente frantumare gli zebedei quando per l’ennesima volta, anche se corredata da giornaletto dove si parla dei progressi di quella fondazione o di un’altra, si trova l’ennesima richiesta, alla fine, di soldi.
C’è da chiarire un punto: non è che le fondazioni non devono mandare il volantino. Ma devono avere la comprensione che se risparmiassero i soldi di tutta questa carta via posta magari avrebbero più soldi a disposizione per la fondazione a cui appartengono. Perché magari quando vai in piazza a fare beneficenza quel giorno specifico hai solo i soldi per quell’occasione e non hai il giorno dopo i soldi per pagare l’assicurazione della macchina o devi purtroppo spremere al massimo il credito della tua carta di credito per cercare di andare avanti nella tua vita.
Quindi:

Care fondazioni,

bisogna che voi capiate che è più fruttifero e praticamente quasi a costo zero fare della diffusione di informazioni via internet e via whatsapp piuttosto che dover pagare dei giornalisti e dei fotografi per fare un giornale da spedire via posta. Per non parlare dei grafici che vogliono il loro compenso quando vi hanno compilato il giornale o il volantino.
Io non chiedo che voi non facciate promozione, ma fatevi furbi e cercate di sfruttare la tecnologia che oggi va per la maggiore, cioè internet e i suoi correlati.
Magari posso farvela beneficenza quando ricevo il link. Ma mandatemi un link e non intasatemi la posta. Perché io posso anche leggerlo il giornaletto che mi mandate, perché sono curioso io di sapere quello che fate. Ma la quasi totalità della gente a cui spedite il plico di tutto fa una cosa immediata: lo butta via nella spazzatura perché non ha tempo da perdere. Al massimo differenzia la carta dalla plastica dell’imballaggio. Però di certo di più non fa. Non perdete tempo in questo modo. E cercate di non spendere tutti questi soldi in giornalisti, grafici impaginatori e fotografi. E anche se ci pensate dei ricercatori a cui rompete le scatole invece di lavorare.
Distinti saluti

Non vorrei scrivere…

… il suo nome direttamente nel titolo di questo post, per rispetto e stima. E quindi annacquo la scrittura e lo metto un pochino più in basso…
C’è una star di quelle a 360°, tanto televisivamente quanto mediaticamente quanto internettianamente, che si è messa a dare la sua versione dei fatti. In un certo senso remando contro quello che è il suo ambiente di riferimento, cioè il mondo dello spettacolo. E ha detto semplicemente una parola, per riassumere al massimo: attenzione.
Lui, perché si tratta di un uomo, dice di aver ricevuto diversi inviti a manifestazioni per beneficenza pro terremotati del centro Italia. Ma sapendo più o meno come funzionano certe macchine dello spettacolo non se l’è sentita di avallare la cosa e farsi trasportare. E ha preferito dire chiaramente che piuttosto di mettersi di fronte ad un palco e dire di donare a terze persone indirette, meglio donare con il numero unico che sta girando per tutte le televisioni e le radio e i siti internet: 45500.
Oppure fare beneficenza privatamente, come meglio è nelle singole possibilità.
Di chi sto parlando? Del grande Fiorello. Che in un video sul sito di Repubblica e di tanti altri giornali online ha detto tutta la sua. Ascoltatelo anche voi…

IL VIDEO

Siccome sto per andare…

… in vacanza dal blog, oggi contenuto misto.
Qui potete trovare la classifica dei libri di IBS. Cosi potete scegliere il vostro libro per l’estate.
Qui potete trovare la pagina delle vacanze targata Lastminute.
Qui potete trovare Trivago, che chi non conoscesse è il più importante sito per ricerca alberghi in tutto il web.
Per volare so perfettamente che ciascuno di voi ha il proprio sito di riferimento. Quindi a ciascuno il suo senza favoritismi.

Da oggi cominciano le mie ferie dalla Rete.
E non potrei lasciare il computer dormiente senza dirvi grazie di esserci, e di essere fedeli a queste pagine.
Firmato
Matteo Baudone

Si avvicina per chi vi scrive…

…il momento delle ferie. Naturalmente lavorate.
Cioè: il blog e la blogosphera vanno per una decina di giorni in vacanza. Ma non ci sarà riposo, perché come tutti i blogger che hanno indirizzo web privato a pagamento sanno ci vogliono un poco di soldi per far “girare la macchina”.
Lo so cosa state dicendo: potremmo pagare noi. Ma non voglio…
Credo di essere una persona abbastanza capace di guadagnarsi quei pochi soldi di sito internet. Se non guadagnare altro…
Ma per il momento è così: le pubblicazioni a singhiozzo sono dovute a impegni lavorativi che mi portano ad essere lontano dalla tastiera.
Per riassumere: il blog dell’estate si ferma con tutta la blogosphera. L’unica cosa che sarà garantita sarà la puntata del racconto dell’estate che andrà regolarmente in pubblicazione domenica 14.
Durante le ferie, beninteso, si cercherà di riflettere su come riorganizzare la blogosphera per alcuni impegni autunnali e invernali che mi porteranno ad essere altrove con la concentrazione, pur essendo davanti al computer o a casa.

Buone ferie a tutti voi miei carissimi lettori, che siete ancora su queste pagine.
Matteo

Sarà il momento per…

… le donne diacono?
Da una parte si, dall’altra ovviamente no.
Per la parte positiva ci sarebbe un doveroso svecchiamento e de-maschilimento, mi si passi il termine, della Chiesa tutta. Soprattutto per il fatto che in altre chiese e in altre religioni le donne non hanno solo una parte, se cosi si può dire, accessoria. La donna ha una testa come un uomo. E certe volte ha più comprensione di un uomo. Quindi perché no alle donne nelle gerarchie della Chiesa Cattolica?
Per il resto, serve ancora da parte del mondo una comprensione più aperta. E non sto parlando del maschilismo imperante, ma del fatto che la donna ancora oggi viene considerata un oggetto come tanti altri soprammobili della casa in cui si abita. Prima di far diventare diacono una donna, ci vorrebbe che alcuni uomini diventassero civili. E che non vedessero nelle donne un possibile possesso personale per scopi sessuali o nervosi.
Per il resto, se conta qualcosa la mia opinione, non c’è nulla di sbagliato in una donna diacono. A patto che i seminari di formazione religiosa facciano una dovuta riforma del loro modo di insegnare, non solo aperto alle donne, ma a tutti i cambiamenti che la società ha adottato e che per un religioso topo di biblioteca sono totalmente estranei.
In una parola: vogliamo parlare delle religiose e di alcuni religiosi che fanno la loro opera di assistenza spirituale tramite i social su internet?

Come per Nizza, i legami…

… con l’Isis in Germania sono incerti. Ma anche fosse, si tratta di una strategia che l’Isis ha pianificato attentamente? Nel senso: dopo i veri attentati ci si affida alla palude della Rete per scatenare panico tra la gente sfruttando persone il cui unico difetto è magari di sentirsi sole e senza una appartenenza?
L’Isis in questo caso può essere quell’ombrello sotto cui ripararsi quando la pioggia della solitudine e dell’incomprensione cade implacabile sopra la propria persona. Naturalmente annessi e connessi che un poveraccio, mi si passi il termine, non guarderebbe nemmeno, con la speranza di diventare qualcuno di famoso per la battaglia che lo Stato Islamico sta portando avanti.
Di chi la colpa di tutto questo? Dei governi? Forse, ma sempre e comunque c’è in corso la battaglia per estirpare il male della “povertà” a 360 gradi dai propri stati. Della gente? Di certo lei non si sentirebbe la colpa di non fare beneficenza, perché quando può cerca di fare qualcosa per i propri vicini di casa disadattati, mi si passi il termine, o porta un pacco di farina, o quant’altro, ad una persona che non ce la fa ad arrivare a fine mese.
Si potrebbe ipotizzare anche una colpa di Internet stessa perché non “bonifica” certe zone grigie dove prolifera tanta povertà mentale e tanta solitudine. Ma sempre e comunque bisogna stare attenti che la paura dell’Isis non dilaghi a macchia d’olio quando c’è soltanto l’azione di una disperato che cerca il famoso quarto d’ora di Andy Wahrol.

Non ci si meravigli se una suora si è messa a fare il suo “lavoro” di religiosa portando conforto a chi ne ha bisogno all’interno di Facebook e dei social…